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domenica 26 aprile 2009

Gara Sassari Osilo 2009. All'ascolto della fatica

Classifica Sassari Osilo 2009: cliccate qui e accedete al calendario Regionale fidal. Scegliete il mese d'aprile e vedete alla data di oggi. Al momento non le hanno ancora pubblicate (info per chi arriva da google..se poi avete piacere di legger il racconto, sta sotto :-) )
Che poi siamo sempre qui a raccontare di gare durissime. Ma lo sono veramente o è la nostra percezione della fatica, che muta con la forma, a rendercele tali? La Sassari Osilo è stata una gara molto impegnativa, di sicuro. Ma io non posso godere di una forma eccelsa. Son in fase di costruzione, come vedrete nel prossimo post su quello che ho fatto sta settimana, le mie gambe eran belle impastate. Quindi il mio incedere sul finale si è fatto un pò sofferente. Ora vi racconterò.
Partita sotto la minaccia dell'acqua ed invece poi filata via liscia come l'olio, 27 anni di organizzazione(forse la più antica gara sarda, una delle più datate,) questa manifestazione ha avuto un''organizzazione magistrale, rifornimenti ogni 3km e..la doccia calda alla fine! Voi non potete sapere cosa voglia dire, per chi è abituato a farsi centinaia di km nelle tute impuzzolentite, potersi lavare grazie all'apertura di un campo comunale e dei suoi spogliatoi (proposta a chi organizza gare in Sardegna: fateci fare le docce!!..è una fesseria metterci a disposizione degli spogliatoi, il sapone ce lo portiamo noi).
Sassari Osilo. Due paesi uno giù ed uno sù, in collina. Arrivarci vuol dire solo una cosa: salire!  Lo sanno  quelli in Piazza d'Italia che si riscaldano girando in tondo. Ci son tutti..Davide, Paoletto e tanti altri. Non riesco ad allacciarmi una scarpa che ho sempre qualcuno con cui parlare. Come mi piace questo mondo di amici, che taglia trasversale fasce d'età e squadre. 
Sarà per tagliare la testa al toro che, partita la gara e fatto un primo interlocutorio falsopiano a salire, su quel lastricato infido e bagnato che caratterizza Via Roma(una delle principali di Sassari) a cui segue un breve scollinamento per portarsi in zona carbonazzi, ..che ecco appunto l'altimetria schizza: 120 metri di dislivello in 2,2 km. E non siamo neanche al 4°!! Ma vaffa.. La fatica si fa subito severa, per chi è partito a razzo. Patisco un pò anche io nonostante mi sia tenuto guardingo, o no? Certo affrontare a 5'25 quell'erta non è esser partitiguardinghi, ma tutti vanno e ciò mi porta nella parte finale di questa prima salita già in debito. Il 4° se ne è andato in 6'.. nei calcoli del dopo. Con Massimiliano raggiungiamo una compagna di squadra e da lì si può dire ci facciamo compagnia. Almeno morale, perchè se non riesco a parlare so che loro son lì, poco dietro di me.. credo di averli staccati di poche decine di metri non di più. Altre volte son stati loro davanti. Sempre di poco. Il leit motiv è questo: dove c'è pianura o discesa vengo staccato, la salita mi vede come sempre in rimonta.  E' un pò come giocare al gatto con il topo. E questo aiuta a distrarsi dalle insidie della strada. Che tosto un discesone attorno all'8°km..tiro un parziale di 4'49, ma incostante, nel senso che ci son dentro alcune centinaia di metri a 4'20"/km(sport tracks dixit), frenati più per lo spavento di cadere che altro. Ho paura della velocità. E..mi FANNO MALE LE GAMBE. Profonda fatica che viene dai giorni passati..son legnoso. Arriva la salita finale. Potrei uccidervi di numeri (pendenza media del 5,7% gli ultimi 4,5km o dirvi che l'ultimo 1,4km è a inclinazione oltre il 9&). ma no vi descrivo la bellezza di questi tornanti. Bucolici..se alzi la testa sembra di essere in una tappa di ciclismo, vedi gli altri corridori nel tornante sopra. E tutto immerso in uno splendido verde, contornato dal plumbeo cielo. I passi si fanno piccoli. Sono chiuso dentro di me e le sensazioni. Li raccolgo con il cucchiaino. Camminano, quanti ce ne sono che alternano il passo/corsa. Il paese da sotto lo vedi svettare, ma ci stiamo facendo vicini. Una maglia giallorossa..è Gabriele amico di Alghero. Pure lui passeggia.. lo prendo e..ciao gabriele, via nei miei modesti ma costanti 6'50/km. Io non mi fermo. Son un mulo e pur soffrendo vado. In paese ancora la strada sale, ma la vicinanza del traguardo attorno al 13°km mi spinge ad aumentare. Vedo Antonella..urla mancano 100 metri..tiro una volata micidiale (sport tracks dirà quel cento 4'10"/km..)ma.. non erano cento i metri(forse 180). Dopo aver mangiato 5 podisti in quel balzo in avanti da "momenti di gloria", ecco che mi riprendono tutti. Pure Gabriele, con il quale arriviamo insieme,  abbracciati sul traguardo.
E' stata una gara bella..in cui son stato alla finestra a guardare le reazioni del mio corpo alla fatica ed ai primi allenamenti del Mister. Avanti così

16 commenti:

Ribichesu Davide ha detto...

Che gran bella gara che era..cmq secondo me era molto dura!!, come sempre..ma oggi l'ultima salita era terribile, perchè a differenza delle altre era lunga e non mollava quasi mai..Math tu vai forte in salita! ormai è certo! adesso spero che questa nuova avventura con Ugo ti faccia andare sempre meglio! alla prossima, ci sentiamo! ciao!

Nick.12 ha detto...

Qualunque gara ti fà fare fatica, corta lunga piatta asfalto ecc ecc alla fine non vedi l'ora di tagliare il traguardo, perchè si dà sempre il massimo ogni volta...
Ciao Nick

Fatdaddy ha detto...

E' quando dai il massimo che è bello, se non soffri godi solo a metà! ;)
Grande Math, e che bella la foto del traguardo abbracciato al tuo amico..

Lucky73 ha detto...

Che gara!! E poi gare piatte in Sardegna non esistono eh? Mi è troppo piaciuta la volata dei 180 mt!!!!

the yogi ha detto...

beh, dopo una maratona non è certo la gara ideale, ma forse per questo ti ha dato tanta soddisfazione......

Filippo ha detto...

Bella corsa, finalmente rinata dopo anni di oblio, e bella gara da ncorniciar per te, considerando la maratona e gli allenamenti "da digerire"

ugo ha detto...

@ Avete ragione sia Yogi che Filippo dopo una maratona non è che si possa fare un gran carico.....infatti non lo sta facendo ma voi non ditelo a Mat altrimenti mi scarica subito!
@ Fat trovo sempre molto profondi e da rileggere i tuoi commenti, a mio giudizio sei un il Mat del nord Italia, a proposito di ciò che hai detto, nel penultimo post di Giancarlo, tra gli ultimi commenti ce n'è uno mio, forse ti ci riconosci o forse un pò tutti, ed anche Giancarlo!
@ Davide quando si è ben allenati in salita ci si riposa,tu sei un podista forte che partecipa alle sfide degli altri, ciò ti fa veramente onore, ti vedrei proprio con una maglia ORANGE!
@ Nick non ti conosco ma credo proprio che il commento Fatto su Giancarlo ci accomuni anche a te, unico inciso, Boston, Roma, o il Passatore, sono una fatica diversa con diverse sodisfazioni e ti assicuro quando arrivi al traguardo di quest'ultimo, sei pervaso da un misto di gioia, euforia, commozione ma anche di malinconia, proprio per la coscienza che qualcosa di meraviglioso sta per finire e che se tutto andrà bene dovrai aspettare un altro anno per scoprire cosa altro ti regalerà.
@ Lucky, purtroppo non esistono gare piatte in Sardegna, altrimenti avremmo dovuto guardarci le spalle dal nostro Mat, l'augurio a lui è che questo un giorno accada, non sarebbe un regalo solo per lui ma per tutto il movimento non credi? Attendo il costruttivo incontro co'r Califfo e gli altri!

paolo72 ha detto...

ciao mat è stata veramente una bella gara organizzata in ogni dettaglio, ci siamo divertiti ci sentiamo ciao

Anonimo ha detto...

Mi piace molto la tua idea di "ascoltare la fatica". Da un po' di tempo la mia corsa è diventata quasi esclusivamente un esercizio di auto osservazione. Sento il mio corpo nelle sue singole parti mentre soffre o gode durante la corsa. Osservo i miei pensieri e le mie emozioni. Cerco di essere presente ad ogni passo e ad ogni respiro. Il contatto dei piedi sulla terra, i muscoli dei polpacci, dei glutei e dei quadricpiti femorali che si induriscono per la stanchezza. Ma a volte sono furbo e quando sono stanco punto la mia attenzione sulla sensazione delle mani e delle braccia, le quali non soffrono o addiritura cerco di sentire la presenza dei capelli. Percezione sottile che allontana il mio focus dalla fatica. La percezione di tutto il corpo nell'insiem mi acora al presente impedendo ai pensieri di portarmi nei chilometri futuri o in quelli passati, ma mi invita a restare centrato nell'unico momento possibile: il presente. Uno splendido presente fatto di una meravigiosa sostanza: la corsa nell' Adesso. Complimenti per l'idea di ascolto della fatica e buon lavoro col tuo blog.
Dimenticavo: 1h 7'30". Anche io imballato ma felice. Si può dare di più!
Gino (Luigi) Marielli

Anonimo ha detto...

Mi sono graziato un minuto: 1h 8'30"

Marco ha detto...

mi sono stancato solo a leggere di questa gara... iguriamoci tu a farla!!!
bravo!

Mathias ha detto...

@Gino: grazie di esser passato e di aver dato la tua testimonianza.Sei andato forte..io..son un cantiere in costruzione ancora!Passa a leggere se ogni tanto ti va :-)
@Davide: I will survive!!
@Nick: è verita!
@Lucky: se solo avessi visto il traguardo avrei dosato le forze e..lo sprint l'avrei terminato in modo trionfale. Nessuno di quelli che ho superato e poi mi ha ripreso ha sprintato. Son io che son morto!
@Yogi: la soddisfazione a volte è solo esserci e far parte del grande circo di amici corridori!
@Filippo: scommetto l'hai fatta anche tu in passato
@Paolo: bella e..sabato ci divertiamo alla grande. Una giornata assieme!
@Ugo: come dice quel comico sassarese di colorado cafè: tu mi dici quello che devo fare..ed io lo faccio!! Fidati..

ugo ha detto...

Mery.....62 km in 2 giorni con collinare e variazioni, oggi variazioni e domani 400.....mi fido, lo farai anche TU!

Michele ha detto...

Bella la foto, sembrate 2 ubriaconi: chi tiene su chi ? :)

Mathias ha detto...

lui sorregge me..dopo che avevo cercato di staccarlo!! sono un essere indegno e Gabriele è tanto buono quanto è pelato :-)

albertozan ha detto...

arrivo a questa conclusione, che forse a chi è alle prime armi non può capire..ma chi ha già commentato non può che condividere...: l'importante è soffrire, andare incontro alla sofferenza a braccia aperte..!Un certo Prefontaine valutava positiva la sua prestazione solo in base al grado di sofferenza raggiunto...