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mercoledì 22 dicembre 2010

Atmosfera noir al Parco di Trenno: Rainman..anima vagabonda

Non so se definirlo medio progressivo..stasera, in coincidenza con una giornata uggiosa mi son regalato una sgroppata fantastica sotto l'acqua. Come non accadeva da un sacco di tempo (da ottobre) ho fatto 16.2km, in leggera e costante progressione (poi sarà media 5'15"). Avevo una voglia matta di correre e più correvo meno mi sentivo stanco. Il ritmo allegro ma non sostenuto, vagando tra la nebbiolina creata dall'acqua strana che veniva dal cielo (e se ne scendeva). Incerto, ho cambiato idea sul percorso da svolgere più volte. Mi son trovato a Quinto Romano, poi da lì sulla disgraziata (per lo smog) via Novara, poi eremita nel parco di Trenno che ho percorso in lungo e in largo. Qui l'atmosfera era quasi spettrale. Gli alberi spogli immersi nella penombra, o al più raggiunti dalla luce noir dei lampioni, vegliavano sopra i miei passi solitari. Mi teneva compagnia qualche altra ombra nera a scalpitare indomita, sempre rigorosamente o troppo veloce o troppo lenta. La cosa strana in questo mio errare è stata l'assenza di pensieri. Sembra assurdo, ma ero solo io e la mia corsa, con il piacere di portarmi in giro. Quando ho riattaccato la mente cosciente ho pensato che forse, dati i km trascorsi, era il caso di virare verso casa. Così ecco il ritorno coraggioso dal Parco delle Cave, questo si non illuminato e reso un pantano viscido e scivolosissimo (per qualche centinaia di metri ho letteralmente pattinato su quel che rimaneva della neve dei giorni scorsi). Infine il mio quartiere Baggio, ed un rammarico: essere già a casa. Zuppo, dopo 1h25. Lo so che non devo esagerare a sovraccaricarmi di chilometri, quando non li ho più nel motore, ma se avessi dato retta a questa fusione tra corpo, anima ed asfalto, oggi veramente avrei continuato a correre ad oltranza.
Sono le giornate così che vorrei regalare a tutti quelli che, guardando lo scintillio dei miei occhi allorquando si parla di questo sport, si domandano il perchè si possa cadere così a fondo in una passione. Ma come vi regalo un'emozione come questa che, se intuibile forse a chi pratica podismo come me, nella sua declinazione particolare è assolutamente personale. Non so che cosa potreste provare voi, ma vi invito a scoprire e ricercare le vostre sensazioni ed a seguirmi o incrociarmi, sui lunghi ed infiniti viali alberatati di questa Vita. Ch'io poi sia considerato un pazzo, un folgorato o fissato che si tira sotto gli acquazzoni, poco mi importa se vi avrò reso anime perse e vagabonde, scalpitanti e mai dome, come me.

venerdì 17 dicembre 2010

La pace è una corsa nel bianco


































La pace..guardate che corsa mi son concesso oggi con Lucky sulla ciclabile di Cusago in direzione Cisliano. La  neve caduta asciutta ha formato un soffice strato, assolutamente non scivoloso.. Correrci su è stata un'esperienza indimenticabile. Ancora mi mancava una sgambata così. Temperatura in macchina -3.5 alle 14 del pomeriggio, ma noi siamo temerari e non ci fermiamo davanti a niente. Il fisico si tempra e la mente si fa lieve..

mercoledì 15 dicembre 2010

Stupore.. Spiegatemi come funziono

Lo potrei chiamare stupore 2 questo post, perchè già molte settimane orsono evidenziavo la stranezze di questa mia condizione. Che io abbia oramai smesso di correre con la C maiuscola è evidente e me lo evidenziano impietosi i dati di riepilogo, settimanali e mensili. Addirittura solo 109 km nel mese di Novembre. Di questi direi il 70/80% percorsi con Ele a 6'30"/km. Ci sono molte settimane consecutive con chilometraggi inferiori ai 30 km. Infilo anche tre giorni consecutivi di non corsa. Si può dire che corro quando mi capita.
 Sconforto però nessuno.
Mi rimangono le rasoiate che di tanto in tanto ci piazzo a darmi gioia. Come la brace che arde sotto la cenere mi concedo delle mezz'ore, al più 10 km,  intensi. E le soddisfazioni si perpetuano.  Così poco fa ancora 5km veloci, senza guardare l'orologio a 4'43"/km, in un freddo molto intenso. O una decina di giorni fa un 4'54"/km sui 10 con Lucky sulla ciclabile di Cusago. Credo sia la strada giusta, per fare rientrare il qt nella norma, ma allo stesso tempo per mantenere la gamba buona.  Però non capisco come mai, qui lo stupore,ora che i miei km si stanno così contraendo, placando nei ritmi, che non c'è più una ripetuta da 10 mesi a questa parte, io sia lì lì per fare i miei primati (sui 10km ho un 4'45"/km a riferimento) se mi lasciassi veramente andare. Che rischio futuramente di arrivarci in souplesse, frenandomi e senza allenarmi? Sto ovviamente estremizzando, ma mi domando che senso ha tutto questo!?
Riconosco la bontà dell'allenamento e i risultati ottenuti gli anni scorsi. Lo riconosco a tal punto, che ora non capisco come possa migliorare senza di fatto svolgere alcun training (che nella mia logica trovo necessario), assumendo un betabloccante che di suo limita le prestazioni, semplicemente correndo così alla viva il parroco. Non ha senso.

lunedì 6 dicembre 2010

Un nuovo blogtrotters, il Tuq

Amici, volevo scrivere un post per promuovere tra i blogtrotters un nuovo amico. Qui nella fredda Milano, lui già scriveva da tempo sul suo blog. E' il Tuq, alias Dario. Caso strano l'ho conosciuto non attraverso la corsa, ma per il tramite di una conoscenza d'infanzia (la sua ragazza) ritrovata dopo 16 anni su facebook.
Manco a farlo apposta mi son imbattuto in un ragazzo che, verso la passione per l'arte podistica, è un mio clone.
Non esitate ad inserirlo nel blogroll. Alla prima occasione mangereccia/corsaiola lo inviterò ad unirsi..per assaporare le nostre tavolate ove la portata principale sono i minuti al km. :-)
Segnalo il suo ultimo racconto sulla maratona di Firenze, dove ha siglato il suo primato 3h11..

venerdì 26 novembre 2010

Ma non potremmo passarcela tutti dignitosamente?

Fermatevi anni maledetti e amati della mia vita, al tempo in cui tra l'asfalto ed il cielo ci sono io di mezzo, a rincorrere il sogno di un futuro, tanto lontano quanto migliore. ..Può talvolta la rabbia fisica colmare un disagio ed il nero che plumbeo svetta sullo sfondo della mia generazione? Forse no..Ma ho ancora vigoria fisica e desiderio di spaccare tutto che..voglio tutti salvi!
La sperata riuscita individuale, non esime infatti dal guardare il contesto. Uno, perchè la realizzazione non è certa. Due, perchè se io mi salvo, ma naufragano gli amici e tutti quelli a cui voglio bene, mi sento morire dentro.
La strada nella Vita segue per ognuno di noi percorsi diversi e misteriosi. Forse questa esistenza è una pausa tra due eternità, un momento di riflessione, prima di riprendere il viaggio verso l'Infinito, ma giacchè siamo qui..non potremmo passarcela tutti dignitosamente?

mercoledì 10 novembre 2010

Una luce in fondo al tunnel. Qt lungo da Sport..notizie positive

Questo è un goal fuori casa, un pareggio allo scadere che porta la partita ai supplementari. L'ho segnato io, oggi in quel di Pavia.Che cosa è successo?   Il luminare che mi sta seguendo sta rivedendo le sue posizioni.
I miei tracciati cardiaci stanno tornando nella norma e, a suo dire, questo evidenzia il fatto che il QT allungato possa essere stato dipeso dallo Sport, che sia stato un effetto dell'allenamento intensivo. Prima non la pensava così e mi sospettava o una malattia genetica (sindrome Qt lungo) o l'altra (displasia aritmogena). E l'attività fisica poco c'entrava, visto che l'avevo anche a riposo il qt lungo.
 Ma adesso la diminuzione drastica dell'allenamento sta facendo cessare le anomalie e quello che gridavo a gran voce fin dal principio, dei miei allenamenti, delle tabelle, è stato preso in considerazione seriamente. Ho spiegato l'incremento qualitativo, il nesso causale secondo me, con  l'ecg "strano". Ho riportato il mutamento dell'abitudine dell'allenamento, da quando mi son affidato al buon Ugo. Un cambio così radicale, che mi ha mutato nel profondo.
Il luminare si è consultato anche con un famoso cardiologo sportivo mi ha detto e, discutendo di questo fatto, ha notato che ci sono atleti che, negativi alla genetica ed agli altri esami, hanno presentato un qt allungato che poi è rientrato nei parametri dopo un  detraining (di circa un anno).
Credo che la grandezza di questa persona, che è poi il Prof P. Schwartz del Policlinico San Matteo, è d'avere un atteggiamento critico e sapere rimettersi in discussione.  Del resto mi ha detto, stopparti può avere creato al più qualche disagio psicologico a te, ma ha preservato la tua salute nel caso invece gli esami avessero confermato le malattie.
La strada è ancora lunga. Ho una risonanza magnetica a febbraio a Padova, presso il Centro del Dottor Corrado.. Poi a Maggio/Giugno mi rivedrò con il Centro di Pavia e se tutto si confermerà come sta andando, scalerò il farmaco e potrò tornare all'agonismo.
Io è proprio destino che in questo Sport lasci il segno. Devo sempre distinguermi in qualcosa. Ho scomodato la Scienza medica che si interroga su di me, sporco lurido maratoneta da 4 soldi..

venerdì 29 ottobre 2010

Marco corre.. e noi pure

Dedicato a tutti quelli che corrono, a quelli che se guardano l'orologio alle 10 e poi di nuovo alle 10.15, non son passati 15minuti, ma 3km e qualcosa..
 Siamo tutti quanti piccoli Marco Olmo dai..

martedì 19 ottobre 2010

La staffetta di Monaco di Ele

Avevo promesso a Mathias che l’avrei scritto…ed eccomi qui!!Non sono molto brava nello scrivere e quindi non aspettatevi un post didascalico :-P.
Che dire…non pensavo che da supporter sarei passata anche io dall’altra parte. Eh si…è stato emozionante vivere la gara in prima persona. Quello che mi ha dato la carica è stato più che altro avere Mathias al mio fianco che mi incitava (non so se da sola sarei riuscita ad arrivare alla fine)…per fortuna non ho deluso l’Italian Stars Team…sono arrivata!!!IO che sono sempre stata una pigrona :-P.
Ora quasi quasi ci stò prendendo gusto, grazie agli allenamenti di Mathias sono riuscita a raggiungere domenica i miei primi 9km…chissà magari fra poco mi vedrete in qualche gara campestre..eheheheh.
Penso che questa esperienza la ricorderò bene…è stato fantastico,anzi SUPERLATIVO arrivare all’Olimpia Stadium con l’intero gruppo, accompagnati dalla musica (che per altro era presente lungo tutta la gara) e vedere che gli sforzi di questi mesi sono valsi a qualcosa…
Chiuderò questo post con una domanda…che dite mi ammalerò anche io di CORSA???
A presto cari amici
Ciao Ele

mercoledì 13 ottobre 2010

Monaco di Baviera. La staffetta più bella..

















Mi ricordo luci stroboscopiche e da discoteca sparate all'entrata dell'Olimpia stadium. 5 ragazzi che corrono sulla pista di tartan, verso un traguardo che hanno sudato e costruito insieme. Uno stadio per loro, teatro di molte partite calcistiche e di finali di champions, che si inchina al cospetto del raggiunto traguardo dell'under 4h.. 3h56' e spiccioli. Ma sono dettagli cronometrici, che diamine..
Mi ricordo invece meglio, qualche giro di lancette prima, l'emozione di Ele, quando l'ho accompagnata al suo cambio. Aspettami qui Amore mio, arriverò in men che non si dica. Io penultimo, lei ultima staffettista della nostra corsa tedesca.
 Già dalla mattina Chiara, Nicola e Daniele, ci avevano dato dentro per portarci a vivere la porzione di maratona rimanente con tutta l'intensità possibile.
Lo sciopero e la scarsa frequenza dei mezzi pubblici della città bavarese, hanno reso thriller già il solo fatto di arrivare alla postazione di cambio. Saranno infatti passati neanche 10 minuti (bastava una coincidenza sbagliata e ci saltava tutta la staffetta!!!), che subito il blogtrotter amico  Daniele mi è piombato addosso, legandomi alla caviglia il chip. Pronti viaa.
Mi ricordo le mie gambe levate, mulinanti sulle strade di Monaco. Il pensiero alla preoccupazione di Mamma, che, dal momento che son sotto accertamenti, non voleva me la prendessi "agonistica". Il fatto è che senza pensarci, inserito in un contesto di gente stanca, in crisi, piombata nella sua personale sofferenza maratonesca, ho fatto girare le gambe veloci, sfruttando i podisti sulla mia strada come liane veloci tra le quali passare.
Curvato dove la strada curvava e dritto proteso in avanti verso la mie meta, Là dove lei mi aspettava. Non ho sofferto e non son andato in crisi, poi la colpa sarà del Garmin che  mi segna 700 metri in più degli 8km che dovevo correre (non l'ho misurata, ma la mia frazione, al di là del margine d'errore del gps mi è sembrata più lunga del previsto! :-P). Ma sono dettagli.. La cosa più bella è stata rivederla  dove l'avevo lasciata.Lì è iniziata un'altra gara, la sua. Ed io testimone fotografico delle sue gesta. E' incredibile averla al mio fianco, dal di dentro di una competizione, mi sono così rilassato e divertito che mi sono goduto pure una birra lungo il percorso (si.. a Monaco c'è un rifornimento apposito attorno al 38°..ecco il video)

Servirebbero le sue parole per descrivere l'arrivo nello stadio, le sensazioni interiori, lo scatto verso il traguardo, i suoi 7,6 km. Io silenzioso l'ho osservata e son contento in un certo senso di averla portata sulla cattiva strada. Me l'ha promesso che lo scrive, quindi questo è un Monaco 1° parte..nella seconda puntata sarà il suo punto di vista a raccontarvi l'altra faccia di questa storia.

mercoledì 6 ottobre 2010

Deejay five fatta e ora si parte per Monaco di Baviera




Mi chiedevate della Deejay five.. Sarebbe la protagonista a doverne parlare, io ho fatto il fotografo al seguito, come da foto che allego :-) Poi il precipitar degli eventi, l'imminente partenza per Monaco (domani sera) hanno fatto scivolare via il memo di scriver qualcosa. 
Mi spiace innanzitutto non esser riuscito a veder i trotters che erano lì in zona (solo un fugace Paolo all'arrivo), di Andrea (Insane) ho trovato una chiamata persa sul treno di rientro.. Sigh, forse meglio trovarsi a tavola!
 In mezzo che ci sta? Tanta felicità di ritrovarsi nel fiumone di gente. Io ed Ele eravamo in compagnia di altri amici con il quale ci siam accodati placidamente al flusso dei podisti. Il giro dell'Ippodromo di San Siro è stato molto bello, passato via in una mezz'oretta. Peggio che un giapponese, giravo attorno al gruppetto fotografando il fotografabile, per quello che in fondo è stato un esordio ed un anticipo della grande manifestazione nella quale ci immergeremo Domenica. 
Non ho molto voglia di scrivere in questo periodo, scorro i vecchi post e scorgo i fiumi di parole. Ultimamente sono molto più fenomenico e sintetico, però è sempre bello lasciare traccia di sé. Le emozioni di correre ci sono sempre, il narrarle dipende dall'estro del momento. In fondo se vado alle mie origini (vecchio blog), anche all'epoca ero sintetico. Lascio che sia il fluire del tempo a farmi tornare prolisso. :-)

mercoledì 29 settembre 2010

DEEJAY FIVE: l'esordio di Ele


Riimmergiamoci nel clima festoso di una competizione podistica, anche se stavolta non sarà tanto competitiva, visto che il divertimento sarà quello di accompagnare Ele al termine del suo primo "traguardo". Ci siamo iscritti per questa domenica alla non competitiva di 5km. Vi sapremo dire, anzi, magari tra qui e Monaco di Baviera le faccio scrivere un post (mi sta già dicendo nooo..eheheh).

giovedì 23 settembre 2010

Sto ancora sotto i 50'..

Dopo tanti mesi una piccola tiratina. Ho voluto allungare senza strappare e che bella sorpresa, riesco ancora a fare 10km sotto i 50'. La cosa che mi è piaciuta di più è stato il controllo e la mancanza di affanno sino all'8°. Ho galleggiato nella notte, entrando nella zona industriale di Settimo Milanese. Poi retrofront. 49'44". Ci sono ancora e quella dolce euforia del post corsa ora mi pervade..
Aggiorno il ruolino di Eleonora: toma toma cacchia cacchia è arrivata a 56' di corsa continua e sta uscendo oramai in modo continuo a giorni alterni dall'inizio di settembre. Sto zitto.. :-)

domenica 19 settembre 2010

Percorso Maratona di Monaco

Che gusto, è quasi un piacere antico. Che cosa? Studiare le cartine di città straniere, le mappe del percorso della maratona di turno e pianificare spostamenti, partenze, cambi di staffetta.
In proposito qui il percorso della Maratona di Monaco del 10 ottobre per chi lo cerca. Non ci dobbiamo certo far andare all'agonismo, ma la curiosità di sapere se possiamo stare sotto le 4h mi viene (i vizi cronometrici non si perdono!!)
Ele, sarò ripetitivo( ma ben venga che il blog mi diventi monotematico se sono i suoi progressi a venire alla ribalta), mi ha terminato già i suoi 7,6km alla bella media di 6'43"/km ed ogni uscita che fa mi aumenta in resistenza e velocità, promette bene e mi ha anche detto che dopo la maratona se magari si punta qualche altro obiettivo, potrebbe essere lo sprono per continuare ad uscire (che dite dice il vero o fa la ruffiana? :-) ). Diciamo che s'è presa la fissa di dimagrire ed io l'assecondo più che volentieri. Giulivo Math


giovedì 9 settembre 2010

Monaco si avvicina..Un ricordo dell'Alghero Marathon


La mia Lei la devo portare a 50' di corsa..Monaco si avvicina (abbiam la maratona a staffetta). Non mi può sfigurare. La pigrizia estiva l'aveva fatta fermare un mese, ma ora..si fa sul serio! Bisogna recuperare e portarla a quell'autonomia.. :-P
Io che vi posso dire..corricchio, ho una gittata forse di 15 km, 20' sotto i 5' senza faticare sono ancora in grado di farli. Il giro più bello è stato quello di una sera d'estate in quel di Alghero, quando alle 21 di sera ho rivisto tutti i miei amici runners di Alghero, che avevan deciso di far la pazzia di uscire a slalomeggiare tra i turisti..Mary, Renato e tanti altri. Che nostalgia per quei giorni di un paio d'anni orsono quando, ad ore antidiluviane, ci buttavamo in strada. Guardate il video, questo era l'Alghero Marathon e ciò che succedeva ogni 4 giorni della settimana (da notarsi il sottoscritto, a fianco del rossastro fratello).
Ora sono niente più che un ciucianebbia, corridore solitario di grigie giornate milanesi.. ma la Sardegna, podistica e non, corre dentro di me..

giovedì 19 agosto 2010

Ah l'Alguer..tu si bella e sporca


Che rimarresti ore su quel cippo della costiera a contemplarla. Ma quanto sei Bella e stronza Alguer.
Bella perchè hai il pregio di una vita va ad un altro ritmo. Ed è proprio quando uno va lontano, sprofondato ad esempio in un metro tra nervosi ciucianebbia, che fa questa considerazione e ne coglie la differenza.
Stronza perchè non sei di tutti. Vivi, tu come tante realtà, in una endemica crisi di lavoro. Che se uno potesse decidere di non aver problemi su questo trascurabile dettaglio, se ne fotterebbe e passerebbe l'esistenza tra un bagno al Canal de l'Oma Molt ed una passeggiata sulla battigia. Ma non si può..
Ok sono in pura retorica, e ora l'anatema agli amministratori che non danno disposizioni sulla pulizia delle strade..e lasciano che la costiera venga imbrattata. La responsabilità ancor più di chi sporca è di chi non fa prevenzione e lascia fare. Ma io dico, non passeggiano costoro che dovrebbero agire (che hanno il potere di firma e competenza territoriale) , lì dove passo io. E se è una difficoltà dell'oggi, ma cazzo programmalo per il domani..mettilo nel bilancio di previsione, inseriscilo nelle convenzioni con le società a cui affidi la pulizia, di metter un netturbino che raccolga le cartacce sulla costiera periodicamente..e che bussi alle coppiette che stanno in camporella che no, i preservativi non vanno gettati per terra.
Siamo una terra turistica. L'igiene dei nostri luoghi dovrebbe essere l'obiettivo più feroce da perseguire. La programmazione turistica deve andare di pari passo con questo perseguimento. Sennò offriamo un prodotto bello, ma sporco!!!
Se la strada è di competenza provinciale, ma non siete capaci di farvi una conferenza di servizi, o voi pubbliche amministrazioni, con l'invito di tutti i soggetti coinvolti, e dare ai nostri territori quell'appeal che solo un tramonto stupendo o l'acqua turchese non riesce a dare!
Non allego la sporcizia perchè non merita, ma l'anno scorso avevo fatto delle foto e messe qui sul blog. Se ritrovo il link lo riporto
.

sabato 7 agosto 2010

Milano d'Agosto.. mi rimane la corsa

Descrivere Milano d'agosto non basterebbero le canzoni del miglior Celentano per narrarne l'essenza. Si respira un'aria da dismissione. Anche a lavoro c'è quel non so che di..aria di partenza, di cose fatte in fretta, da chiudere perchè poi "io vado". Discorsi abusati. A tavola, in mensa coi colleghi ci siam detti diecimila volte tu quando parti, dove vai.
Sento un non so che..mi è tornata alla mente l'aria di fine scuola, quegli ultimi giorni in cui le tanto agognate vacanze si avvicinavano, ma c'era un morbido velo di tristezza che ti prendeva per la fine della solita quotidianità, per il fatto che certi volti poi non li avresti visti più. Credo che l'uomo sia un essere abitudinario. Si affeziona alla sua routine, per quanto detestata sia.
Anche qui nel palazzo, i parcheggi pubblici che lo circondano, sempre incasinatissimi sono mezzi vuoti e l'altro giorno se ne è andato in ferie pure il portinaio. E la vicina rompi che sempre ci viene a suonare? Anche lei, partita per la montagna! Aggiungo, mi hanno tolto anche i giornali del mattino che ero solito leggere in metro. Ad Agosto sembra non li distribuiscano. Particolari.
Il più rilevante, e non è un particolare, è che la mia dolce metà è partita con due settimane d'anticipo rispetto al mio periodo di ferie.. così che eccomi qua, solo, a riflettere su carta virtuale di questi pensieri e di questa sensazione ferragostana.
Rimane la mia corsa a farmi compagnia. I miei passi non mi abbandonano mai e mi stanno facendo scoprire giri ed "anelli" insoliti. Così l'altro giorno ho chiuso il giro Baggio- Trezzano- Cusago- Baggio. Oggi mi sono volutamente perso a sud del naviglio e mi son trovato in un Parco (della Barona o Parco Teramo). C'è soddisfazione, anche se il de-allenamento ha impoverito la gittata del mio corpo ed ora direi, serenamente, che più di 15 km non son in grado di farli o comunque mi ci dovrei impegnare. Nei miei giri da esploratore, scopro scene analoghe a quelle del mio quartiere. Gente che carica bagagliai, sotto la direzione della moglie, con bambini saltanti tutt'attorno, frasi volanti percepite in corsa "Ci vediamo a settembre" della signora che esce dal panettiere.
Io intanto gioisco di piccoli privilegi, quale ad esempio correre con più facilità in carreggiata, piuttosto che sul marciapiede. E penso che tra poco me ne partirò anche io, contento di rivedere la mia Lei, la famiglia e gli amici. Ma l'uomo è abitudinario dicevo: che forse, laddove mi dovessi trovare nella calca di una spiaggia affollata e vociante, mi verrebbe mai il rimpianto di questa Milano ferragostana e di questi giorni un pò (c)"orsi"?!

sabato 31 luglio 2010

Felice te..

Felice te che il regno ampio de' venti,. Ippolito, a' tuoi verdi anni correvi!


Volante verso estrapolato dai Sepolcri di Foscolo, che a me, decontestualizzato dal contesto in cui è inserito, fa sognare di giovanili sgroppate in ogni dove. La prima volta che l'ho sentito recitato da Gassman, in quella raccolta di poesie che mi diletto ad ascoltare in macchina,sono andato per la tangente con i pensieri.

Ps: forse mi si è fottuto il 2° garmin per il sudore!..cerco soluzioni ma trovo i post o miei o di cavallo pazzo Paolo, con il quale insieme a Lucky ho preso una pizza l'altro giorno. Sempre piacevole discorrere di competizioni e minuti al km!, anche se ora vivo il tutto con più distacco. Il mio regno ampio dei venti è dietro e forse nel futuro. Qui nel limbo, se uno invece vuol risolvere problemi un pò più materiali come un garmin forerunnurer che ti si cuoce, si scontra con la realtà che la rete la occupiamo sempre noi :-P

martedì 27 luglio 2010

Operazione Monaco di Baviera..

Stimoli..la corsa in questo 2010 mi è stata mangiata dallo scrupolo medico lo sapete. Fermo quasi ai Box io, indomito runner, quale chance potevo avere per riscattarmi?!. Un Amore che ti si mette a correre in primis, poi un amico di vecchia data (Daniele di Viva el Barca) che ti invita ad una maratona staffetta (corsa in modo non competitivo of course), cosi..eccomi Monaco di Baviera(10 ottobre), 10 anni dopo quell'Oktoberfest un pò bastardo (che 'mbriachera!)...eccomi di nuovo ad incrociare le tue strade. Ora sogno di trovarmi in quegli ultimi km in cui la mia Lei sarebbe a percorrere i finali 7,6 km..ad accompagnarla sotto un traguardo dell'Olimpiastadium e mi pervadono i brividi... Si, si! Di quei momenti ne farò versi e poesia..di lei ne farò invece forse una runner convinta o comunque anche se non lo diventerà, che rimarra?!..la gloria di un momento ad accompagnar i cinque grandi staffettisti (Chiara, Nicola, Mathias, Daniele ed Eleonora...). Voi, tifate per noi..

mercoledì 21 luglio 2010

Una speranza..

Un pò di speranza, sia per l'esame di magistratura dal quale son tornato due settimane or sono (ho consegnato), sia per quelli clinici, su cui apro una doverosa parentesi, dopo tanto silenzio. Sapete com'è la voglia di scrivere talvolta scema, presi come si è dalle traversie della vita. Ma poi si riaccende.
Vi dicevo, ieri son stato spedito a Padova al cospetto di un pool di medici,massimi esperti per l'una malattia genetica a cui son stato accostato (displasia). Ebbene son portati ad escluderla, dopo che gli altri esperti di Pavia a loro volta davano per basse probabilità l'esistenza dell'altra (sindrome qt lungo)malattia. Non è assolutamente un via libera, rimangono ancora tanti passi da fare. Giustamente questi di Padova ora vogliono farmi una loro risonanza magnetica al cuore nel febbraio del prossimo anno, mentre quelli di Pavia mi richiameranno in causa già a Novembre e li renderò edotti della posizione dei padovani.
Ma questo qt allungato, non è che nel frattempo rientra nei ranghi mi auspico io..(già l'ho visto diminuito negli esami)..si da ritornar alla mia tesi originaria e da profano: che fosse un effetto dell'allenamento!?
Domande sospese, intanto perlomeno vedo una luce lontanissima, che mi conforta con il suo calore. La speranza primaria è di non aver a che fare con brutte malattie, poi il sogno un giorno (tra uno due anni, ma non importa una data..quando sarà) di ritornare a fare parte del gruppo di esseri scalpitanti, a cui appartengo per l'Amore che mi colse un giorno per l'arte podistica.
E poco importa la piccola storta che mi son preso oggi, o il corpo che mi ridona qualche chilo di gentile e pingue tessuto e che ora devo levarmi!..dentro son sempre hard as rock..

domenica 4 luglio 2010

10 anni in 3 giorni..

concorso di magistratura, in the next week. In un paese che va allo sfascio e dove tutto cola a picco perchè non devo essere io quello che emerge. Su, cazzo..fottuto ragazzo, corri verso la luce.

domenica 20 giugno 2010

Math il contemplativo

10 km di sospensione tra un'acquazzone passato ed uno che sarebbe dovuto venire, ma ha lasciato che a cadere sull'asfalto fossero prima le mie gocce di sudore. Sta fottuta e grigia Milano, nei suoi meandri, nella periferia mi sa regalare degli scorci di libertà, che sembra di esser in un altro posto.
Dove sei Mathias?.. Son sempre qui, su un viottolo di campagna, dietro un campo Rom, che cerco di scoprire dove porti questa strada. Non inseguo traguardi sormontati da palloni gonfiabili, ma ho incanalato la mia energia fisica, il mio vigore podistico, in qualcosa di più contemplativo. Di necessità virtù.
Studio la risposta del corpo agli effetti del gesto. Mi son reso conto che il tempo è fermo quando si corre. Quando son in equilibrio non son io a percorrere l'asfalto, ma è lui a scorrere sotto di me. Come su un tapis roulant!! Con la differenza che a fianco scorrono campi, case, strade. Vita.

Ho iniziato ad assumere un farmaco betabloccante a scopo precauzionale per quei miei noti problemi e in attesa dei futuri accertamenti(novembre). Anche quello ha degli effetti, mi piacerebbe condividerli, magari in un prossimo post per infondere coraggio a chi caso mai si trovasse nella mia stessa condizione: non inibisce la corsa come temevo!!

lunedì 7 giugno 2010

Baustelle Le rane

Ho un leggero invaghimento per i Baustelle..sicuramente uno dei miei gruppi preferiti. Sto ascoltando il loro nuovo album e anche questo, dopo Amen 2008, di ottima fattura

lunedì 31 maggio 2010

La perdizione

Il delirio è... nella sospensione.. in chi comprende che in pochi istanti di volo ci sta la perdizione..

Mathias

venerdì 28 maggio 2010

30 anni volati via..

Eccomi varcar la soglia di un'età importante. Già qualche paranoia inizio a farmela. I bilanci di questi primi decenni frullano per la mente. La prima giovinezza sfiorisce nell'anagrafe, ma caparbio cerco di tenerla nel mio stile di vita, nel modo di pensare. Il vero invecchiamento è interiore..è li dentro che non si deve mai cedere. Sarà retorica..ma applicata al caso concreto. Io non so per quanto tempo mi sarà concesso star su di questa terra, ma voglio involarmi verso gli anni argentati con spirito imberbe e sempre fanciullino..

lunedì 24 maggio 2010

Senza tempo

Lo scrissi un paio di anni fa. Doveva esser pubblicato forse su Correre. I tempi editoriali non si confanno alla mia voglia di comunicare. Il mio blog è il pulpito più alto dal qual fare giungere i miei scritti

SENZA TEMPO

Il cielo livido in una di quelle giornate dove non si sa bene se abbia smesso di piovere o stia per ricominciare. Tutt’uno con il mare scuro. Un venticello leggero ad increspare i ciuffi d’erba grondanti della scarpata che scende alla riva. Contorno di una strada che uscendo dal paese si allontana sinuosa verso il faro. Clima d’attesa e sospensione temporale, come in un quadro. L’interruzione che turba la quiete. Viene dalle ultime case un ragazzo. Corre. Dalla sua prospettiva tutto passa veloce. Il suo sguardo alle onde che si infrangono sulla scogliera sottostante è ora richiamato all’attenzione dalla buca sull’asfalto che deve evitare. Le sue narici si riempiono di salmastro, mentre la sua pelle gronda sudore, mischiando sale al sale. Pienezza dei sensi. Eppure il ragazzo non è lì. Lo è il suo corpo forse, ma la sua mente è tutta protesa verso un orologio che tiene al polso. Lo guarda..insistentemente. Ansima, il suo cuore batte veloce. Tum tum, tum tum. Ultima ripetuta da 1000 metri, una lotta contro le lancette. Le gambe devono arrivare prima. Si contorce, quasi si scompone, infine termina sul traguardo di una linea immaginaria la sua folle rincorsa. Si ferma, cammina e poi si china, mentre un gabbiano sullo sfondo si culla nella brezza. Il ragazzo non è contento, il viso è corrucciato. Rabbia. Scalcia un sasso, facendolo rimbalzare lontano. Ha perso la sua sfida. Gli allenamenti vanno male, la forma perduta e la gara è vicina. Nel vortice dei suoi pensieri queste sono quasi schegge impazzite, che feriscono il contesto in cui è immerso.
Da lontano, sulla strada di ritorno dal faro, un puntino si muove veloce in direzione del paese. Viene correndo anch’egli. E’ un signore anziano. La sua corsa è leggera e aggraziata. Le falcate fendono l’aria e lo elevano come il gabbiano, nel vento. Il cuore suo batte ritmico e sicuro. Al polso null’altro che un braccialetto catarifrangente, frutto di chissà quale gara. Competizioni andate e conservate nella memoria. Ricordi di una vita in corsa, passata in giro per il mondo a scoprire città e inseguire traguardi. Mete intermedie di un viaggio senza fine, quello dentro la passione per uno sport che l’ha rapito bambino e l’ha conservato integro nel tempo. Non c’è rimpianto nei suoi pensieri. E’ naturale da parte sua ritornare a quei momenti, ma tutto è immerso in un contesto di dolcezza. E’ il benessere psico-fisico fatto a persona. Il suo volto non mostra gli anni che ha. Le rughe solcano il viso, ma non lo feriscono.
Dalla sua visuale nota il ragazzo fermo vicino ad un palo, che scalcia furioso. Oramai lo ha raggiunto. L’istinto lo fa fermare. Un saluto. Il ruggito della risacca copre le loro parole. Per fortuna poi un refolo le solleva e le restituisce alla natura, intrecciate tra loro come una ghirlanda di fiori. Parole cariche di significato, da narrare.
Una pacca sulla spalla e la maturità racconta alla giovinezza che non c’è ansia cronometrica che possa rovinare la magia della corsa. Gli anni lo hanno confermato. Lo spirito agonistico brucia dentro, è normale. Ma è un fuoco che va controllato con attenzione. C’è bisogno di contenerlo, altrimenti divampa e anestetizza i sensi. E’ in grado di distorcere qualunque percezione. Senza freno, sa svuotare di significato ogni corsa che non sia in linea con il risultato voluto.
La giovinezza ribatte che è facile parlare così, ora che, immedesimandosi nella maturità, ci si deve accontentare, ora che in fondo i limiti non possono più essere superati.
Il vecchio carico di comprensione sorride gentile e corregge il ragazzo ricordandogli che un limite si raggiunge, non si supera. Ed è una sfida affascinante raggiungerlo. Anch’egli si è buttato in questa battaglia in passato. Ma ha capito che se quello diventa l’unico scopo, una volta giunti a scoprirlo, il rischio di abbandonare le scarpe da corsa è grande. Sono i tanti amici che ha incontrato lungo il suo cammino che glielo hanno testimoniato. Racconta alla giovinezza di imprese eccezionali di atleti senza sorriso. Arrivano al traguardo siglando record strepitosi, indubbi primati personali, tempi di valore assoluto. Ciononostante non sono mai contenti di quanto fatto.
Forse perché non si voltano mai indietro a cogliere i loro progressi. Scoprirebbero una fonte di gioia inesauribile nel vedere i loro corpi mutati dalla pratica costante e rinvigorente, che dona grazia e forza alle loro sembianze, rendendo possibili svaghi che ai sedentari sono inaccessibili. Star sulle gambe per km e km è un dono che i runners hanno fatto a se stessi e di cui possono beneficiare quante volte vogliono, a prescindere da un orologio che scandisca loro i ritmi. Non tutti se ne rendono conto! Fortunati quelli che capiscono che vivere le corse senza tempo aiuta a rinforzare pure lo spirito agonistico. Lo tiene intatto, anche nell’oro degli anni. Il runner esperto solleva lo sguardo e con gli occhi quasi trafigge il ragazzo, per infrangere l’ultima barriera della sua tenue incredulità. Parole come sassi. La competizione non si spegne, semplicemente si spostano gli obiettivi. Si cerca di trarre il massimo di quanto il corpo sa esprimere nel momento in cui vive. Qui ed ora. Il limite da perseguire non è fisso, ma muta, questo insegna l’esperienza. Essere lì con i giovani o ad un passo da loro è linfa pura con il quale nutrire l’agonista che non cede allo scorrere del tempo. Guerrieri dai capelli bianchi, quanti ce ne sono in giro!! Bisogna imparare da loro e capire come si rigenerano. Perché serve rigenerarsi. Una mano sollevata a mostrare il paesaggio attorno. Il ragazzo oramai è catturato dalle parole e dai gesti dell’anziano corridore senza nome. E’ la natura che ci ha partorito nella quale dobbiamo fonderci durante le nostre corse. Agonismo e corsa contemplativa possono andare a braccetto se giustamente miscelate. Apri i sensi alla bellezza del posto in cui corri o alle percezioni che ti rimanda il tuo corpo. Amplia i sensi e cattura con essi emozioni ad ogni passo. Vivi ogni corsa come fosse l’ultima che ti puoi donare. Parole come carezze. Silenzio. Poi il rumore di un motore. E’ una macchina scalcinata che sfila veloce lungo la costiera. Rallenta. E’ carica di turisti e macchine fotografiche e si accosta poco più avanti in una piazzola, per immortalare la struggente bellezza del mare d’inverno. Il ragazzo si distrae un attimo e perde di vista il suo interlocutore. Ritorna con gli occhi a cercarlo. Non c’è più. E’ disorientato, si guarda attorno e non vede nessuno. E’ spaventato ed inebriato allo stesso tempo. Follie di una corsa veloce o scherzi dell’acido lattico? Se sogno o realtà sta di fatto che le parole udite gli riecheggiano ancora nella testa. Il suo cuore batte forte, quando un tuono lontano scuote il cielo. Forse ricomincia a piovere. Prima di rimettersi a correre il suo sguardo si posa su quel gabbiano, prima sospeso. Ora sta scivolando via, sulle ali del vento..il ragazzo con lui.

venerdì 14 maggio 2010

Adidas Supernova Glide 2: una scarpa avanti. Recensatio


Ho perso un pochetto lo smalto postaiolo, ma il gusto di correre no.
Voglio svecchiare il blog, togliendo l'attenzione da quell'ultimo brutto messaggio. Che diamine..la Vita deve proseguire!

Vi volevo parlare di scarpe.
Avevo avuto l'opportunità di provare in occasione della Stramilano una nuova "creatura". Passar ad un nuovo tipo di scarpe, per me Nimbus dipendente(5 paia consecutive!), è stata impresa ardua. Ma durante l'evento Adidas Clinic ho saggiato per la prima volta la consistenza delle Supernova Glide 2 e ho scoperto che esiste un universo parallelo fatto di suole altrettanto confortevoli.
Son entrate in casa mia in punta di piedi..
La spiegazione per cui queste scarpe A3 son veramente ottime l'avevo già avuta al test, quando con l'esempio di due palline di gomma il promoter ci spiegava la consistenza diversa con cui Adidas aveva concepito il battistrada. Il punto di maggiore, e più durevole impatto, il tallone è fatto di una mescola di gomma che è preposta all'ammortizzamento del colpo. La mano dell'addetto Adidas lasciava cadere la pallina e questa quasi non rimbalzava sul pavimento, avendo ammortizzato in se tutto l'impatto. Convincente.
Il piede dopo aver assorbito il nostro peso deve però rilanciarsi per dare nuovo slancio alla falcata successiva. Questa azione consequenziale necessita di reattività e una "gomma rimbalzante" è quello di cui è composto l'avampiede. Questo favorisce e ci agevola nel gesto. La pallina di diversa mescola in questo caso balzava in alto. Da provare, dentro di me pensavo.
I test su strada hanno supportato e suffragato la spiegazione teorica. La scarpa è avvolgente e protegge il piede. Poi, sarà l'effetto placebo (non credo però), ma la sensazione che ho provato quando ho rilanciato un pò il ritmo della mia corsa è stata di proiezione in avanti e di stabilità e controllo all'unisono. Un A3 aggressiva, che fa l'A2 allo stesso tempo. Felicità e bellissimo compromesso. La prova è proseguita su sterrato e sull'erba e mi son trovato bene in ugual modo. Io adesso non so cosa mi riserverà il futuro, quali corse si prospetteranno di fronte a me. Ma per certo so che posso confidare su una scarpa in più con la quale proteggere i miei piedi e spero di poter raccontare nuove avventure di corsa. Le Adidas supernova Glide 2 si propongono come calzature in grado di soddisfare una platea ampia di podisti. Alla loro fantasia il come utilizzarle. Possono esaltare la conquista di un traguardo, come una comoda e solitaria corsa boschiva.
Per quanto mi riguarda, se la tenuta sulla distanza si rileverà soddisfacente, ne andrò alla ricerca, nell' acquisto seriale che mi contraddistingue!!.

domenica 2 maggio 2010

Un caso grigio tra rare malattie genetiche o un mio modo di essere? Amico agonismo per il momento ti saluto

Vorrei trovare le parole, ma è dura. Son poi ancora molto scottato dalla notizia di un amico di forum (runningforum.it) che ci ha lasciato improvvisamente, venuta nello stesso giorno in cui io ero a colloquio con i medici per il mio caso.
Riguardo a me, mi chiedo se è solo un brutto sogno, ma non lo è. Io e la corsa agonistica sembra che la dobbiamo finire qua, per un pò o forse per sempre, non lo so. Il fatto è che i medici devono decidersi quale rara malattia genetica attribuirmi. Son un caso grigio. Ho dei segnali che li porterebbero a collocarmi sotto la rara sindrome del qt lungo, altri che li fanno propendere per una tremenda displasia aritmogena del ventricolo destro.
Il caso è questo, senza che vi faccia risalire nei post.
Trovano un'anomalia (un ritardo nella ripolarizzazione) nel mio ecg di dicembre, in pratica un difetto elettrico. Io cado dalle nuvole, sono totalmente asintomatico (non ho famigliari con problemi cardiaci oltretutto), mai avuto un battito fuori posto ed ogni corsa che ho fatto è stata condotta in totale controllo del mio corpo.
A Pavia dove mi spediscono indagano, si ipotizza dapprima una malattia genetica, la sindrome del qt lungo, di cui sto ancora aspettando il responso dell'indagine genetica. Ora invece, dopo una rm cardiaca in cui riscontrano presenza fibro-adiposa nella parete libera del ventricolo destro(che creerebbe questa ipocinesia e ritardata ripolarizzazione), ecco che tirano fuori il nome della seconda malattia. Non è ancora una diagnosi, perchè il grasso nel cuore possono avercelo anche le persone sane. La cosa che vogliono indagare è se sia il primo segnale di comparsa di qualcosa ed evolva o sia stabile. Il mio cuore ed il mio ventricolo destro per il resto sono normali ed efficienti nei parametri "di pompa" come si dice in gergo.
La domanda di fondo è però sempre quella, da dove nasce il ritardo nella ripolarizzazione comparso all'ultima visita di idoneità? Ho sollevato ai medici il quesito sulla mia particolarità, l'essere un'atleta che è stato colpito da poliomelite post vaccino all'età di 6 mesi e che qualche nervo me l'ha lesionato questa vicenda (in particolare tutta la parte destra del corpo in emiparesi). Oltre ciò come non considerare il mio mutato incremento qualitativo nell'allenamento, letteralmente trasformato nell'ultimo anno? Possibile non c'entri nulla?
Queste ultime domande non mi sembrano siano state tenute in grande considerazione ancora e le mie tabelle, stampate e accompagnate da una lettera di spiegazione, son sembrate solo foglietti volanti girati in fretta, tra i tanti di cui si compone il mio fascicolo. Ho a che fare probabilmente con grandissimi cardiologi genetisti, i migliori al mondo a leggere in giro di ciò che dicono del Policlinico San Matteo.
La specializzazione genetica li porta ad indagare in questo verso, spero tanto si sbaglino però! A me ragazzi in questo momento non spiace per l'idea di gareggiare che sta venendo meno, ma per essere impelagato in rare malattie genetiche. E' questo che mi fa impazzire, come non fossi già stato abbastanza sfortunato sino ad ora in questa esistenza. Ne va della mia vita e del mio futuro in senso lato. Prima di tutto.
Ben venga la precauzionalità e la medicina betabloccante che ora vogliono darmi, ma spero di non rimanere un eterno caso grigio a vita. Tra un anno ora ho da ripetere gli esami che ho fatto in sto periodo per veder se cambia qualcosa.
La corsa, passione di questi miei ultimi 4 anni di vita, retrocede alla sua forma originale, tornerò a praticarla in quella forma ludica, che in fondo è quella che mi ha fatto innamorare di lei e del suo effetto rilassante. Troverò ancora nuove parole per descriverla. Mi dovrò però re-inventare. Devo resettarmi e capire, rifiatare. E poi ripartire.. e se c'è qualcuno che se lo domanda e si chiede: perchè? Perchè io ero e rimango un sognatore che ancora non ha regolato i conti con la sua ombra. Davanti a me, sul calar della sera, mi chiede ancora di essere inseguita..

mercoledì 28 aprile 2010

Krily, sarai sempre qui


"... non mi faccio molte domande, non faccio progetti... bene o male di cose belle ne vengono fuori ogni giorno. Ogni tanto capitano anche cose meno belle... ma pazienza, dietro verrà qualcos'altro di bello!"
Ciao Paolo

domenica 25 aprile 2010

Domenica in musica

E' datato, forse l'avevo già postato ma mi diverte sempre veder questo video. Un modo diverso per usare il tapis roulant!

mercoledì 21 aprile 2010

Il grottesco nella mostra "Goya e il suo tempo". Il filo conduttore di certi miei innamoramenti pittorici

L'occasione di una mostra a Palazzo Reale "Goya e il suo tempo" è stato il momento per apprezzar delle opere che mi han veramente colpito.
Premetto che di Goya c'era ben poco e c'erano autori che erano lontani, artisticamente parlando e anche cronologicamente, allo spagnolo (cioè, se si deve far riferimento "al tempo di Goya" perchè mettere Mirò che è pittore che ha prodotto nel secolo 1900).
Comunque la sezione del grottesco per me vale l'intero biglietto. Ci son quadri ed incisioni di autori che non conoscevo (tutti ispirati da Goya? non so..) che mi hanno lasciato quel piacevole senso di inquietudine.
Se sapessi dipingere o incidere io disegnerei molto probabilmente queste cose. E' una forma di espressione quasi onirica. Mi affascina e se guardo indietro, nell'etichetta sull'arte, mi scopro quasi inconsapevolmente a recensire certe tipologie di quadro..
ps: si provi a veder i miei precedenti "innamoramenti" pittorici (giacché avevo messo alcune immagini), c'è quasi un filo conduttore..!!
Max Klinger- Ansia

Rops- Satana che semina zizzania.



Altro Klinger (non presente alla mostra però)

sabato 17 aprile 2010

Si lamenta ma resiste..

E' una giornata grigia oggi..saranno le ceneri del vulcano islandese arrivate sin qui?
Scrivo per aggiornare la contabilità dell'approccio al running di Ele. Siamo arrivati ai 12'x3 di corsa intervallati a 2 di recupero al passo. Più o meno siamo alla 12° uscita ed abbiamo bruciato le tappe di questo programmino (qui dove è adesso ci sarebbe dovuta arrivare in 9 settimane). Cerco di adattarlo alle sue caratteristiche.
Si lamenta sempre, ma si sta fidando. Continua a ripetermi che non sa come faccia a piacermi sto sport che è fatica. Io sogghigno. Devo farla resistere e portarla al punto di non ritorno, quello che riecheggia nelle mie parole quando cerco di infonderle coraggio, come fosse una cosa filosofica o che non esista ancora per lei, la corsa senza fatica. Eppur c'è. Infatti poi la fatica per il corridore diventa solo una scelta, da ricercare se se ne ha voglia, caricando il piatto della bilancia con il peso della velocità o con quello della distanza. Ma il perfetto equilibrio non è una chimera, richiede solo pazienza e un pò di fede, prendendo da esempio quei milioni di persone che l'hanno trovato ed ora non riescono a rinunciare al movimento perpetuo delle loro gambe.

martedì 13 aprile 2010

Is there anybody out there?


..

domenica 11 aprile 2010

Un primato da mezza dentro la maratona di Milano. Pirata again


Si fossi foco arderei lo mondo, si fossi vento lo tempesterei..
Si fossi corsa sai che farei.. un record di mezza maratona all'interno della 42km milanese!!
Licenza poetica mutuata da Cecco Angiolieri per dire che mi ero fermato troppe volte al limitar dei 20, con l'attenzione a non batterlo sto record (fu 1h49"46), perchè c'è più gusto in gara così mi dicevo. Però se essa tarda a venire per le more degli esami clinici, che faccio.. posso fare un 2010 senza una tirata sulla distanza della mezza?Certo che no!
Ecco quasi mi convinco, si badi che tuttavia son pensieri a posteriori questi. Stamani quando mi son trovato con Dani, ancora non ci stavo pensando. C'era solo l'idea di far una ventina di km a buon ritmo sfruttando la competizione. Ed il pensiero di aiutare un amico (Dario) durante la sua maratona (vi linko il suo blog, anche se ancor non è blogtrotter: qui).
Attorno alle 10.20 ero così nei pressi del Castello sforzesco, sulla linea del traguardo a gustarmi l'arrivo in handbike di Zanardi. La volata con l'altro contendente mi ha impressionato, per il mostruoso agonismo che hanno saputo sprigionare contendendosi la vittoria all'ultima ruota. Incredibile. Poi ecco l'amico blogtrotter, e con lui ed il padre ci siamo incamminati dentro Parco Sempione e l'Arena. Attorno al 20° km, giusto in corrispondenza dell'arrivo di Linus che si è fermato per un'intervista è iniziata la nostra battaglia. Ci siam posti poco più avanti dei palloncini delle 3h30 e via a menar l'asfalto. 2km di riscaldamento( a 5'32) mentre ci superavano come gruppo di antilopi fuggenti tutto il resto della comitiva dei maratoneti. Partiamo o non partiamo? ci dicevamo io e Dani. E' stato l'arrivo di Dario da dietro a dar fuoco alle nostre polveri. Ho lappato il garmin e così è iniziata la vera gara. Per inciso il nostro amico che ci siam ripromessi di seguire andava che era un piacere. Aveva un obiettivo di star nelle 3h30 e anticipava di qualche minuto i pacer. Quindi la nostra corsa sul filo dei 5', si è trasformato in un under di inusitata violenza. Basti pensare che il garmin mi ha sputato sti parziali per i 19 km che son seguiti

..dentro ci stanno numeri, ma anche sensazioni epidermiche, come quella che ci dicevamo con Dani che a "star appresso a questo qua (Dario) scoppiamo tra qualche km. Ho staccato parziali incredibili, voglio creder che sia anche il passaggio sotto gli alti palazzi (ed infatti sul finale vorrò considerare un margine d'errore alla percorrenza totale) a determinarli. Con l'amico Dario facciam quindi giusto 3km poi lo salutiamo per non saltare. Rifiatiamo un attimo ed ecco arrivare i palloncini delle 3h30.. dai seguiamoli per un pò. Così passano altri 3 km sotto i 4'50, con i pacer che vanno molto più veloce del dovuto. Nota di colore, Dani li tallona talmente da vicino che continua a sbatter con la testa sul palloncino. Corriamo serrati in gruppo, tutti attorno agli angeli custodi dei 5'/km.Siam così vicini che se uno cadesse, ne cadrebbero decine. Niente ciao. Attorno all'8° dei miei km lanciati lascio andare i palloncini. Anche il barcellonese amico è un pò provato per la tirata non uniforme fatta fino a quel momento..quindi ora lasciam passar qualche km transitorio, tutti però condotti sempre sotto i 5'. Di lusso. Poi là, a 3 km dalla nostra fine, in me si spegne gradualmente la luce, Dani allunga..oramai però reggo ed il pensiero che nonostante
il riscaldamento iniziale il record della mia mezza è vicino mi alimenta, mi spinge a non mollare. Cedo qualche "/km. Son però arrivato. Ritrovo Daniele che si era fermato, gli dico il mio primato è prossimo, così eccoci sprintar oramai in vista del 41°, là dove iniziavan le transenne. Per gli ultimi cento metri a me mancanti alla mezza, mi butto dentro Parco Sempione, inseguito dall'amico. Scena già vista sulle strade del mio mondo podistico. (Ho sempre un angelo custode che mi tira i record! Si può chiamare Alvin, Gianluca, Antonio o Daniele..ci sta sempre! )Poi stoppo. 21km 280 in 1h46'37". Considero un pò di errore e faccio di questo nuovo tempo, il mio nuovo primato. 3' in meno del maggio scorso e tanta folle felicità per un primato non cercato, ma venuto così da una sgambata a briglia sciolta. Il pirata ha colpito ancora.

sabato 10 aprile 2010

Sgroppata nella maratona di Milano

Sgroppata nella maratona di Milano..si può fare.. dal 20° km con il barcellonese.. ci faranno arrivare al traguardo? Mmm..

sabato 3 aprile 2010

La ciclabile di Pinzolo, una corsa di felicità tra le Montagne

La ciclabile della Val Rendena è un luogo fantastico dove correre. Mia sorella ha la piscina lì attaccata a quel grazioso lembo di asfalto, in quel di Spiazzo.Le montagne chiudono la valle e son innevate sulle cime (Credo la Cima della Presanella sulla sinistra). La mia corsa si svolge in direzione di quel muro fantatico. Mi insinuo nella valle che si stringe, lambendo il fiume Sarca, che risalgo dolcemente. Sono euforico nonostande il freddo delle 9 del mattino. Se non batte il sole qui ci son 0° e i ponticelli di legno che attraverso me lo ricordano. Sono tutti subdolamente ghiacciati e passandoci su quasi pattino.. Poi la luce del sole entra in scena, scendendo dal fianco sinistro della valle e mi ritrovo nella luminosità della mia primavera, baciato da un tiepido sole. Corro felice, incredibile come tutto sia perfetto. Il campo da golf, i parchetti ben curati, l'aria pura ed io sono efficiente. Ho una corsa solida, un'autonomia tale che non posso provar fatica. E' questa sensazione il regalo del running: la capacità di portarsi a spasso ed io mi ci porto sino alle porte di Pinzolo, al cospetto delle alte montagne. Poi da lì la strada impenna verso Madonna di Campiglio ed io la saluto, ritornando sui miei passi. Girandomi, in fondo, vedo che il cielo si rannuvola presto. Scure nubi stanno risalendo pure loro la valle. Riprendo la via della piscina ed innesto un passo medio. Sia mai che Giove pluvio mi tiri qualche scherzetto!!! Come niente viaggio sotto i 5'/km, facilitato anche dalle leggeri pendenze a mio favore. 15 km letteralmente drogati dall'ambiente. Così si corre troppo facile.
Ora qui fuori dalla finestra è un grigio pomeriggio, non si vede niente e piove. La montagna è così, repentina nei suoi mutamenti. Bisogna essere lesti a cogliere i doni che all'improvviso ti fa. La corsa di stamattina è stato uno di questi!

giovedì 1 aprile 2010

Con Lucky sulla ciclabile parlando di 800

Bella corsa con Lucky sulla ciclabile che da Cusago porta a Cisliano. Io ancora pago l'afonia che mi ha colto 4 giorni fa e che mi ha fatto stoppare. In pratica dopo la Stramilano ho corso una volta! Spero adesso sia la volta buona per riprendere. Ele mi vede ingrassato e questo mi spaventa. La stagione è fantastica per correre, devo riportarmi subito in asse, ora ho un obiettivo, non di tempo ma di peso...(eh eh posso dire di averlo fatto apposta così da aver stimoli).
Tornando a Lucky. Abbiam parlato del suo prossimo 800 del 17 aprile, mi sembra molto carico. Ho appreso una cosa strana che non sapevo. Il primato in distanze così brevi si costruisce senza negative split. Cioè il primo giro deve esser più veloce del secondo. In pratica se si fa negative split e si chiude in crescendo non si è fatto una gara al massimo. Insomma, bisogna aver un piccolo calo. Ora la prendo così..sia mai che sia un pesce d'aprile :-)

venerdì 26 marzo 2010

Fluisce il vostro agonismo..mentre io ho paura

Vedo fluire così tanto sano e bell'agonismo nei vostri blog che a volte mi invelo di un sottile strato di tristezza.
Ma come, la corsa non è sano profumo di alberi, vento in faccia, rumore di ghiaia o quello più ovattato dei propri passi su un manto di soffice neve appena caduta. Non è quella canzone degli Uriah heep che ti portava sempre a casa quando correvi le prime volte( ed ancora indossavi l'mp3?). Anche.
Ma mi manca quel sano senso di sfinimento, quella cattiveria che si può esprimere solo con un traguardo in volata da raggiungere. Il sapore di sangue in bocca, per chi può capire.
Aspetto ancora gli esiti di quella risonanza. Dovrebbe arrivare a giorni. Son terrorizzato. Ogni tanto, non dovrei, mi perdo in letture medico-sportive su internet e vedo anche alle soglie la possibilità di un de-training ( uno stop totale per verificare che tutto sia dipeso da sport, spesso lo fanno fare agli agonisti i cui esami clinici non son chiari). Ecco l'idea di smettere per qualche mese, non so come dire, mi avvilisce un pò. La vita non è solo corsa, per carità. Però è innegabile che sia diventata un pezzo della mia vita, una speciale ricarica del mio umore. Non fatemi tornare culacchione no vi prego(come direbbe il buon Cartman di Southpark). Voglio svegliarmi..

giovedì 25 marzo 2010

Rai per una notte

Diffondo link illegali. Ore 21. Non perdetelo. Io poco da dire stasera. Mi si è abbassata un pochetto la voce quindi mi sto cercando di riprendere . Niente corsa (uffiii). Centra forse la Stramilano e la sudata fatta senza aver un cambio una volta terminato l'agone..

domenica 21 marzo 2010

Felice tra la mia gente. Record nei 10km sfruttando la stramilano.

Lo guardavo, mentre passeggiavo dentro Parco Sempione: il villaggio dei corridori. Questo è il mio mondo, che se avesse un'odore che potesse contraddistinguerlo sarebbe quello della canfora. Risate, tempi che volano nell'aria. Gente vestita o svestita all'inverosimile, a seconda dei gusti. La pioggerellina di Milano non ha fermato l'orda barbarica dei runners che da lì a poco si sarebbe buttata sulla sede stradale antistante il Castello sforzesco per la Stramilano.
Io che ci facevo? Anche senza pettorale ho voluto partecipare. Avevo preso talmente tanti appuntamenti con amici runners per vederci nel pregara che qualcuno l'ho dovuto bidonare. Ho dato spazio a Lino, amico giornalista di Rw, che avevo conosciuto ad Alghero. Mi ha presentato un suo amico italiano di Dublino conosciuto a New York e poi ci siam diretti verso lo start. Eccoci infilati molto avanti nella griglia, entrando in un buco tra le transenne. Imbucato ah ah. Che fico. La linea di partenza era molto vicina!!
Dentro di me lo sapevo che avrei voluto fare, tentare un 10km così alla come viene. Provo a riscaldarmi in gara, ma è diciamo operazione venuta un pò difficoltosa. Allo sparo mi sono passati sopra le orecchie in diecimila. Son riuscito a fare quasi 3km ricevendo qualche sportellata (andavo a 6, così per evitare che qualcuno mi montasse mi son spostato sul ciglio continuando a corricchiare) . Quando il "traffico" di podisti si è fatto molto affollato mi son fermato. Ho così assistito alla grazia dei keniani che in quel punto, dove la strada faceva un avanti e indietro, sfilavano sull'altro lato. Mostruosi, fluttuano non corrono. Ho attraversato la strada, poco dopo il passaggio di Denis Curzi. Un milanese del pubblico ha detto "Dove va ch'el lì?". Mi son affrettato a precisare che non ero in gara per giustificare il mio taglio.
Mi son messo quindi a trafficare con il Garmin per impostare una sfida sui 10km. Bip bip biribip. E mò.. Quando mi infilo? penso tra me e me. Valutare la velocità dei corridori da fermo, eccezione per i primi(che li vedi che son oggettivamente veloci) è operazione ardua, così ho stimato male e mi son accodato a gente un tantinello forte. Lucky, a bordo strada, testimonierà che mi ha visto passare poco dopo Paolo che andava a 3'50"/km. Questa volta la strada era più larga, quindi i miei nuovi compagni di corsa potevano superarmi senza colpirmi. Che volete.. quando intorno vanno in tranquillità è difficile accorgersi della velocità. Ho sprecato un sacco di energie credo nei primi 500 metri, per aver lillusione di star con dei "pari grado". La mia gara è stata scriteriata, ma divertentissima. Era un mese e mezzo che correvo in controllo, così questa parentesi che mi son concesso mi ha fatto tornare a sentire il vento nei capelli. Dicevo, dopo quei 500 metri alla follia (tenevo il passo di quelli dei 4') tento di frenare, ma già la cavolata è fatta. Transito al 1°km in 4'23!Al 2° in 4'39. Ma ho già il fiato corto. Accuso, il 3° in 4'46. Nebbia in valpadana. Poi trovo un pò di equilibrio e riesco ad assestare il 4° ed il 5° a 4'41.
Fino ad ora la mia performance è stata condotta sul passo dei 4'37 (primi 5km), ma gestita malissimo. Nel frattempo vedo la schiena dell'amico Dario, fidanzato di una mia vicina di infanzia in quel di Bergamo, con la quale nel mio soggiorno milanese ho ripreso i contatti. Anche lui corre e va per un tempo prossimo all'1h30. Lo raggiungo in uno slancio di eroismo per salutarlo e poi infondergli sicurezza. Lui va. Non duro più di 150 metri in sua prossimità. Intanto però se ne è andato un altro km, il 6° a 4'50 (che ha in sè lo scatto più il conseguente rifiato).
Oramai ho scollinato il 4'47 del 7° mi lascia un pensiero positivo. E' il passo medio del mio precedente primato. Ancora reggo. L'8° è sempre il più duro. Senza scatti qui non riesco a portar via più di 4'55. Non sto facendo fatica però, strano a dirsi. Anche se non riesco ad esprimermi come al principio potrei continuare qualche altro km, questo il mantra che mi cerco di infondere. Il 9° non lo guardo, scoprirò che è uguale al 10°: 4'49. Piazzo comunque sul finire un'acceleratina per passare sotto lo striscione del mio traguardo virtuale: 47'26. (era 47'46).
Esulto e forse mi danno del pazzo perchè non capiscono che non mi sto ritirando, ma ho appena siglato il mio piccolo personale. Corro ancora un pò. Al ristoro del 15° afferro the caldo e ne bevo in quantità, dopo aver avuto l'autorizzazione dei volontari (il mio scrupolo di non esser iscritto in principio mi ha fatto rifiutare i precedenti rifornimenti).
Sono contento. Poco importa sinceramente che la seconda parte mi ha visto calare di13"/km. So che posso valere qualcosa in meno, ma oggi la cosa più bella è stata correre senza calcoli, come un barbaro, felice tra la mia gente.

mercoledì 17 marzo 2010

Adidas Clinic all'Expo di Stramilano

Sabato parteciperò ad un expo dell'adidas in Piazza Duomo
Come scrive Paolo, che mi ha coinvolto: "
Durante questo incontro si avrà la possibilità di provare gratuitamente la scarpa Supernova Glide 2 ed il sistema miCoach. I clinic saranno tenuti da un team di esperti adidas e Runner's World. I primi forniranno informazioni sulle tecnologie e sui prodotti gestendo i test di prodotto, mentre i secondi approfondiranno tematiche rilevanti per i runner come le tecniche dell'allenamento, l'alimentazione, l'idratazione, la prevenzione dagli infortuni. I partecipanti riceveranno un kit omaggio composto da una t-shirt tecnica, una sacca sportiva e una copia della rivista Runner's World"

Sembra interessante, sicuramente è l'occasione per tornare a correre un pò in compagnia :-P
Per Domenica invece il tempo si preannuncia inclemente, non so ancora che farò. Mi spiace deludere Cristiano che sotto mi chiedeva di andar a Vigevano, ma alzarmi presto per non competere e prender acqua non riesco a farlo ancora. Se proprio non fosse una giornata da cataclisma la Stramilano rimane l'opzione più probabile (lo start alle 10.45). Girerò dalle parti del Castello dove parte la gara da 21km e poi valuterò come buttarmi dentro e far qualche km sfruttando la competizione.
Con chi viene magari, che dite se prima di buttarvi nelle gabbie non ci si trova da qualche parte?

sabato 13 marzo 2010

L'allieva migliora. Io rifletto su scarpe e corse

Prosegue con soddisfazione la maturazione della mia allieva. Dopo 5 uscite si trova a correre 30'. Non continui ancora, ma distribuiti in 6' di corsa alternati a 2' di recupero al passo (x 5 volte). Chiacchiera e quindi non se ne accorge del miglioramento che già sta avendo. Era partita da 2' di corsa oltre non riusciva ad andare. Ed io son felice nel vederla sbocciare.
Vien la primavera ed un altro migliaio di km nel frattempo ha fatto passar a miglior vita le Nimbus 11, rimpiazzate da un altro paio identico. Finchè posso replico, anche se il miglioramento dei tempi mi potrebbe spinger tra un pò a veder qualche A3 più leggera in un prossimo futuro. L'altro giorno nei 15 km a 4'57 (161 battiti) che mi son concesso le ho sentite pesantelle verso la fine.
Ieri intanto risonanza magnetica cardiaca, ultimo esame del periodo. Aspetto l'esito tra 3 settimane e poi nuova visita dai dottori di Pavia che spero mi diano qualche notizia positiva! Vedrò nel frattempo sfilare la stramilano..in qualche modo anche se non competitivo questo week end che viene (sarò solo, Ele sarà in Albania per un reportage fotografico con il suo Master) vorrei cimentarmi in una corsa. Forse imbucandomi da San Babila nella non competitiva dei 50000 (per evitar la ressa) e farmi una dozzina di km in centro sfruttando la gente.. non sò, vaglio proposte dagli amici.

sabato 6 marzo 2010

La legge è uguale per tutti

LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI.

Se lunedì mi presento ad un concorso pubblico due ore dopo l'orario di ammissione, quesito..dite che me lo passano un decreto interpretativo per farmi sostenere comunque l'esame..

venerdì 5 marzo 2010

Marathon la birra del maratoneta

Mi si perdoni se in questi giorni ho lasciato un pò di vuoto comunicativo qui sul blog, ma il mio tirocinio dal 1° di Marzo è finalmente iniziato. Ho smesso di correre? Naa..la corsa è sempre parte della mia quotidianità e a riprova, quando non te lo aspetti subdoli richiami ti ricordano sempre la tua vera natura.
L'altra sera ad esempio passavo un romantico anniversario al ristorante greco con Ele, quando ordino "Una birra, grazie". Il cameriere sapete che ha fatto? Mi ha portato questa:
Stupore e compiacimento. Forse mi ha riconosciuto quale famoso blog-runner ed ha deciso di premiarmi con Marathon la birra del maratoneta. Instancabili faticatori analcolici, questa non potete non assaggiarla..

domenica 28 febbraio 2010

Una città chiusa..ne son andato alla conquista

Giornata particolare.
Splendida sgroppata verso il centro di Milano, approfittando del blocco del traffico. Il lungo naviglio è molto bello e stimolante per la presenza di tanti podisti. Se la scorsa volta avevo esplorato quello che porta verso Abbiategrasso, questa volta tiro verso il cuore della city.
L'arrivo in Darsena, là dove finisce, però è stato un pò complicato, c'era un mercatino..600 metri di slalom nella folla più assoluta e tra i "dove cazzo corri". Poi..Corso di porta ticinese e via Torino stupende e vuote, così son stato invogliato ad occupare il centro strada.Tanta gente sui marciapiedi, a richiamar come echi le gare passate sulle strade del mondo. Quanti ricordi. Io però qui ero l'unico concorrente, in fuga verso un' apoteosi finale, l'arrivo in Piazza Duomo sul sagrato della Chiesa e poi via da dove ero venuto. Di rientro, superato il mercatino, ho mollato un attimino le gambe.. 5km a 4'44 senza accorgemene..decelerata nei pressi di un dispensatore di acqua e.per sbaglio schiaccio il tasto dell'acqua minerale, bevendola a garganella..sensazione fastidiosissima. Maledetta fontanella. Aiutooo.
Poi l'arrivo a casa dopo 21,6km a 5'20. Felice. Oggi mi son sentito esplorativo e conquistatore.

mercoledì 24 febbraio 2010

Voglio correre anche io

Lei mi dice " Voglio imparare a correre anche io, una mezz'oretta così per tenermi in forma". Io titubante, tra me e me "Sarà una boutade, tanto per ruffianarsi un pò il sottoscritto". Guardingo. Il pomeriggio passa, quando in giro per Milano ecco la prova del nove. Siamo dalle parti di Cairoli. Io: "Andiamo a Decathlon?", dal momento che mi aveva manifestato , ad impedimento, che lei però non aveva la tenuta. Annuisce.
Entriamo,ma la prendo larga. Prima di arrivare al reparto running la porto nel settore montagna per provare alcune scarpe da trekking. In realtà sto solo temporeggiando. Infine capitiamo, per caso, nel settore corsaiolo. Li mi scateno. Sogghigno di nascosto. Inizio a soppesare scarpe, a vagliare materiali. Ma lascio decidere a lei. In quattro e quattr'otto è kalenjizzata.
Vediamo che succede.
Rispetto al passato mi sembra più determinata. Non la voglio forzare e aspetto sia lei ora a farsi avanti. La mia passione non è detto che sia la sua. Se però riuscissi a regalarle mezz'ora di corsa non sarebbe una cosa malvagia e forse potrebbe capire quale alchimia lega quei folgorati che sOovente si siedono attorno ad un tavolo a narrare le loro storie di sudore.
Comunque il bello è fare sport assieme. In Sardegna, abitando a 30 km di distanza non sempre era possibile e bisognava organizzare tutto. Qui condividiamo lo stesso tetto e tutto sarà più naturale..

lunedì 22 febbraio 2010

Esperimenti. Eppur mi trattengo..

Sono dedito a esperimenti. Quindi mi si conceda il post numerico.
Lavori in corsa come si direbbe..
1h a 139 battiti mi vedono reggere i 5'27"/km senza sudare. E di ciò me ne pascio. Proiettato negli allenamenti non avevo colto ancora di quanto ero migliorato anche nel lento. (Un'anno fa, esatto esatto, quando facevo il gioco di stare nei 140 battiti viaggiavo a 5'57.)
L'altro giorno mezz'ora di medio nel contesto di un'oretta lenta mi hanno visto uscire in quella tranche media a 5'01 a soli 156 battiti.
Infine questo week end clamorosa, quanto bella, sgroppata sul naviglio, sin a 4km da Abbiategrasso, poi retrofront. 25km a 5'15, con dentro 6km equamente distribuiti tra riscaldamento e defaticamento(sui 5'35) ed una parte centrale di 19, tenuta tra i 5'10 ed i 5'. Son transitato alla mezza maratona senza saperlo in 1h49'56" solo 10" sopra il mio personale. Ancora basisco. Anche se mi spiace batter il record della mezza "in modo ricreativo", son destinato a farlo in un futuro prossimo..

giovedì 18 febbraio 2010

Fuggire di corsa..dall'eccesso di informazione.

Tendere le corde dell'anima verso l'infinito del cielo e lasciarla andare, scoccata come una freccia, a perdersi tra nubi e stelle. Vagabondare senza una meta, trovando piacere nel semplice viaggio in compagnia di se stessi e dei propri passi. Voglio scivolare cosi oltre le frenesie di un mondo troppo caotico e che ci bombarda di segnali, troppi. La mia è quasi una fuga.
Oggi riflettevo che la nostra attenzione, generalmente parlando, sta scemando ed è costretta a frazionarsi per accogliere le informazioni che contemporaneamente arrivano da più canali informativi. Guardiamo la tv e scriviamo al cellulare. Ascoltiamo musica e leggiamo una pagina internet(o più pagine insieme!). Talvolta non ci facciamo neanche caso da come siamo abituati a gestire in contemporanea più situazioni. Tutto di fretta, tutto insieme. La capacità di approfondimento, ecco questa stiamo perdendo; la capacità di dedicarci completamente e solamente ad una cosa, qualunque essa sia: dalla compilazione della lista della spesa, all'ascolto di una persona cara.
Forse è un effetto negativo di questa era tecnologica, a cui bisogna imparare a sottrarsi.
Me ne son reso conto sulla mia pelle in più frangenti. Non predico infatti da un pulpito circa problematiche che non mi appartengono. Credo che grossomodo chi più chi meno ci si sia ritrovato . Certo a rischio, per eccessivo e simultaneo incanalamento di input, ci son forse maggiormente le generazioni più giovani. Del resto si guardano attorno e pensano che sia la normalità. Tutto di fretta, tutto insieme, come insegnano i media che ci vomitano addosso una informazione frenetica e che non spiega niente. Basti vedere la scaletta di uno Studio aperto (o di altri tg o simili),che da 15" di collegamento per notizia o che in uno stesso servizio passa da una tematica all'altra. Le notizie poi a dir la verità non interessano più. Quel che ci passano son i commenti alla notizia che rilascia Pinco, a cui replica stizzito Pallino. Commenti di qualcosa che non hanno spiegato. E noi assistiamo a questi battibecchi quasi inebetiti. Lo schierarci da una parte o quell'altra, il pensarla bianco o nero, viene ridotto ad un atto di fede o..all'essere ultrà.
Su tutto, non solo la politica.
In una visione semplicistica si penserebbe che anche chi redige servizi/fa informazione di tal fatta sia distratto da un eccesso di input(magari messaggia alla moglie/amante mentre scrive) ed incappa per errore nella superficialità, in realtà credo che sia tutto fatto apposta. Ci creano questo bombardamento a fine anestetico.
La cosa subdola è che a fronte di un problema reale, connesso all'eccesso di tecnologia ed al mal utilizzo, c'è il preciso disegno, lungimirante, di sfruttare questa debolezza. Anzichè aiutarci ad assaporare la vita un gusto per volta, ingigantiscono il problema e ci abituano sin dalla culla a gestire tutto di fretta, tutto insieme. E la nostra capacità di formarci una coscienza critica sulle cose, di assumerci poi le responsabilità delle nostre azioni vacilla. Ci vogliono amebe.
No io voglio ribellarmi, per questo quando corro fuggo. Perchè son presente solo a me stesso, perchè è un gesto che non è intaccato da quello che mi circonda. Corro e basta. E spero che questo mi insegni, se ancora mi abbandonerò a ridurre la mia attenzione, frazionandomi tra più cose, che si può dare anima e corpo, se ciò è fattibile sulla strada, in ogni campo della Vita!

sabato 13 febbraio 2010

Sabato in musica..

giovedì 11 febbraio 2010

In pausa la crescita organica. Con Dani in pizzeria

Di concerto anche con il mister, e fino a che non si dirime la questione vertente il mio tracciato, ho deciso che rimango a carico sottomassimale (under 85% della frequenza massima, attorno ai 160). Stoppo la tabella e mi dedicherò alla corsa lenta con qualche innesto di media, con la consapevolezza che tanto oramai sto attorno e talvolta sotto i 5'/km a quei battiti(sarà anzi l'occasione di fare dei rilevamenti con il cardio). Stoppo la mia crescita organica e cerco di andarmela a godere scoprendo un pò di posti con occhi non agonistici, con la speranza di tornare il guerriero di sempre . Oggi per consolarmi son andato ad impantanarmi per oltre 1h a Bosco in città un parco con stradine in sterrato e sotto una copiosa e bagnata nevicata. Un deficiente, felice di correre in mezzo al fango.
Ieri invece son stato in pizzeria con il primo blogtrotter che ho conosciuto, oramai oltre 3anni fa, Daniele di Viva El barca. E' sempre bello spaziare nei ricordi e saltar tra New York e Vienna. Incredibile l'amicizia in corsa dove abbia portato. Spero di poter organizzare presto una pizzata con tutti i milanesi e dintorni, una mangiata ovviamente competitiva, lì il certificato agonistico non me lo possono levare mica. :-)

sabato 6 febbraio 2010

Due record di passaggio sullo sfondo un mondo stranito

Una serata magica. Ieri l'inverno ci ha donato il suo lato più romantico con una bella nevicata che ha cosparso di quell'aria natalizia Milano. E si che andiam verso la primavera.
E' bello, son tornato bambino e mi son fermato a guardar più volte lo spettacolo dei fiocchi. La magia della neve mi invitava ad uscire a correre. Mezzo raffreddato mi son violentato per non andare. La mia metà mi ha trattenuto. Ma il day after, oggi, con le strade pulite ed il paesaggio di bianco ammantato, non potevo esimermi.. mi son fiondato sulla strada per la mia ora di medio regolare.
Lo spettacolo di un tramonto calante sul biancore mi ha fatto volare. Tranquillo guardavo i casolari ed i campi. Ed il mio pensiero volava e le mie gambe pure. Ed il cuore tranquillo. Ero senza cardio, ma non l'ho mai avuto in gola (io l'ho stimato attorno ai 160 giù di lì). Perché fermare questo spettacolo. Io sto bene con rabbia crescente in me. Ho trovato la mia grazia. La corsa mia non è mai stata così godibile. A questi ritmi faccio meno fatica di quando lento mi trascinavo 2'/km oltre, lungo la costiera. Ugo mi ha fatto scoprire le potenzialità del mio corpo ed ora corro veramente libero e sempre meglio. L'agonismo non è stato il fine, ma il mezzo per arrivare sino a qui. Se mi posso permettere questo tonico e benefico movimento con tale facilità lo devo alla dedizione ed alla costanza. A questa dipendenza sana, torbida forse solo per chi non pratica e mi guarda da un pianeta lontano. Non mi importa del giudizio del mondo stranito che mi urla dove vai dai finestrini in corsa. Occhio a sporgersi che la cintura strozza le vostre pance, stronzi.
Mi sento più incallito del peggior tabagista. Una dietro l'altra, non so smettere. Sian le 6 del mattino o della sera, voi fumate ed io corro. Amo troppo questo sport per l'euforia che mi sa dare in quell'ora di libertà che passo con me e dentro di me. Cessate voi con il vostro vizio e lasciatemi alla mia passione ed al mio slang tecnico, a cui ora mi abbandono.
Ho passeggiato sul mio record dei 10km un pugno levato in corsa allo scoccare di 47'46"(fu 48'19") non cercati, ma capitati sulla strada di mezzo di un'ora di medio. Via ancora senza fermarsi, dopo che ero passato a 4'48"/km di passo alla mezz'ora. Poi un incremento costante ma leggero verso il primo record, siglato dentro il Quartiere degli Olmi sotto una ciminiera sbuffante. La seconda mezz'ora, galvanizzato dal primato, l'ho chiusa in 4'46"/km. Totale 12,54 km. Altro best. Record anche dell'ora. Allora? Allora mi son fermato. Più tranquillo. Contento. Son entrato in casa salendo le scale a tre alla volta e l'ho baciata. Amo ho fatto il record dell'ora mentre si asciugava i capelli. Un sorriso silenzioso e poi un "oh.."..ad un podista sudato e felice. Incompreso? Ma no..in fondo lo sappiamo, non c'è bisogno di parole con le nostre compagne. Loro sanno leggerci dentro e capiscono, anche se non comprendono i numeri, la passione che ci muove.

venerdì 5 febbraio 2010

Ciclo Ugo training 2010: Nuove velocità

Sto sbocciando a nuove andature e non fosse per l'aria che mi inquina i polmoni e mi tappa il naso sarei anche contento. Non posso esimermi dal lasciar un segno di ciò qui sul blog. A imperitura memoria di queste sedute mitiche mi cimenterò in un prologo in passato prosaico.
Ricordo quel giorno di Febbraio sulla ciclabile che collega Baggio ed arriva a Cusago, come fosse ieri (lo era.)
A 15' di riscaldamento da casa, affianco al trafficato vialone Sandro Pertini, ecco lì c'è un tratto isolato e lungo d'asfalto dove lasciar andare i cavalli.
I 400 metri svolti tra pista e banchine del porto (di Alghero) son sempre stati la distanza che mi ha fatto soffrire di più. Statisticamente le maggiore toppe le ho avute qui. Eppure qualche buona seduta l'ho avuta. Una dozzina di prove ad 1'38 di media (2' di rec lento) son la mia miglior performance. Era Luglio 2009.
La svolta è clamorosa. Ieri ero chiamato a dieci prove con recupero accorciato ad 1'30.
Il passo sicuro, senza cedimenti mi ha fatto volare ad 1'34,4" di media, il che vuol dire stare sui 3'55"/km. Ragazzi un miglioramento netto. Che assume doppia valenza se penso che il recupero si è mantenuto attorno ai 7'18", souplesse, ma meno di altre volte che mi trascinavo in una praticamente camminata tra gli 8 e i 9'/km.
Son stato regolare e durante le singole prove non mi stancavo. Sapevo e volevo star sotto i 4'/km. Mi bastava dar un'occhiata attorno ai 300 per sentirmi arrivato.
Questa la sequenza, scorporata dei centesimi(3secondi e mezzo da spalmare tra le prove) sennò vi fondo gli occhi: 1'35, 1'32, 1'33, 1'33, 1'33, 1'34, 1'35, 1'35, 1'35, 1'36.
Solo nell'ultima ho dovuto metter un filo di impegno in più perchè il 4'/km, mio sfidante, mi è stato davanti sino a 70 metri dall'arrivo.
Terminato e matato l'obiettivo, ecco a seguire sei "freschi" 200 metri intervallati da 1' di recupero lento. Memore della scoperta dell'altro giorno durante le variazioni di ritmo ( che muovendo le braccia riesco a sostenere meglio la velocità e la perdo più tardi) ho un pò remato per venir a capo di un 43" di media (spalmati tra 41 e 43", con uno, il 3°, in 45" che mi ha visto in preda ad un torcione e che ha sporcato la linearità delle prove). Allunghi un pò stanchi, ma data la prova maiuscola sui 400 ben apprezzati ugualmente.
Ho qualche primato da realizzare e, se anche non godranno dell'ufficialità della gara, nelle prossime settimane ho deciso li registrerò un pò tutti verso il basso.

giovedì 4 febbraio 2010

Potenza..

Ti senti fiacco? Ascolta e guarda questo:

Magari trovarsi all'età pensionabile così.. Son mitici..e la giornata inizia con il ruggito..

venerdì 29 gennaio 2010

Tristemente sospeso..

Un post triste. Ancora le visite mediche richiedono ulteriori accertamenti. Il sassolino dalla scarpa, che mi sta impedendo di aver l'idoneità agonistica è sempre lì. Per dar più sostanza alla cosa dico che è lo stesso problema/sospetto che aveva fatto tremare Frate Tack ad Agosto. Devo dimostrare che il mio cuore sia così perchè atleta e non sia invece "geneticamente insano", come la rara malattia di cui Frate aveva dato conto nel link cui vi rimando. Mi hanno detto che devo continuare ad allenarmi con la stessa intensità di adesso, per arrivar al nuovo esame (una risonanza) a metà marzo. Poi si vedrà..
Il centro di Pavia che mi osserva è il massimo esponente mondiale riguardo questa problematica. A loro sto cercando di far focalizzare l'attenzione sul mio allenamento.
Io da parte mia non ho mai avuto problemi di sorta, ne personalmente, nè in famiglia, riguardo a patologie cardiache. Solo inaspettato, e mai avuto, nell'ecg di dicembre quel tratto Qt allungato, che mi ha portato qui, in un turbinio di pensieri.
Così capirete e mi scuserete se non riuscirò a dare enfasi a tutte le mie performance, che pure son in notevole incremento. 2h a 5'08, frutto tra l'altro di 45' di medio a 4'43, lo avrei strillato ai quattro venti in un altro momento. O le ripetute in pista sui mille ora mai sul piede dei 4'15/18" fissi (x 8 prove consecutive) senza dannarsi più di tanto.
Voglio sospendere temporaneamente i resoconti tecnici settimanali e dare semmai pennellate ogni tanto del mio stato di forma, descrivendo alpiù sedute sparse. Sappiate che comunque sto sempre seguendo la mia fedele tabellina mensile e Lucky testimonierà che in pista l'altro giorno ero il solito combattivo. E così continuerò ad esserlo nelle prossime settimane. Mi scuso con gli amici che mi cercano e mi invitano alle gare. Questo è in fondo un messaggio di servizio per loro. Forse alle non competitive (dicasi tapasciate ) posso partecipare anche senza certificato, ma per ora non me la sento.
I post sportivi per l'avvenire voglio dedicarli al lato emotivo del running, cercando di scavare dentro di me e trasmettere quello che forse ancora con le parole non son riuscito ad esprimere.

domenica 24 gennaio 2010

Il Cristoforo Colombo delle nebbie

La nebbia circonda ogni cosa, un soffice manto si posa sulla campagna circostante. Sembra latte in sospensione ed io ci son immerso dentro. Non mi so immaginare con precisione dove sono sulla cartina. So però che sto percorrendo la piccola strada poderale tra Cusago e Cisliano, suggerita da Lucky. E‘ lei che ospita la mia sfida, una delle tante. E’ un giovedì da 5mila che vi racconto.
Un rivolo d’acqua alla mia sinistra, che probabilmente irriga i campi ed un filare di alberi gelati. Ci son infatti -2,° è temperatura da polo nord per me. Son coperto all’inverosimile, chi l’avrebbe mai detto che mi sarei trovato ad indossare guanti e calzamaglia ed ancora provar brividini. Certo come quelli che mi sa donare la mia corsa, ogni giorno più bella e leggera. E’ lei che da armonia ad ogni luogo ch’io calpesto. Non importa se a farmi da sfondo non sia Capo caccia, ma la distesa immensa di campi lontani, contorni incerti di casolari e l’odor di terra. Qui su questa via di campagna, che mi ricorda un po’ i lunghi viali di Sa Segada, c’è quasi l’illusione di respirare un po’ di aria pura. Certo è solo un’idea, ma mi piace crederlo. Sfuggo veloce a ritmo controllato, 4’39” il primo km, è facile correre su questa stradella che dai podisti, sicuramente loro, è stata marcata ogni cento metri (per 3 km!). Sto andando veloce, ma il mio corpo non fa fatica. Il non saper che c’è dinanzi a me mi spinge in una sorta di trance esplorativa. Mi sento un Cristoforo Colombo delle nebbie, vedo la strada ora che sale su un minuscolo ponticello che mi fa così portare il rigagnolo a destra. I 2 km arrivano con un bip a 4’28, un pelino forte, “Mi trattengo sennò poi non troverò la grande progressione” che il mister mi ha suggerito. Così passa una sbarra ed arriva Cisliano, che si è già fatto il 3° km. In fondo vedo sfilare delle macchine veloci. Non so se sia una strada a scorrimento veloce o un’arteria stradale che non c’entra niente con la direttrice che sto seguendo. Di fatto però ora devo girare, rischio altrimenti di mandar a quel paese il test. Inversione brusca sul posto, per ripartire da dove son venuto. Ciao Cisliano ti lascio un 4’37 con dentro l’inversione. Ritorno verso Cusago ed il suo Castello, molto bello. Se nel 3° mi son controllato un po’, ora inizia a subentrare l’affanno ed infatti, come in tutti i 5mila fino ad ora fatti, il 4° km è sempre il più difficile. Mi sfilano due ciclisti che poco più avanti si fermano a fare una sosta tecnica e mi guardan curiosi. Guardo il count down dei metri segnati sull’asfalto. 4’36”. Ora non cedo più. Il ritmo torna “facile” ( forse era difficile solo nella mia testa). Saper che mancano meno di mille metri mi dopa. Procedo un po’ a strattoni fino ai – 200 dove mi cimento in un allungo sul filo dei 4’/km che mi fa finire felice ed un po’ esausto (per l’allungo però, che forse potevo tirarlo già da prima). 4’32” l’ultimo mille e 22’52” ( 4'34"/km) il nuovo primato sulla distanza, in una prova che non è stata una gara (quella che invece avevo fatto nella notte di Oschiri tirato dall’amico Alvin per il vecchio record 23’17”). Esulto nel nulla della campagna. Son felice. Questa nuova vita milanese, che è iniziata da qualche giorno si porta dietro qualche difficoltà organizzativa (ad esempio questo post lo spedisco da casa di Lucky, l’adsl mica ce l’hanno ancora attaccata, spero in settimana), ma antiche passioni e la quotidianità che vivo con la mia Ele. Che volete di più dalla vita..