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giovedì 18 febbraio 2010

Fuggire di corsa..dall'eccesso di informazione.

Tendere le corde dell'anima verso l'infinito del cielo e lasciarla andare, scoccata come una freccia, a perdersi tra nubi e stelle. Vagabondare senza una meta, trovando piacere nel semplice viaggio in compagnia di se stessi e dei propri passi. Voglio scivolare cosi oltre le frenesie di un mondo troppo caotico e che ci bombarda di segnali, troppi. La mia è quasi una fuga.
Oggi riflettevo che la nostra attenzione, generalmente parlando, sta scemando ed è costretta a frazionarsi per accogliere le informazioni che contemporaneamente arrivano da più canali informativi. Guardiamo la tv e scriviamo al cellulare. Ascoltiamo musica e leggiamo una pagina internet(o più pagine insieme!). Talvolta non ci facciamo neanche caso da come siamo abituati a gestire in contemporanea più situazioni. Tutto di fretta, tutto insieme. La capacità di approfondimento, ecco questa stiamo perdendo; la capacità di dedicarci completamente e solamente ad una cosa, qualunque essa sia: dalla compilazione della lista della spesa, all'ascolto di una persona cara.
Forse è un effetto negativo di questa era tecnologica, a cui bisogna imparare a sottrarsi.
Me ne son reso conto sulla mia pelle in più frangenti. Non predico infatti da un pulpito circa problematiche che non mi appartengono. Credo che grossomodo chi più chi meno ci si sia ritrovato . Certo a rischio, per eccessivo e simultaneo incanalamento di input, ci son forse maggiormente le generazioni più giovani. Del resto si guardano attorno e pensano che sia la normalità. Tutto di fretta, tutto insieme, come insegnano i media che ci vomitano addosso una informazione frenetica e che non spiega niente. Basti vedere la scaletta di uno Studio aperto (o di altri tg o simili),che da 15" di collegamento per notizia o che in uno stesso servizio passa da una tematica all'altra. Le notizie poi a dir la verità non interessano più. Quel che ci passano son i commenti alla notizia che rilascia Pinco, a cui replica stizzito Pallino. Commenti di qualcosa che non hanno spiegato. E noi assistiamo a questi battibecchi quasi inebetiti. Lo schierarci da una parte o quell'altra, il pensarla bianco o nero, viene ridotto ad un atto di fede o..all'essere ultrà.
Su tutto, non solo la politica.
In una visione semplicistica si penserebbe che anche chi redige servizi/fa informazione di tal fatta sia distratto da un eccesso di input(magari messaggia alla moglie/amante mentre scrive) ed incappa per errore nella superficialità, in realtà credo che sia tutto fatto apposta. Ci creano questo bombardamento a fine anestetico.
La cosa subdola è che a fronte di un problema reale, connesso all'eccesso di tecnologia ed al mal utilizzo, c'è il preciso disegno, lungimirante, di sfruttare questa debolezza. Anzichè aiutarci ad assaporare la vita un gusto per volta, ingigantiscono il problema e ci abituano sin dalla culla a gestire tutto di fretta, tutto insieme. E la nostra capacità di formarci una coscienza critica sulle cose, di assumerci poi le responsabilità delle nostre azioni vacilla. Ci vogliono amebe.
No io voglio ribellarmi, per questo quando corro fuggo. Perchè son presente solo a me stesso, perchè è un gesto che non è intaccato da quello che mi circonda. Corro e basta. E spero che questo mi insegni, se ancora mi abbandonerò a ridurre la mia attenzione, frazionandomi tra più cose, che si può dare anima e corpo, se ciò è fattibile sulla strada, in ogni campo della Vita!

11 commenti:

giovanni56 ha detto...

Approvo in toto.
Un commento meriterebbe un post.
Io credo che l'inizio di tutto sia la continua spasmodica ricerca di crescita economica (di PIL) ma non solo.
Una continua ricerca insita nell'uomo ... che ci fa crescere.
Da una parte dire basta significa fermarsi, invecchiare, dall'altra si è sempre al limite stress.
Un po' il cane che si mangia la coda.

GIAN CARLO ha detto...

E' il fallimento del capitalismo stesso ...non che ne abbia trovato un'alternativa e forse proprio per questo io penso(davvero) che il nostro mondo è ...un po' finito.

Ale57 ha detto...

Una bella riflessione che incarna l'essenza del tempo che stiamo vivendo, la quaresima, tempo per ritrovare noi stessi e capire le ragioni e i valori su cui fondiamo tutto il nostro esistere. Putroppo anche queste cose stanno perdendo di significato. Sembra che non sia più di moda, non sia moderno, non sia "rock" pensare a rinunce, digiuno, penitenza....
Ma finchè ci sarà anche uno solo capace di fare riflessioni come le tue allora avremo ancora speranza. Grazie Mathias.

Anonimo ha detto...

io al PIL preferisco lu PILU... e alla speranza non credo, tutto si muove chiaramente in una certa direzione, senza speranza di invertire la rotta a meno di un'immane catastrofe che ci riporti almeno al medioevo.
nessuno può capirti meglio di me, che per scelta ho rinunciato a tante cose e cercato in brasile una vita più arcaica. ricerca vana, almeno i miei figli verrano fagocitati dalla corrente e io stesso alla fine mi sono fatto il computer, che è il MOSTRO peggiore di tutti, dopo il cellulare (almeno di quello faccio ancora a meno, unico al mondo). l'informazione internettara non vale niente, la gente pensa con una paginetta scritta da qualsiasi pazzo di risolvere questioni che per approfondirle servirebbero 80 libri. internet ha preso il posto del bar dello sport.
il brasile era una favola, ma oggi la gente ti giudica a seconda di quanti sms mandi al minuto e tutti hanno 3 cellulari a persona (per usufruire delle promozioni delle 3 aziende leader contemporaneamente).
io sono "vecchio" e stanco di combattere, avete vinto, andate affanculo.
luciano er califfo.

Mathias ha detto...

@giovanni: dire basta no hai ragione, non voglio invecchiare precocemente. Forse ci abitueremo a gestire i maggior input, ci evolveremo sicuro. Siccome però siamo ancora nella fase iniziale di questo" bombardamento", io a volte mi rendo conto di non concentrarmi e di questo me ne rammarico (una volta mio padre che mi stava parlando mi richiamò al fatto che mentre lui comunicava, io contemporaneamente messaggiavo al cellulare!)
@giancarlo: il mondo non vissuto realmente (quello propinato dalla tv o mediato da internet) è finto e plasticoso davvero. La cosa che mi fa incazzare è che qualcuno approfitti di questa tendenza allo stordimento informativo per fare i propri interessi. Dovrebbero esserci più programmi yoga o zen alla tv, con il quale ci richiamino a dedicare maggiore attenzione alle cose che viviamo
@ale: figurati, son pensieri comunque comuni a tanti..
@luciano: sei fuggito dal bombardamento tecnologico, ma questo piano piano ti cerca di catturare.In Brasile arriva in differita e ti cerca di catturare resistii.. ps: io non ho il tuo cell, ma il tuo numero di casa si :-)
pps: sei salvo finchè, quando fai all'amore non pensi contemporaneamente a che rispondere via mail ai tuoi allenati..o come tinteggiare il soffitto

Anonimo ha detto...

math,
il punto è che tutto sto bombardamento fa pure passare la libido!
quanta gente nemmeno cerca più partners e si soddisfa via webcam?
vuoi sapere quante donne sposate mi mandano foto in pose ultra porno, e poi nella realtà non le conoscerò mai?
è un processo continuo che non è iniziato oggi o con il cellulare, ma non si può paragonare il telefono fisso al cellulare. è la stessa differenza che c'è fra una fionda e un missile balistico termonucleare. io poi sono sempre stato allergico pure al telefono fisso, odio essere reperibile!
oggi me rode.
er califfo.

Anonimo ha detto...

Sarà per questo che amo avere il cellulare spento, passare un o due giorni silenziosi e sopratutto starmene in giro (prima con la bici) correndo senza pnsare niente, essere fuori dalla realtà senza pensieri. Oltretutto questo mondo allontana le persone nonostante sembra così collegato e ci fà smaltire molto più celermente cose che all'apparenza non sembrano così interessanti per poi dispiacersi di averlo fatto..

R.Davide

Anonimo ha detto...

bravo davide,
tutta sta comunicazione spesso allontana. 15 anni fa in brasile non c'avevano manco i telefoni fissi, conoscevi una tipa e veniva a casa tua dopo 1 ora (con annessi e connessi), oggi invece ti dà il n. di cellulare, ti fa spendere 30 euro di cellulare e non la vedi mai più.
viva la tecnologia... ha preso il posto del PRETE.
luciano er califfo.

Ele ha detto...

...questo è un mondo difficile...

er Moro ha detto...

caro Mathias qnt hai ragione...
caro Luciano qnt hai ragione anche tu...
Tutto vero, tutto giustissimo: MA c'è sempre un MA!

Pensiamo a qnt le tenologie siano di aiuto nella lotta al "male"! "male" visto a 360°...

Non sono le tecnologie, è l'utilizzo che l'"uomo" ne fa il problema!

Dietro tutto qll che avete detto purtroppo c'è sempre l'uomo, siamo gli artefici del nostro destino, sempre e comunque!

Anonimo ha detto...

er moro,
non esiste "l'uomo"... esistono "pochi uomini" che decidono per tutti.
io non sono contro la tecnologia in sè, nella sua utilità materiale... io sono contro al suo trasformarsi in SIMBOLO di rango sociale.
quando un oggetto da materiale viene investito della funzione spirituale di simbolo, allora è la malattia mentale.
a livello biologico, evolutivo, il fatto che le donne di oggi scelgano gli uomini in base al numero di sms che mandano o alla moto che hanno, vi sembra una strategia selettiva razionale, a lungo termine?
luciano er califfo.