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sabato 27 dicembre 2008

Compagni di classe, compagni di Maratona: Francesca

Storie, piccole grandi storie di podismo che ci circondano. La vita a volte ti fa perder di vista le persone, vecchi compagni di scuola che seguono le proprie vie.. poi ecco che ci si ritrova a tavola una sera di festa per ricordare i tempi che furono e rispolverare una passione comune e bruciante. Io che Francesca, amica di liceo di Alghero, corresse lo sapevo già..mi aveva stupito però scoprirla all'arrivo della Firenze Marathon(3h53). Avevo visto con emozione il suo arrivo ed il pianto liberatorio. Dicevo, avevo quasi stupore perchè non pensavo potesse fare il salto di qualità che le mancava: gareggiare. Tra la fine del liceo e durante gli anni universitari lei correva distanze quasi inconcepibili per me..ricordo una volta in compagnia di Andrea , amico di bici, che la incontrammo sulla pista ciclabile, "di ritorno da un giro di 16km". Dentro di me pensavo.. "ma come fa questa?" accompagnando l'esclamazione ad un retropensiero circa la sua non completa integrita mentale :-) Non correvo allora e misuravo il mondo dei podisti con il metro rappresentato dalle mie allora capacità in questo sport: 6km. Se io arrivavo stremato a terminare quella distanza, chi ne faceva più di tre volte tanto doveva non esser normale. Chiedo l'assoluzione perchè penso sia errore comune il valutare le prestazioni sportive di qualcun'altro usando le nostre personali performance. Se c'è una cosa che ho imparato in questi pochi anni di corsa è il rispetto per l'impresa, l'accettazione che i limiti del corpo umano sono ben oltre di dove ci siamo spinti noi. (Breve divagazione, poi ritorno a Francesca. E' il caso di chi ora prepara una 100km, la mia amica Mary ad esempio, fatica a spiegare il perchè di questa "pazzia", ma io no, non ho bisogno di scavar a fondo dentro questa sua decisione. Non dico le persone sedentarie, ma i maratoneti dovrebbero quantomeno capirla..l'esempio fulgido di chi già è approdato alla distanza dovrebbe confortare circa la fattibilità dell'impresa per il corpo umano. Diverse poi possono esser le motivazioni soggettive che ci spingono, quelle son insindacabili.)
Dicevo Francesca, con lei ci eravam persi di vista, le primavere sono passate, io mi son innamorato della corsa e sapete sin dove son arrivato, ho attraversato gli oceani, ho corso migliaia di km. Quando ripensavo a lei, ora che l'avevo scavalcata, me la son sempre ricordata così, ferma su quelle distanze, una jogger evoluta, che correva per benessere. L'averla scoperta per caso su Tds a Firenze, e seguita, mi ha dato una grande emozione: compagni di classe maratoneti!
Ieri a tavola avrei voluto parlar di questo apertamente, ma eravam circondati anche da altri amici e quindi avevo quasi il timore di rubar loro la scena con i soliti argomenti podistici, quindi mi tenevo a freno di chiedere, indagare, viver l'emozione della sua prima maratona. Però lo vedevo che quando, quasi fugacemente, si finiva sull'argomento le brillavano gli occhi e parlava il mio linguaggio, quello che crea silenzio e forse incomprensione in chi ascolta. Sicuramente avremo modo di riparlarne meglio, magari di far anche qualche corsa insieme..ha il mio passo, anzi è un filino più veloce! In corsa, nel nostro habitat, parlar di corsa viene molto meglio :-)

26 commenti:

Dani Uboldi ha detto...

6 km? il mio metro di giudizio era molto meno!

Alvin ha detto...

Mi ritrovo molto sul passaggio finale di quando, parlando un po' tecnicamente "ti scende il silenzio intorno" anche a me capita quando mi lancio in discorsi podistici.....
Bella sorpresa Mat!

ugo ha detto...

......penso sia un errore comune valutare le prestazioni sportive di qualcun'altro usando le nostre personali performance.....
Eppure ogni giorno assistiamo alla "egocentrizzazione" del mondo,come elemento di sopraffazione, di sopravvivenza ed elezione individuale a scapito di altri, il tuo esame di stato per es, oppure la stesura di programmi di allenamento da parte di persone che scrivono di materia che non conoscono semplicemente per costruirsi come personaggio.
Forse Francesca, Mery e le altre sono semplicemente degli eroi che cercano altri eroi nel loro mondo ma che non hanno paura di correre da sole.
Parto dal primo punto per chiederti allora come fai tu ad applicare su te stesso un programma fatto da uno che non ti conosce, che non sa niente di te, che non sa come motivare la tua psiche, che non sa come reagisci a certi carichi, che non sa come recuperi da certi carichi, che non conosce le tue attitudini organiche ed il morfotipo, che ti dice a quanto devi fare un 5000 ed un 1000 senza sapere se corri e sostieni lo sforzo con alti o bassi livelli di lattato e che arbitrariamente ti dice fai la ripetuta e recupera così ed in questo tempo,e che in ultimo non ti segue ogni giorno nel tuo percorso?
L'errore che fanno molti non è solo di rapportare la fatica degli altri alla propria ma di pensare che ciò che funziona per noi sia generalizzabile agli altri e molti ne approfittano.
Diciamo una cosa estremamente scomoda, ci sono persone che mangiano con questo sport e qualcuno a pieno diritto, da questi possiamo avere a distanza delle indicazioni di massima ma non un programma personalizzato, e l'ottimizzazione del programma sta nella individualizzazione e nella possibilità di correlarvisi.
Chiedere a questi "personaggi" un programma di questo tipo sarebbe troppo dispendioso di impegno e di tempo e questo non sosterrebbe il guadagno richiesto.
Noi parliamo di questo mondo e molto spesso interpretiamo i nostri ricordi o le aspettative con il silenzio, altri fanno i programmi e....
Normalmente scosiglio di dare suggerimenti anche a persone che con assoluta buonafede dicono e danno ma su una base di esperienza personale.
La questione è estrememente complessa come è complessa la nostra mente ed i notri intenti.
Torniamo ai nostri eroi in braghette e gonnelle, che ci siano pionieri e qualcuno che sappia sognare al di fuori del coro e fondamentale per "conoscere", Francesca e Mery lo stanno facendo e lo hanno fatto sezza curarsi di essere diverse, forse se abbiamo perso la capacità di leggere negli altri è solo perchè spesso è scomodo rapportarli ai nostri limiti ed alle nostre paure mentre diventa facile criticare o emarginare.

Fatdaddy ha detto...

A volte faccio violenza a me stesso nelle mangiate tra amici per non parlare "troppo" di corsa, credo sia naturale cercare di trasmettere anche ad altri non runner la passione che ci brucia dentro, correndo il rischio di esser poi presi per matti!

Ora Mathias, hai una nuova missione: convincere la tua amica ad aprire un blog per parlare liberamente del running senza che le piovano addosso silenzi improvvisi! ;)

R. Davide ha detto...

brillavano gli occhi..hihi.. termine perfetto..!! descrive in modo perfetto l'appassionato quando parla.

Pimpe ha detto...

e' bello perche' quando ci si parla tra chi vive questa passione si ha la sensazione di essere diventati alieni..
un senso dell' essere qualcosa aldifuori dei comuni mortali.. forse un gradino piu' in su degli umani, verso gli dei..

che figata!

ugo ha detto...

Vorrei fare una precisazione; poco prima di scrivere il mio precedente commento avevo letto un articolo su una importante rivista di corsa, l'individuo scrive di materia medica e non sa nulla di medicina, potrebbe anche avere delle implicazioni medico legali eppure continua a farlo e continuano a permetterglielo.
Io vorrei tanto che questo nostro sport rimenesse quella cosa pulita che noi abbiamo progettato di vivere, che fosse capace di far brillare gli occhi, che fosse libero da invidie e da trucchi o speculazioni e che ci permettesse di tifare per chi è indietro e promuovesse aggregazione e traguardi da raggiungere, purtroppo non è sempre così, per fortuna qualcuno riesce ancora a sognare!

uscuru ha detto...

come piccolo il mondo matth.
hai avuto una piacevole sorpresa.
sarei curioso di sapere cosa avra' pensato "lei"!

Dani Uboldi ha detto...

Concordo al 100% con Ugo sul discorso delle tabelle altrui, ecco perché, pur a volte sbagliando, cerco di far di testa mia, ispirandomi, ora ad una tabella, ora ad un’altra, accettando consigli (a volte preziosi) di amici che corrono (quando e se ci sono), o consigli dagli amici virtuali (i bloggers). La corsa, per noi semplici appassionati e comuni mortali, (almeno che non ci sia stata prescritta dal medico per fronteggiare alcuni problemi di salute) è solo puro divertimento e per questo sono convinto che nelle nostre scorribande giornaliere dobbiamo cimentarci in quello che preferiamo e più pensiamo si avvicini ai nostri gusti e possibilità e che giustifichi la nostra passione. Un addetto ai lavori (allenatore, tecnico ex grande o piccolo atleta, che ora mette al servizio di noi appassionati la sua esperienza giovanile, giustamente guadagnandoci, che mi segua in tutto e per tutto, creandomi tabelle ad hoc, non me lo posso permettere e sarebbe anche stupido averlo a 48nni, visto poi lo scopo per cui corro. Poi immaginate la soddisfazione sarebbe raggiungere il nostro piccolo ma sudato risultato oltre che con i nostri mezzi fisici anche con la nostra testa e cioè con un programma creato da noi! Certo all’inizio ci saranno degli errori di inesperienza o di scarsa attitudine a ciò, ma col tempo si porrà rimedio. I miei allenatori virtuali sono tutti quei runner/blogger, più esperti o meno esperti, che commentano i miei post e disinteressamente elargiscono consigli (comunque qualcuno che ha più ascendente su di me, esiste, ma non lo dico per non montargli la testa o deludere qualcun altro!!!) Tanto poi al 80% faccio di testa mia!!! Ma quel 20 è molto, ma molto importante, credetimi!
L'immagine degli occhi di Francesca che brillano è molto bella. A volte capita anche a me di essere in compagnia di amici o parenti e scoprirmi a far violenza su me stesso per non parlare di corse e allenamenti!!!

Mathias ha detto...

Ragazzi vi ringrazio..che bella discussione sta nascendo..
Ugo ha letto l'altra faccia del fenomeno che stavo descrivendo. Io parlavo del giudicare le performance con dati soggettivi, lui è passato a descrivere il rapporto impersonale tra allenatori talvolta senza competenze e i singoli.
Purtroppo come diceva anche a Daniele, l'accesso ad un rapporto personale con un allenatore è spesso oneroso, spesso chi corre non saprebbe neanche a chi rivolgersi, altre volte è il tempo limitante, c'è chi fa le peripezie orarie per poter correre. Nei tempi sincopati così ci si affida alle tabelle prestampate! Lo so è LIMITANTE. Talvolta lo sento su di me..il programma non sempre si addice, così prendo la licenza di tagliare, aggiungere, inserire allenamenti che l'esperienza maturata grazie alla vostra conoscenza(voi amici che commentate)ed alla curiosità che mi spinge ad approfondire mi suggeriscono. I lenti corsi in una certa maniera, il potenziamento non sono certo frutto della tabella.Sono molto grezzo ancora, ho da imparare un sacco di cose, il salto di qualità lo potrò fare forse con il tempo e con la conoscenza diretta di voi che allenate o conoscete i principi di fisiologia. Per questo mi stimola una pizzata tecnica con Ugo o con chi ne sa più di me(mi ricordo con piacere quella chiacchierata in piedi in pizzeria con Uscuru, quanto più di me ne sa)
Sia certa una cosa: Un domani di sicuro non mi metterò ad allenare o spacciarmi per medico. E' grave la cosa che dici Ugo, ma davvero gente senza competenza scrive di tematiche che non dovrebbero riguardargli. Io l'unica cosa che son buono al momento è parlar delle emozioni che ruotano attorno alla corsa, su una rivista mi azzerderei a parlar solo di questo!!
Su mary: Al telefono ieri le dicevo che è una cavia..letteralmente!Ho la possibilità di studiare da vicino quali sian le trasformazioni su di un corpo umano indotte dalla preparazione di una cento km..Son avidamente curioso!!

@Pimpe: comunque non è che siamo alieni, se tu parli di gergo calcistico tutti ne sanno..pressing, fuorigioco ecc..e nessuno ti prende per matto. Il nostro gergo è di nicchia perché poco conosciuto alla massa (di corsa non se ne parla da nessuna parte!!)

ugo ha detto...

La corsa è fatta per metà di testa e di psiche e tu parli di questi argomenti come riesce a pochi, ti basta rifinire la metà organica e poi sarai un allenatore perfetto!
Per le persone che scrivono senza competenza e fanno abuso di professione ti farò nomi e cognomi davanti alla famosa pizza!
Su Mery: so che farà la parte della cavietta agli occhi di molti, le possibilità di sbagliare esistono e sono concrete ma alla lunga tutto tornerà.
E' la prima volta che mi cimento in una adozione a distanza e questo complica un po' le cose, soprattutto per uno come me che ha coscienza delle infinite variabili da prendere in considerazione e che quindi non ama fare, ancora di più quando non si può discutere o correlarsi costantemente, ma ti confido un segreto, Mery non stà preparando un Passatore ma un 10000 o una 10 se preferisci!
PS non esiste un "ugo pensiero" ma "regole di fisilogia" difficili da ricomporre intorno ad un individuo, ecco perchè tanta confusione e tanti soloni a parlare, è molto più facile allenare se stessi e pur rischiando qualche errore di inesperienza credo sia meglio calibrarsi leggendo e "rubacchiando" qua e là per fare poi la propria sintesi individuale, certo che la variabile della testa è determinante, UN CAMPIONE CON LA TESTA DA GREGARIO NON ARRIVERA' MAI DOVE POTREBBE SPINGERLO IL SUO MEZZO E LA TESTA DA CAMPIONE....aggiungi te il resto!

Anonimo ha detto...

dibattito interessante, come spesso sono i dibattiti con ugo. sono d'accordo con ugo parzialmente, non saprei dire in che percentuale (comunque maggiore del 50).
1)c'è un problema "tecnico" di fondo: CHI DECIDE chi ha competenza e chi no? troppi medici professionisti ho conosciuto (parlo di medici visto che ne ha parlato ugo, ma potrei parlare di qualunque campo) che sparano cavolate, troppi allenatori famosi che sparano cavolate...
2)poi c'è un problema "filosofico": è vero che l'ideale sarebbe plasmare il lavoro sull'individuo sulla base di una conoscenza diretta approfondita e costante, però io sono filosoficamente contrario al voler per forza relativizzare, soggettivizzare tutto al 100%. conformemente alla mia filosofia realista, naturalista e materialista, credo che esistano delle LEGGI NATURALI che almeno IN UNA CERTA MISURA (o se volete, STATISTICAMENTE) valgano universalmente. quindi, conoscere queste leggi, da soli o con l'aiuto anche di una tabella impersonale o di un "consigliere" anche non professionista, può essere UTILE. questa utilità varia in maniera continua, tra l'assolutamente perfetto e l'assolutamente dannoso ci sono infiniti stadi intermedi. alla fine, chi ha ragione e competenza lo diranno i RISULTATI SUL CAMPO, e non escludo che, in alcuni casi, gente non seguita personalmente da alcun allenatore, possa ottenere risultati migliori di chi l'allenatore ce l'ha. luciano er califfo.

Mathias ha detto...

@Luciano: aderisco al tuo pensiero quando dici ci son certe Leggi naturali che valgono per tutti. Il problema è l'esperienza di chi le maneggia.. tanto più il podista è inesperto, maggiore sarà il rischio che esegua allenamenti sbagliati. Es. io so dell'utilità delle ripetute, ma magari le eseguo a velocità troppo sostenute, inutili per addestrare le qualità per il quale son state concepite.. o magari trovo una tabella di un albanesi di turno che mi dice di far 10x1km (utopia) e capita che mi faccio male. Qui viene in supporto l'allenatore o l'esperto che riesce a calibrar come un sarto il programma.
Alla fine dell'evoluzione il podista esperto sarà quello che è in grado di diventar allenatore di se stesso, mediando l'impersonale tabella con i personali consigli che riceve dagli altri evoluti runners.

Divagazione per far capire l'empasse che talvolta colpisce il principiante alle prime armi: "Personalmente, la tabella della turin marathon mi piace, mi spaventa però per il volume di km che genera alla fine, ci son lunghissimi attaccati una settimana con l'altra..non so se organicamente crescerò a tal punto da assorbirli o se sia troppo ambiziosa per il sottoscritto.." e dubbi simili

ugo ha detto...

Sul delirio di ONNIPOTENZA della classe medica gettate benzina sul fuoco, tantè che spesso mi vergogno di far parte di questa categoria, oggi poi che per far diagnosi non si ricorre più alla semeiotica ma alle macchinette.... molti di noi finiscono per essere dei semplici tecnici impegnati a far seguire protocolli prestampati per evitare anche quel minimo impegno nello studio del piano di trattamento....tirate voi le conclusioni!
Va detto però che se si parla di fisiologia o di apparati, gastroenterico ,cardiovascolare neurologico e tutto quello che volete sulla fisiologia dell'organismo, se permettete le lezioni le prendo solo da un medico e non dai cialtroni che scopiazzano qua e la e che non sanno mettere in ordine di consequenzialità una funzione da un'altra!
Parlo solo di quello che spetta ad un medico, ecco perchè esistono gli staff. se sono proprio costretto a fare un programma lo farò da medico ,magari trascurando quelli che sono aspetti di carattere tecnico che invece un tecnico esalterebbe, ma non vado a pontificare, elaboro ipotesi oppure riferisco di altri con i quali mi confronto.
Ho detto che preferisco che sia il singolo a farsi il programma, perchè credo che la propria sintesi, anche partendo da una filofia realistica oggettiva che ci vede tutti appartenere al genere uomo,sia alla fine dei conti più calibrata di chi assume come verbo la parola di individui che in realtà sanno ben poco.
Taglio corto e vi dico dove a mio giudizio vengano fuori le maggiori lacune nei programmi che vedo sparsi e spersi a destra ed a manca.
1) la maggior parte dei programmi trascura l'aspetto Cardiovascolare dell'atleta che si cimenta anche su lunghe e quindi lente velocità.
Un cuore che abbia una frequenza a riposo di 40 pulsazioni/min ed un massima di 170 è un cuore meno potente ed efficiente di uno che a riposo ne ha 55 ma ha picchi a 200. E' complesso ma si deve allenare anche questo e probabilmente Math non sarebbe cosi attento a seguire sul suo cardio la frequenza con la quale corre quel tratto.
2)La maggior parte dei programmi per amatori fanno prevalere l'aspetto resistenza nelle loro sedute come se esista solo questo, non considerando che a tutto l'organismo trova adattamento e che nel corso degli anni quell'adattamento procurerà una mancanza di funzione non tanto muscolare, al muscolo è concesso tutto anche a 90 anni, ma quel che è grave, neurologica , anticipando così il nostro invecchiamento e comunque non ritardandolo.
3) e poi mi fermo,MITOCONDRI QUESTI SCONOSCIUTI, l'incredibile confusione che c'è su ripetute e recuperi e su cui stendo un velo pietoso, parlo solo dei recuperi, tutti, da quello dopo una ripetuta,tempo, corro, cammino, a quello necessario per ricostruire dopo un intenso, ma fondamentale, carico muscolare, è realmente deprimente eppure basterebbe chiedere ai libri o alla recente letteratura e perchè no ad un medico esperto nel settore se un 30 enne, un 50 o un 70 sono uguali. Se questi soloni studiassero realmente e non cercassero esclusivamente nella letteratura un supporto alle proprie convinzioni, probabilmente non esisterebbe un Califfo pensiero o un Ugo pensiero o un Mathias pensiero o un Albanesi pensioro ops o Altri pensiero e probabilmente prima di farsi uccidere dai lunghi Mathias avrebbe preso una telecamera e avrebbe studiato la sua corsa!
E' solo una piccola parte ma per farvi capire come funziona il mondo vi dico solo questo: la tossicità del nimesulide ad alti dosaggi, che voi ora comperate su prescrizione medica, è nota da anni ed anni, eppure sapete quando è stata pubblicata? dopo che è scaduto il brevetto internazionale della ditta che lo produceva.....e noi che ancora speriamo.....
Mi diverte distruggere MITI e darò problemi a chi in buona fede ha elaborato le proprie verità partendo da certe realtà ma pereferisc questa impopolarità!

Anonimo ha detto...

beh, ugo, adesso che ti sei spiegato meglio, la percentuale della mia concordanza ha avuto un picco deciso. concordo su tutti e 3 i punti da te enumerati. sul punto 3 mi sono spesso scatenato. a proposito del punto 1, voglio farti una domanda tecnica, così capisci che ti stimo come medico-atleta: ho letto di alcuni atleti che in allenamento hanno le frequenze molto alte (in confronto alla media), ad esempio parlano di corsa lenta e hanno 160, parlano di medio e hanno 180; a riposo le hanno nella media, 50-60. che ne pensi? luciano er califfo.

Anonimo ha detto...

altra domada x ugo. un paio d'anni fa lessi un'intervista a cosimo caliandro e al suo tecnico, all'indomani della conquista del titolo indoor sui 3000. l'allenatore lodava le nuove tecniche, pesanti sedute di potenziamento seguite da ripetute sui 1000. interrogato sulla possibilità di un dirottamento sui 10000, l'atleta si diceva terrorizzato dalla necessità di fare MEDI LUNGHI di 12-15km (ricordo che cova, panetta e antibo facevano medi di 20km per 7-8 mesi all'anno per preparare dai 3000 ai 10000). insomma: più forza e meno resistenza. i risultati sul campo non mi sono sembrati confortanti. cosa ne pensi?

R. Davide ha detto...

io leggo...non mi lascio sfuggire i commenti..

ugo ha detto...

Luciano mi chiedi di spiegare il mondo in qualche riga.
Le domande che fai sono la chiave fondamentale per la comprensione di alcuni problemi che fino ad oggi non si sono posti semplicemente perchè il fenomeno podismo non si poneva come realtà.
In pratica è studiato solo ciò che ha rilevanza sociale, il singolo problema viene sacrificato e deve morire senza disturbare troppo!
30 anni fa non esistevano settantenni che correvano 4 e più maratone l'anno.
Procediamo per gradi,ma solo per dare un indirizzo alle cose e non per trovare la soluzione di ognuna, altrimenti avrei già cambiato vita.
Il punto 3 è addirittura radicale e dopo ne capiremo meglio il perchè.
Il problema "cardio" è senzaltro più vascolare che cardiaco perchè va da se che un soggetto di 20 anni a livello periferico avrà resistenze ridotte al minimo fisiologico, mentre sarà tutta da discutere la sua capacità di scambio di ossigeno a livello moscolare, la sua capacità di correre con lattato, la sua capacità di smaltirlo o anche di produrne il meno possibile.
Perchè corriamo?
Perchè pretendiamo una buona forma, perchè confidiamo con questa di ritardare il nostro invecchiamento e perchè possiamo ancora provare l'emozione di bruciare la terra sotto i nostri piedi, ma noi, però, " non siamo più gli stessi di quando avevamo 20 anni".
Ne paghiamo il prezzo su alcuni punti che però possiamo compensare con altri.Con l'andare del tempo non si arriva più a superare le 200 pulsazioni al min ma si protende verso una bradicardia, se le nostre arterie periferiche sono sufficientemente elastiche probabilmente il nostro cuore conserverà una efficienza adeguata a sostenere abbondantemente i picchi di prestazione richieste anche in una ripetuta velocissima o in una pendenza da infarto.
Durante la corsa il rischio di infarto aumenta di 7 volte, eppure muore solo chi ha malformazioni, turbe della conduzione non diagnosticate o chi fa accidenti vascolari (aneurismi).Una percentuale ridicola rispetto ai praticanti, questo vuol dire che noi podisti abbiamo un cuore decisamente resistente ma non vuol dire che sia altrettanto efficiente!
Questa efficienza si può allenare e non solo aumentando il range di utilizzo del nostro organo ma curando tutti quegli aspetti che ne riducono le resistenze,allenamento mirato ma anche...ti ricordi il discorso fatto tempo fa sulle diete? E' un cane che si morde la coda e le risposte assolute non le conosco o se vuoi ancora c'è troppa confusione.
Per quanto riguarda questo fantomatico range risulta essere evidente che per trarre indicazioni sull'argomento è necessario introdurre variabili fondamentali come l'età, le caratteristiche morfologiche, tipologiche, brevilineo, logilineo grasso, magro ed infine le attitudini individuali e quanto nel corso del tempo siano state coltivate.
Veniamo a Cosimo Caliandro: un allenatore ha quello che si ritrova ed è chiaro che se hai un buco libero sui 3000 ma possiedi un 800 metrista farai in modo di esasperare certi allenamenti per portarlo al limite di quella distanza. Anche un diecimilista puo fare la stessa cosa partendo però da caratteristiche organiche completamente diverse e con un indirizzo di allenamento altrettanto diverso, succede in tutti gli sport dove ci siano categorie, e succede che i poveri allenatori finiscono per spremere il massimo da ciò che hanno e spesso forzano quel limite dove oltre non possono andare.
Ma noi non siamo più dei ventenni da estremizzare su una distanza, a parte il fenomeno Cova che dopo trentanni ancora non sono riuscito a spiegare e sono sicuro che tanti aspetti non ti siano chiari neanche a te, noi amatori abbiamo bisogno di tenere più svegli possibile i nostri organi ed i nostri sistemi, quello neurologico e cardiovascolare su tutti. Questa è una esigenza completamente diversa, rispetto alla razza dei ventenni, che gode e subisce varianili rispetto a quel modello a cui tu fai riferimento.
L'approssimazione a cui mi riferisco quando si considerano dei programmi e relativa proprio a queste variabili che si complicamno con l'andare del tempo.
Faccio un esempio,alleniamo luciano: tutto piano e pendenze limitate al 5%, età, morfologia, attitudini individuali alla velocità o alla resistenza,la tua capacità di correre con il lattato,la capacità di smaltirlo, di non produrne, in pratica MITOCONDRI quanti e di che grandezza, struttura mentale più orientata verso i lunghi o le brevi, periodi di trasgressione, capacita di sostenere un carico e che tipo di carico, tempi di recupero dallo stesso a seconda della intensità dello stesso, propensione ai traumi muscolari, articolari in funzione del carico, come potenziare il suo apparato cardio vascolare, come potenziare la sua struttura muscolare senza rischiare quella articolare, come riattivare il sistema neurologico preposto, se e come ovviare a problemi posturali, dinamica di corsa, intolleranze alimentari, motivazioni, psiche ed aspetti psicologici legati alla corsa.....vuoi che continui?
E' chiaro che non si finisce più e probabilmente staremmo ancora fermi lì a decidere se iniziare a correre o meno, è per questo che concludo spesso col di dire che in fondo la cosa migliore sia proprio quella di leggere e testare su se stessi, con il tempo, per gradi ed a piccoli passi, mi fido molto di più delle considerazioni che potresti fare su te stesso dopo anni di tue verifiche sul campo, di tutte le elugubrazioni teoriche che potrei far pesare dal "ruolo che mi è stato conferito". Per capire di te molto meglio leggere e pensare su ciò che è stato scritto e lasciarti la sintesi finale, che poi non sarà l'ultima è meglio, è logico ed è nel naturale crescere delle nostre conoscenze.
Ma è chiaro però che chi scrive deve sentire il peso di questa responsabilità e non può, prescindere dal fatto che molte persone ricorrono a questo per orientare se stessi e che quindi cio che scrive debba scientificamente orientato e non utilitaristicamente accomodato.
Sul problema cardio poi orientiamoci anche sull'aspetto pressorio, importante almeno quanto se non di più di quello della frequenze. Dobbiamo poi riconoscere che chi scrive sull' argomento qualche variabile dovrebbe considerarla sempre che la conosca?!?!?
Lucia' me sa che al Vivaro invece di correre chiacchieriamo!

Anonimo ha detto...

vabbè, troppo complesso per sbilanciarsi? circa il "cardio", ti dirò che a 20 anni avevo una fc max di oltre 200 (oggi 185?), ma la corsa lenta avveniva in un range tra 130 e 140, e la corsa media intorno a 160, proprio come oggi (ma allora a velocità 40"/km maggiori, naturalmente...). mi sorprende vedere ragazzi 28enni che fanno il lento (dicono) con la fc a 165!
circa cova... i pensierini mi sono venuti: troppe vittorie e pb relativamente modesti. a quei tempi si parlava di automotrasfusioni e comunque tutto il movimento mondiale era meno controllato di oggi... poi, con un presidente della iaaf italiano... er califfo.

Anonimo ha detto...

volevo dire: autoemotrasfusioni.

ugo ha detto...

Effettivamente sorprende anche me e mi sembra un valore molto,forse troppo alto, certo è che il mondo dell'atletica, come quello del ciclismo ad alti livelli sembra essere cantaminato da qualche ""virus"" capace di modificare dal punto di vista organico.
Mi sa che tra un po' ne verranno fuori delle belle ed allora dovremo istituire 2 campionati del mondo,2 Olimpiadi e tutto il resto sempre che sia possibile distinguere.
Sono per una atletica leggera pulita e forse il podismo amatoriale può salvarla.
Meno male che Luciano non mi lascia da solo a dire cose scomode....
Comunque 185 di FC massimale è ottimo anche se bisogna rapportarlo alla fraquenza a riposo, sarebbe stato interessante valutare, invece, i valori pressori relativi a quell'impegno muscolare ed il tempo con il quale la tua pressione ritornava al valore iniziale, questo parametro, che puoi repertare con un apparechio rilevatore da sforzo, cicloergometro o altro, avrebbe definito le differenze di resistenza periferica tra ora ed allora.
Ci sono dei parametri standard relativi all'età e sono sicuro, soprattutto per chi si allena anche in velocità, che i tuoi sono più che buoni,ma non trascurare di farlo ora ,potresti avere un termine di confronto utile tra 10 anni, le differenze tra ora, allora e nel futuro potrebbero ritrovarsi proprio lì
Una variabile è rappresentata dalla predita di efficienza del sistema nervoso, più è integro e meglio si realizza il cosiddetto fenomeno del Reclutamento muscolare, ma anche quello si può riallenare oltre che trattare, vedi studi sugli antiossidanti....se ti dico che c'è tanta carne al fuoco sarai di certo contento....
PS la tua attenzione e la tua vivacità mentale costringono anche me a pensare e sai bene che per categoria "noi medici" facciamo un po' di fatica!
@R Davide e gli altri,anche se non commento vi leggo spesso ed apprezzo, ho grande considerazione e vivo con profondo rispetto la vostra attenzione!

Anonimo ha detto...

ugo, per chiudere faccio alcune considerazioni circa la mia posizione in questi blog. al di là del piacere di discorrere e anche farsi due risate tra amici, sono anche uno di quelli che elargisce consigli, fatto di cui mi pare di aver capito la tua contrarietà, che rispetto. condivido il tuo discorso sulla necessità di uno studio e una sperimantazione personali, ma studio e sperimentazione devono partire da qualcosa. questo qualcosa può anche essere un'asettica tabella o i consigli di qualcuno. pochi hanno il tempo e la voglia di impegnarsi nello studio, il quale poi si andrebbe a basare su fonti la cui "competenza" nessuno può certificare al 100%. cerco di capire i bisogni atletici della persona e anche se mai si potrà raggiungere il massimo, si può raggiungere un intervento sufficientemente UTILE. poi ci sono le famose "leggi universali". esempio pratico: se uno prepara mezzemaratone e fa solo corsa lenta e ripetute 5x1000 con recuperi 4' da fermo, non ho alcun dubbio a dirgli che se per gradi arriva a fare medi di 15km e ripetute 4x3000 rec.1km cl, sicuramente otterrà risultati migliori (e di brutto). non dico che il 5x1000 r.4' sia sbagliato in assoluto, è sbagliato relativamente all'obiettivo posto. potrebbe essere una seduta esatta se l'obiettivo fosse quello, per esempio, di mantenere in tarda età un esercizio di velocità e di efficienza del motore cardiaco, ma in questo caso consiglierei ogni tanto di preparare un 3000 o un 5000...se non un 1500, nel caso capissi che le sue strutture sopportano le alte velocità.
non da ultimo "sfrutto" i blogger per apprendere, tramite lo scambio di informazioni e lo studio statistico: ho studiato le performance sulle maratone autunnali di 45 bloggers, la preparazione, gli SCARTI con le loro prestazioni sulla mezza e sui 10km (che secondo me sono un indicatore della bontà della preparazione sostenuta). scopo dello studio è la ricerca di eventuali correlazioni tra le prestazioni che giudico "buone" (9 su 45, a prescindere dal valore assoluto) e caratteristiche comuni nella preparazione degli atleti che le hanno ottenute. certo bisognerebbe avere migliaia di dati raccolti per anni...(ma che mi pagano?). questo dovrebbe coincidere col tuo "studio/esperienza personale", no? luciano er califfo.

Anonimo ha detto...

ho sempre avuto la pressione bassa, a riposo. non conosco la mia pressione sotto sforzo. la fc a riposo varia tra 40 e 50, secondo il livello di allenamento. il 185 di fcmax è stimato, alla fine di una seduta di ripetute (le faccio con recuperi molto brevi, quindi non sviluppo velocità eccessive) a volte raggiungo 180, ma magari al termine di una seduta veramente lattacida potrei anche superare i 185...er califfo.

Mathias ha detto...

io mi sento un pò un presentatore tv tra due illustri luminari.. mi fa piacere che si crei confronto e.."consigli per gli acquisti! ci vediam tra poco", scherzo!! Lucia quindi te raccogli dati su di noi e ci osservi, ti dico che non mi suona strana la cosa. Hai una conoscenza così approfondita dei singoli bloggers che a monte doveva esserci per forza una analitica e non frammentaria consultazione dei nostri spazi. Io li visito come te, ma a volte perdo d'occhio l'allenamento complessivo che sta seguendo l'amico che leggo :-) non ti dico che sei matto perchè sennò mi mandi tuo figlioletto a menarmi e poi perchè anche questa è passione: la corsa si può praticare, raccontare, ma anche studiare come fai te..

Anonimo ha detto...

guarda che MATH sei tu, non io... potrei mandarti mio figlio o, alla bisogna, uno dei miei suoceri, capitano della polizia militare, una ottantina di tacche... il mio folle studio? non lavoro, non ho niente da fare, ho tempo da perdere... da lassù LUI vi osserva...........
er califfo satellitare.

ugo ha detto...

Mathias allora i matti sono 2,anzi mi sa un bel po' di più.
Concordo a pieno, in termini di alternativa o ci si fa studiare, o si delega ad un qualsiasi altro ma questo qualsiasi altro deve essere qualcuno capace di sintesi,e non ce ne sono molti, prescindendo dalla esperienza acquisita su se stesso, oppure si è un self.
Diciamo che l'ago della bilancia dipende dal grado di spremitutra del soggetto.
Hai, per es, visto che cosa succede se fai ripetute in cui sviluppi grandi velocità e magari dai tempi di rec più lunghi?
Pizzolato sostiene che ripetute con brevi tempi di recupero servano per ovviare a ritardi di preparazione e che al contrario si porti più al limite la nostra macchina anche se in tempi più lunghi!
A me sta a cuore la maggiore efficienza possibile dei nostri organi ed apparati,il resto è una conseguenza!
Quelle tue verità oggettive funzionano per forza poi, se consideri che il detto atleta passi da un allemaneto del piffero ad un allenamento che gode della tua sintesi, gli hai fatto fare gia un bel salto, estremizzare potrebbe essere un altro conto e magari essere la tua prossima sintesi, e perchè no migliore della mia!
Anche io ho molta stima di te e della tua intelligenza e qui su questi blog ci sono veramente tanti esseri pensanti,lo considero quasi un miracolo rispetto al mare di mediocrità nel quale viviamo ed è per questo che mi sono un bel po' risentito al ripetersi di certi articoli!