Pages

sabato 7 novembre 2009

Nella penombra della memoria..

Gli applausi, gli accordi di chitarra nella penombra dello scantinato riadattato a locale. Luci soffuse e cappa di fumo. Io con gli altri schiacciato nel piccolo spazio per assistere ad una esibizione live. Quando gli accordi provati si trasformarono nelle note, chiare e precise di Come as you are, un'onda emotiva mi travolse. Lo sapevo, nella sera di perduta memoria di non so quanti anni fa, che quel momento si sarebbe impresso indelebile dentro di me. Era una sera come tante, più di una decade è passata. Ma quella serata, quel contesto l'ho memorizzato ed ora mi ritorna prepotente ogni volta che ascolto quella canzone. Si fa carica di nostalgia, mi vengono anche i i lucciconi agli occhi, i volti di amici ora lontani, altri persi..conoscenze, tutto mi ricordo. E' tutto volato via. Gli anni spensierati ed in fondo un po' innocenti di quell'epoca adolescenziale si son persi nelle pieghe della memoria, ma le canzoni li cristallizzano e li rendono in un certo senso immortali. Ogni età ha le sue note che la narrano. Situazioni di vita e strade percorse si accompagnano a certe colonne sonore e solo a quelle. Mano a mano che cresco riesco a percepire con chiarezza quando un momento ritornerà a "perseguitarmi" negli anni. Ho percepito così la stessa sensazione quando percorrevo gli ultimi metri della mia prima maratona, sapendo che quello sarebbe stato un momento magico. Vorrei riuscire a diventar sempre più bravo ed ad attivar tutti i sensi di fronte alle onde emotive che talvolta mi colpiscono. Spesso infatti non ne sono consapevole e mi trovo a far i conti con dei dettagli sfumati, non percepiti. Voglio invece ricordarmi di ogni volto, ogni sorriso, prima che l'eterno mutare delle cose me ne faccia perdere i contorni di come era e come non sarà più. E poterlo così rivivere, nitido, in quei minuti in cui una canzone mi aiuti ad evocarlo dinanzi agli occhi!

9 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Nello sforzo di abituarsi a ricordare si commette l'errore di vivere gli eventi con una sorta di distacco.
Io ho una memoria da elefante(te lo giuro), specie sulle gare, ma anche nella vita vissuta, ho 50 anni e ricordo tante cose che altri non ricordano neanche in 2 secoli.
Se vedo in TV un posto nel mondo dove sono stato anche 20 anni fa è come un lampo tutto mi torna alla mente.
Torno all'inizio del concetto e arriva il mio difetto: mentre vivo l'evento non mi riesco a lasciar andare... e mi sento sempre spettatore.

Forse un "grande" alla Math, potrebbe riuscire in entrambi gli scopi.

Anonimo ha detto...

io invece ho una pessima memoria...
vivere gli eventi con distacco, mi accadeva in italia, mi sembrava di vivere in un film.
math, anch'io mi diletto con la scrittura, stile un po' diverso dal tuo. sono certo che 8 blogrunners su 10 ne rimarrebbero inorriditi.
luciano er califfo.

Walter ha detto...

La musica ha un potere unico,emoziona,coinvolge e scatena ricordi inaspettati.
Ci sono delle canzoni che ci rimangono dentro,per il periodo particolare o perchè sono legate a un particolare momento della nostra vita..
La musica è questo è altro ancora..

the yogi ha detto...

da sempre la musica scandisce le stagioni della nostra vita, per questo cambia sempre, per non cambiare mai....
ps. quindi, fammi capire, hai sentito i nirvana dal vivo?

Daniele ha detto...

Bello!!! Togli però quel "suddetta"... :-)

Mathias ha detto...

voglio tranquillizzare..i nirvana erano solo una reinterpretazione di un gruppetto locale, chi si ricorda più il nome, che si esibiva nei locali.
@giancarlo: molte volte anche io ho la sensazione di esser spettatore. Il mio carattere riflessivo non si lascia mai andare in pieno. Io ero uno di quelli sfigatelli che alle feste liceali dove si ballava stava defilato a sorseggiare birra. Al centro della pista, con gli occhi puntati addosso, non ho saputo mai starci
@califfo: se vuoi ti ospito uno scritto..vediamo se scappano :-p
@walter: condivido..
@dani: l'ho modificato faceva cacare quel termine veramente.. sempre meglio di supposta

Anonimo ha detto...

io alle feste ero timidissimo.
scena alla troisi:
la prima volta che ci provai con una pischella, ci ballo, poi gli faccio (sconfitto in partenza) "vuoi uscire con me?" e lei "...SI'..."
subito dopo scoppia una rissa violentissima, tutti scappano e la pischella sparisce.

ma in galera c'hanno internet?
no, perchè se pubblichi un mio racconto mi (ci) danno apologia di reato, vilipendio alla religione, molestie, minacce, lesioni, associazione a delinquere, insurrezione e forse pure calpestio delle aiuole.
luciano er califfo.

Ezio ha detto...

Vedrai che col tempo la sensazione di essere spettatore cambiera' e verra la voglia di essere protagonita. A me e' successo cosi' ...purtroppo direi in vecchiaia. Prima odiavo essere fotografato...vivevo sul bordo della vita e guardavo cio' che succedeva al centro. Grazie a tante cose, almeno un po' sono migliorato.Bravo mi piacciono sti post.

Anonimo ha detto...

Sarà per quello che tendo a fotografe tutto o quasi e sentirmi sempre un pò malinconico...alle volte penso che bisogna pensare a ciò che arriva invece che tendere a pensare sempre di tenere vivi i ricordi del passato..almeno...a me alle volte capita questo..e ogni cosa nuova entra nel passato e ci ripenso per parecchio e sento che mi sfugge...

Ribichesu Davide