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mercoledì 25 febbraio 2009

Il gioco del padre e del figlio by..Ugo (l'istintività della corsa dei bambini vi appartiene?)

Il post sotto è recentissimo, ne avevo promesso un altro sullo stile, ma nella notte Ugo mi ha postato uno scritto che mi ha chiesto di pubblicare, quindi do priorità a questo. Non ci ho capito molto in principio, rileggendolo poi ho colto.. viene tirato in ballo qualcuno di voi..spero che tutti gli interessati leggano. 
"
Leggere per poi fare sintesi, ma non si puo' arrivare ad una sintesi se non si ha cosa da cui trarre sintesi.
Conoscere o imparare da se stessi permette di raggiungere alcune verita' ma le nostre non sono tutte e soprattutto non sono quelle di tutti e quindi chi scrive fa sintesi sulle esprerienze altrui e sulla estrazione da cui derivano i propri studi....... complesso..... che lo vogliate o no questa e' la corsa, un insieme di argomenti che si abbracciano e si fondono da creare una frequenza infinita di soluzioni.
La semplificazione? La mia?!?Dinamica di corsa e....andate a vedere correre i bambini!
Non mi picchiate ma credo faccia bene a tutti riflettere su cio' che scrivero', vi assicuro e' solo una impressione,prendo a pretesto chi ha commentato facendolo diventare un gioco ma non c'e' presunzione.
Il gioco del padre e del figlio
@ Fat prova a correre come tuo figlio.
@ Ribichesu Davide ,difficilmente i figli educano i padri,forse il tuo gesto e' troppo naturale per essere educativo.
Mi sono informato ma la tua foto parla abbastanza! 
@ Gian Carlo, vederlo e' un piacere, corre come un figlio ma lo sa?
@ Michele, corre come un padre e cerca come mentore il nonno.Troppo comodo per essere giustificabile con la filosofia del K.
@ Alvin, e' un figlio di razza che si allena come un padre.non me ne volere,io faccio il tifo per te!
@ Mat, sogna, sogna di correre da figlio ma intando la coscienza di aver cominciato lo fa vivere di corsa!
@ Lucky73 non lo conosco ma suppongo che chi e' suo amico sappia come corrono i figli e glielo dica!

In sostanza, qui riprende a scriver Mathias, è una dissertazione sulla istintività di corsa dei bambini, che dovrebbe appartenere anche al nostro modus di correre da adulti. Crescendo il bambino che è in noi tende a svanire..fortunati son quelli che lo tengono vivo e la corsa è uno di quei campi in cui ciò può avvenire. Su di me Ugo ha ragione..sogno di correre da bambino, ma fino ad ora sono stato schiavo dei pregiudizi che mi porto dietro(non l'ha scritto, ma il concetto me l'aveva espresso). Il mio problema alla gamba mi ha fatto vivere due anni di corsa con il freno a mano tirato, dove la mentalità era quella di un  anziano che sospirava "certe cose non me le posso permettere..io son diverso..io ho questo problema".. una giustificazione per non andare a cercare i miei limiti, che comunque intuisco son molto più avanti di dove li creda attualmente (o li credevo fino a poco tempo fà)

10 commenti:

Frate_tack ha detto...

Ci sono limiti mentali e limiti fisici Mat. Bisogna sognare di azzerare i limiti fisici (consapevoli di sognare) e superare i limiti mentali che ci bloccano. Perchè un limite è messo li solo per essere avvicinato e non superato! Tara i tuoi target e setta i tuoi limiti fisici e vedrai che correrai nella serenità più assoluta!

Fatdaddy ha detto...

Mumble...mumble...
Recepisco il suggerimento, credo di capirlo ed in fondo l'istintività della corsa la ritrovo in quei (rari?) momenti di corsa che io definisco "corsa zen".
Più difficile per me trovarli quando a dettare le sensazioni sono tabelle di tempi e ripetute da eseguire...ma ci sto lavorando! ;)

Mic ha detto...

Fatico a seguire la dissertazione di Ugo, mentre mi pare di capire meglio dal finale. Io non so che pensare: non so se mantenere lo stupore continuo, l'entusiasmo e la gioia di un bambino sia un dono, una fortuna, oppure se si tratti di uno stato d'animo da ricercare. Sono + propenso per la seconda ipotesi, non solo nella corsa, ma nella vita in generale. Math, quello del freno a mano tirato, è un atteggiamento molto comune nella corsa. Spesso non conosciamo i nostri limiti e abbiamo bisogno di conferme per portarci un pò + in là. Per quella che è la tua lunga corsa, io ti faccio il tifo, urlandoti: "CORRI MATHIAS!!"

Mic ha detto...

CASPITA, HO SBAGLIATO! SONO + PROPENSO PER LA PRIMA IPOTESI: è UN DONO.

GIAN CARLO ha detto...

5 anni fa scrissi questa cosa,,all'interno di una cronaca di una mia gara:

In settimana ho vissuto una controversa esperienza paterna, assistendo alle gare scolastiche di corsa all’impianto delle Tre Fontane all’Eur. La mia bambina ha dapprima vinto la gara dei 200mt tra le femminucce della sua classe con una clamorosa rimonta negli ultimi 30 metri, e successivamente è arrivata prima anche nella finale di tutte e sei le prime elementari della scuola.
In questi anni ho speso fiumi di parole per convincerla che il bello dello sport è tutto racchiuso nel partecipare. Le ho detto mille e una volta, che lo spirito agonistico deve essere gestito con auto ironia e molta serenità, ed ecco che me la sono vista davanti, sull’ultimo rettilineo della finale, con gli occhi spiritati, in completa trance da competizione, mentre va a prendersi una vittoria all’ultimo metro su “avversarie” probabilmente più dotate di lei.
Reprimendomi, ho cercato di gioire con lei il meno possibile, smorzando subito l’accaduto, perché ad una prima reazione d’orgoglio è subito subentrato un timore per quella cattiveria che è saltata fuori dal suo faccino d’angelo.
Se è vero che, tale padre tale figlio, evidentemente ho predicato bene, ma razzolato malissimo.

Dico cio' perchè ho studiato sempre con attenzione mia figlia quando corre, quando saltava in aria e ricadeva a terra facendo la spaccata, quando faceva l'angelo con i pattini a rotelle o ora quando fa i tornei di pallavolo o si butta come una pazza con gli sci dalle piste nere... lei è oggi come ero io da bambino.
Quindi prendo il complimento di Ugo e me lo tengo stretto, ma oggi non è così, fatico per salire a cavallo della MTB, non potrei mai fare 100 in meno di 15 secondi se prima non mi scaldassi 30 minuti e poi facessi 20 allunghi etc etc... ...prima ero dinamite ora sono una miccetta... anche se paradossalmente(ma grazie all'allenamento) sulla corsa di tenuta ho perso molto meno.

Ribichesu Davide ha detto...

Scusate, sinceramente non ho capito il punto sul mio riferimento..me lo spiegate?? veramente..non ho capito che vuol dire..Grazie.

ugo ha detto...

Permettetemi di spiegare cio' che non e' chiaro soltanto alle fine e uno ad uno affrontero' tutto il seminato!

Alvin ha detto...

Ugo, non me ne volere tu, scusami ma non ne ho capito molto... se intendevi dire che: corro per divertirmi come lo farebbe un bambino, beh, questo è sacrosanto, ma sul: si allena da padre...mi darebbe idea di allenamenti seri e ben pensati...o forse è perchè voglio fare cose che non posso permettermi di fare? Boh, illuminami!

Lucky73 ha detto...

In effetti anche io ho capito poco......forse perchè son stanco dalla ciaspolata?

Vado a nanna ci sentiamo domani (ero curioso!!!!!!!!! ma non ho capito niente :-))))))

Anonimo ha detto...

GIANCARLO: beato te che hai la figlia spiritata!
UGO: il problema è che se corri "come i bambini" non vai ad allenarti! la programmazione dell'allenamento è già di per sè un "dovere" da "padre". ciò che facciamo noi non è totalmente libero e spontaneo... e non è manco necessario, non dobbiamo correre appresso a un cervo per una settimana con arco e frecce per mangiare. "come un bambino", ad esempio mio figlio? a 6 mesi si metteva in piedi reggendosi sul bordo della culla e faceva una cinquantina di volte al giorno serie di 20 balzi... 1000 balzi al giorno. ha sempre avuto la dinamite nelle gambe e sono certo potrebbe essere un campione. a correre mette in riga tutti nel quartiere e a 7 anni lo portai per scherzo a fare un 100m scalzo su sterrato e fece 17"5. il problema è che non gliene frega un tubo! luciano er califfo.