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martedì 8 settembre 2009

Correre con un passo migliore, quasi un intento filosofico per donarsi corse più belle. Mumble su 20 week di Ugo training(Ora si svolta verso Firenze)

Avevo tirato insieme un post di considerazioni dopo 10 settimane.
Parlava della bellezza del nuovo corso di allenamenti e del fatto di non aver un ritmo da rispettare.
Ora che ne son passate 20, posso gettare qui ancora qualche mumble, per far capire alcuni aspetti.
Quello che seguo è un non programma in fondo. A chi mi chiede quale è il mio obiettivo, potrei rispondere Firenze, dal momento sapete mi son iscritto. In realtà la maratona è solo una svolta rapida, un passaggio di un viaggio molto più lungo che, in sè considerato, non ha meta. Si perde all'orizzonte ed insegue la ricerca delle potenzialità del mio corpo. Ricerco la mia perfezione non per gioire di un crono fantastico. Ecco magari suonerà strano che io, puntiglioso, non abbia obiettivi di tempo, di prestazione e potreste andarmi a prender qualunque punto del blog in cui ho esultato per una performance per smentirmi. In realtà, lo raccontavo anche a Graziano, amico che scrive dal Senegal e che ieri ho conosciuto di persona (ve ne parlerò), l'intento è più filosofico. Se io sboccio e mi dono un passo migliore, la mia corsa può diventare sempre più godibile e bella. Una percezione che non si ritrova solo in una gara uscita bene, ma mi può accompagnare tutti i giorni. (la vostra corsa più bella coincide con una gara? per me i metri finali di New York in lacrime svettano nell'album della memoria in modo intenso, ma si mischiano a tanti altri piccoli momenti vissuti in corse senza data.)
Quel lungo dell'altro giorno è emblematico per dirvi. Mi son regalato 2h10 di corsa percependone poco più di un'ora. Fresco ed in spinta, liberato dall'ansia di me, ricettivo coi sensi al mondo esteriore. Ora, credetemi che fare 24km a magari 1'/km più lento, come poteva capitar un pò di tempo prima, mi avrebbe portato a sensazioni più sofferenti. Quando hai la macchina in panne, sei totalmente concentrato alla guida, può divertirti e rilassarti con ciò che ti circonda? Per questo serve, e mi ostino a trovare, la padronanza del mio mezzo.
Il crono un giorno non migliorerà più, però se io mi preparo a vivere quel momento (in onestà ancora lontano) con questo approccio mi salverò forse da quella malattia che prende gli agonisti: la demotivazione per il ristagno della performance e l'abbandono(Nei casi più tristi si assiste ad un ritorno alla sedentarietà!). Lasciare per una motivazione così vuota uno sport che fa bene al fisico e alla mente non l'accetterei. Voglio rifuggere dall'obbligatorietà morale di aver una gara da dover fare, che mi dia il responso di quanto valgo e che mi giudichi. Non l'accetto. La schiavitù quasi che si viene a creare tra il podista e la competizione al quale iscriversi, che non mi colga mai! Già la vita è un eterno esame cavolo..almeno quando vivo una passione bella, preferisco esser più frivolo ed "irresponsabile".
Sto divagando(devo far un post su un articolo letto che si legherebbe a quanto ho detto nel paio di frasi precedenti).. torno un attimo in tema. Vado a girare ora verso Firenze (o meglio è lei che viene verso di me, che mi incrocia quasi.. per caso :-) )
La 5° tabella propostami mira a finalizzare l'evento. Esco dal "non programma" ammantato dallo scopo filosofico di cui vi ho parlato e mi pongo un obiettivo intermedio. Dovrò mollare un pò i ritmi di corsa in certe sedute. Il senza ritmo con cui interpretavo talune corse di ripetute e simili era troppo intenso, me lo ha fatto capire Ugo. Molti allenamenti li ho toppati perchè volevo tirare al limite e questo non me li ha fatti concludere. Ci vuole una certa padronanza di sè per non lasciarsi trascinare a voler siglare ad ogni occasione dei best of.. (un caso su tutti, ve lo dicevo, la salita di scala piccada che è un mese che l'abbandono a metà per l'eccessiva irruenza con cui la prendo!)
Voglio andare più piano e finire gli allenamenti, usare la giusta chiave d'interpretazione.
Esco dall'estate avendo seminato un buon numero di km, essendomi allenato in condizioni difficili, disagevoli a volte. Le mie prestazioni son da un paio di mesi in uno stallo apparente. Non ho avuto gli exploit degli inizi, ma su tanti piccoli fronti son in miglioramento. La maggior facilità di tener il passo sul filo dei 5'/km non ha un riscontro visibile all'esterno, ma è una bella sensazione che mi coccolo dentro. Segno poi certi picchi di velocità come quelli raggiunti in alcuni 200 (34").
Quello che verrà in seguito lo aspetto con curiosità!

25 commenti:

Edoardo ha detto...

Approvo e sottoscrivo in toto ciò che hai scritto. Migliorare fa sempre piacere, ma quando anche il cronometro non regala il sorriso, credo che la facilità con cui si corre e soprattutto la rilassatezza a cui si arriva facendo cose che mesi prima richiedevano un certo sforzo mentale, prima ancora che fisico, sono gioie impagabili. Il cronometro è un momento, le altre te le puoi tenere a lungo, per tutto il tempo che vorrai (basta non smettere! :-D)
Personalmente, uno dei lavori "mentali" che sto cercando di fare nei miei allenamenti è proprio da un lato "percepire il ritmo", cercando di sentirlo e mantenerlo; dall'altro, cercare - come giustamente dici - di autolimitarsi, di non andare sempre al 100% come se ogni allenamento fosse una gara. Quello che sento è che si baratta una effimera ed apparente soddisfazione con una subdola stanchezza che porta a rendere meno l'allenamento successivo, senza contare il rischio di farsi male.
Grandiose quelle tue 2 ore corse in scioltezza e ad un ritmo ragguardevole! Guardati indietro 1 anno: l'avresti mai detto? Io un anno fa correvo meno di 8Km (no riscaldamento), andavo più lento di 7'/Km con il cuore sopra i 150 e dovevo correre giorno sì giorno no perchè avevo le gambe stanche. Oggi 10Km li corro in relax assoluto a 5'45"/Km con il cuore che a volte non arriva a 140 battiti e il giorno dopo non mi sembra neppure di aver corso. E, soprattutto, MI GODO OGNI MINUTO CHE CORRO. Davanti a questo, è importante il cronometro?

Drugo ha detto...

Concordo, l'allenamento e un minimo di ambizione cronometrica serve anche a questo. Migliorare le proprie sensazioni di corsa, volare sull'asfalto e non più "arrancare". Oltretutto è un bel modo per continuare ad impegnarsi in questo sport così appassionante.

Fatdaddy ha detto...

Condivido (quasi tutto) il tuo pensiero: il divertimento, lo star bene con sè stessi, il progredire fisicamente deve essere l'obiettivo principale, anche a discapito di un PB.
La preclusione alla condivisione piena nasce da contesti per noi due differenti: ti puoi permettere un orizzonte lontano e nascosto se hai piena e totale fiducia in chi è al timone della tua nave ed in Ugo tu hai trovato il tuo capitano di lungo corso.
Io sono un navigatore solitario e se non vedo l'orizzonte, rischio la collisione...

GIAN CARLO ha detto...

Mi permetto di dissentire parzialmente, se ci fosse gioia "particolare" quando ci si migliora io non potrei provarne + e invece riesco a godere lo stesso !!!!!

Mathias ha detto...

Parto al contrario
@giancarlo: la penso come te. La gioia del miglioramento è una tappa intermedia. L'obiettivo di lungo corso,la ricerca del passo più spedito che ho menzionato, è per arrivar lì dove sei te: avere una corsa bella e sostenibile, rotonda, che mi porti in giro. Tu l'hai ottenuta e gioisci ogni giorno di questo. Sei una macchina che si conosce! Hai un rapporto equilibrato con l'agonismo e non sei stato vittima dell'abbandono (che pure qualcuno lo coglie per le motivazioni che dicevo)
Quando si è imperfetti invece non sempre si prova piacere per il proprio gesto, c'è molta sofferenza nel gestire certe corse e tutto è avviluppato dalle sensazioni di disagio che ci rimanda il corpo. Ad andar più piano si fa più fatica. Godo molto di più ora che un tempo, me ne sto rendendo conto.
@fat: Ugo non sarà per sempre..però mi inculca metodologie e approcci che un giorno potrò replicare da me, unendo anche i consigli degli altri. La ricerca del miglior sè può esser fatta anche da autodidatti però. Vedi che anche tu stai naturalmente tendendo verso un Fat dal gesto più bello. L'obiettivo è utile, usalo come una liana. Il mio discorso puntava a dire, spiccio che c'è gente che si immedesima troppo con una gara e..la vive male! Se non è questa liana è la prossima..
@drugo ed edoardo: avete colto il senso..è un volere fuggire dall'arrancare e far con semplicità ciò che sin a qualche mese prima si faceva con fatica!!

Mic ha detto...

Concordo su molto di quello che dici, ma ho una visione parecchio diversa riguardo alle competizioni. Anch'io corro per stare bene, ma la gara è un grosso stimolo, che finalizza una preparazione. Non schiavitù, ma sfida. Innanzitutto con me stesso. Fra quelle che sono le mie paure nel campo del running c'è il farmi male seriamente da non poter + correre e il momento in cui non migliorerò più. Essendo un agonista so che potrebbe essere demotivante, ma spero comunque di riuscire a pormi nuove sfide; penso però, che potrebbe essere altrettanto demotivante correre le gare senza l'impegno di tirare fuori il meglio di sè stessi.
Infine rispondo alla tua domanda: sì, la mia corsa più bella coincide con una gara, la mia migliore di sempre per la prestazione, corsa in pista, col tifo di parecchi fra amici e familiari.
Guarda che stasera seguo le tue dritte e poi ti faccio sapere com'è andata!!

the yogi ha detto...

la corsa è un pretesto, lo sappiamo, l'obbiettivo resta un mistero... *non correre 'verso' ma correre 'dentro' se stessi* bla bla bla... mi compiaccio del tuo godimento, davvero, e forse un pelino t'invidio: talvolta (raramente), l'avrai letto tra le righe, scopro d'annoiarmi, persino.......

Rocha ha detto...

Ho letto con attenzione quanto hai scritto e, anche se ci sono aspetti della corsa che io vivo in maniera diversa, mi è piaciuto molto. Personalmente, se non mi ponessi qualche (piccolo) obbiettivo cronometrico, non troverei lo stimolo per allenarmi in maniera costante; però concordo anch'io che alla base di tutto deve esserci il divertimento e lo stare bene con se stessi.

the yogi ha detto...

[mi riferivo al correre, ovviamente... :)]

Michele ha detto...

Non ricordo dove ho letto che se ti alleni a correre piano , andrai piano. Se ti alleni a correre veloce andrai veloce :)

Mathias ha detto...

@Mic: la gara è uno stimolo che come vedi anche io vivo al massimo. Mi piace finalizzarmi!
Quello che dico è che non vorrei mai trovarmi a fare drammi se una di queste andasse male o non potessi correrla per un motivo X. Lì scatta secondo me il viverla male e l'eccessiva identificazione con una gara.
Altresì ho il timore della routine che avviluppa il tutto. Esempio: se oggi son maratoneta è perchè mi piace. Ma non è detto che lo debba per forza essere a cadenza semestrale, quasi che debba timbrar un cartellino. Quindi preferisco smaterializzare un pochino gli obiettivi e, pur ponendomeli, viverli più serenamente. Quanta passione ci sto mettendo per Firenze, ma la vivo con meno ansia rispetto alle mie passate gare. Qualunque risultato siglerò, il divertimento di questi mesi non potrò cancellarlo!
@yogi: un viaggio dentro se stessi oh yes..
michele@è la massima dei keniani!

Sarah Burgarella ha detto...

+

insane ha detto...

Invidiabile la serenità con cui interpreti la corsa in questo momento della tua vita..

Ribichesu Davide ha detto...

Dal mio punto di vista, l'allenamento mi stà regalando delle sedute molto più gratificanti, sicuramente corse più belle mi stanno faccendo riscoprire potenzialità che prima non avevo mai provato, correresotto i 4'km per un discreto tempo all'inizio lo trovavo molto lontano dalla mia percezione..inoltre sembra di avere quasi un super potere ^_^. Sicuramente di solito gli allenamenti son sempre faticosi anche quando si avanza, però resta sempre il fatto che quando si vuole si potrà correre discretamente apprezzando solo fattori positivi che prima non apprezzavi. Anche nel ciclismo ti potevi regalare passeggiate di 4 ore godendo solo del panorama e della sensazione di volare, e nella corsa non cambia, anzi per certi versi mentre con la bici hai la sensazione letteralmente essere seduto su una poltrona e spostarti, nella corsa quello che affascina è il fatto di farlo a contatto con il suolo, con il miglioramento dell'azione di corsa e l'allenamento questa sensazione ti appaga sempre più, facendoti entrare quasi in una dimensione diversa dalla normale realtà!

Mathias ha detto...

@Insane:son correzioni di rotta.. io parlo così, ma in passato e talvolta è capitato anche a me di viverla male.. basta rendersene conto, riformulare, correggere. Rumino concetti per trovar una giusta via, quella sobrietà che ci vuole in tutte le cose.Siam esseri perfettibili in tutti i sensi
@davide: bentornato parigino come era eurodisney.. ha colto subito il nocciolo. Il motore potente regala sensazioni bellissime. Chi non ce l'ha come me vuole costruirselo, chi come te già ce l'ha lo deve perfezionare..son comunque affettuose cure verso il proprio corpo, che in sto modo rimane efficiente!!

Mic ha detto...

Poco prima parlavo con un'amica che vorrebbe scegliere uno sport da praticare e mi chiedeva della corsa. Le ho detto che prima di divertirsi ci vuole una sufficientemente autonomia, in modo da non vedere solo la fatica, ma poter gioire di un bel giro, paesaggi ecc. Però mi sembra riduttivo pensare che bisogna andare fortino per godersi la corsa; di sicuro tutto diventa + godibile quando si corre senza grossa fatica e con buona antonimia. Forse si tratta di sensazioni e, qualsiasi sia la velocità cui si sta andando, è l'idea di efficienza data dal nostro corpo che le alimenta. Purtroppo non è sempre semplice avere questo senso di efficienza, benessere e potenza, ma qualche gara fatta bene potrebbe aiutare molto. Giusto per tornare al concetto di gara...

Mathias ha detto...

Mic forse hai centrato meglio il concetto: l'efficienza. Come lo chiaman gli inglesi? Il flow, quella sensazione di benessere ed equilibrio sulla quale si può quasi surfare. Per chi l'ha provato è roba che sballa..
Non è legato ad un ritmo, però... noto che lo sto trovando con più facilità mano a mano acquisisco sicurezza nei miei mezzi.
Io mi ricordo la prima volta che corsi..dolori, fastidi..ma dove era tutta la poesia che si decanta?!
Serviva adattamento. Superati i primi disagi ho iniziato ad apprezzare.
L'incedere però era quel che era e se pure ho goduto di bellissime corse queste hanno lasciato strascichi di fatica, dolori postumi, fastidi. Il mio lento di allora era 7'30"/km. Oggi son 2'/km sotto e i casi di "flow" si moltiplicano. Ho un diverso rapporto con la fatica. Ritengo che la scoperta progressiva della mia macchina corpo mi fa viver più intensamente le belle sensazioni, le amplifica. Dicon, parafrasando con un esempio, che il sesso migliore sia a 40anni perchè si impara a conoscersi. Credo che lo stesso valga per la corsa, l'evoluzione podistica ci migliora. Non è una riduttiva ricerca di velocità. Ed ognuno può percorrere questa via, partendo dalle proprie basi..alla ricerca degli stati di flow!! :-)

Ribichesu Davide ha detto...

X Mathias: Eurodisney è come la corsa, entri in un'altro mondo, per trarne il massimo piacere devi lasciarti andare all'ambiente che hanno ricostruito, un pò come l'amatore si lascia trasportare dal benessere che dà la corsa. Sicuramente un posto da visitare almeno una volta nella vita con tanta pazienza e serenità..ma Parigi forse mi ha lasciato senza fiato più del parco ( a parte le ragazze dell'entrata ^_^)

Lucky73 ha detto...

Questa è una lode al divertimento in tutto e per tutto ....

Vagabondare all'infinito, godersi un fondo lentissimo, una gara, una corsa nei boschi .....

Pensa che l'altro giorno ho corso a 5.47 con 129 bpm di media e ho goduto come non mai .....mi guardavo in giro, pensavo, ridevo, parlavo a me stesso .....

una conferma che la pensiamo in modo molto simile....

Anonimo ha detto...

Leggere i tuoi commenti Mathias,mi convinco che sei propio convinto di insegnare sempre qualcosa ad altri,+ umilta e - boria

Mathias ha detto...

@anonimo: Ciò che apprendo cerco di trasmetterlo agli altri. Non insegno niente, condivido impressioni e punti di vista. Come vedi in questo blog non c'è solo la mia voce, ma molto contraddittorio con i frequentatori.
Sarai il solito anonimo che rompe ciclicamente le palle e non ha il coraggio di firmarsi. Sei un pò coniglietto..

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

good start