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martedì 4 novembre 2008

Correre senza certificato medico..ecco i risultati: Due morti alla maratona di new york

La tastiera brucia..più delle gambe in questo periodo, l'amico neo blogtrotter Andrea ha sollevato la questione, che ripropongo anche qui.
Come sapete se avete letto l'Ansa ieri due corridori sono morti alla maratona di new york.
Diceva Andrea
Non sò bene il perchè ma la corsa non l’avevo mai associata alla morte nella mia mente. Sono preparato al fatto che può succedere la tragedia mentre si corre. Forse non l’avevo valutata “seriamente” l’ipotesi? Non lo sò. Se si parla di sport estremi dove il rischio di morire è più elevato l’idea non mi spaventa. Si è già “preparati” all’idea quando si decide di praticarlo. Da quando la corsa è uno sport estremo?
Prendo slancio da quest'ultima domanda per dir la mia.. non lo è e non lo ritengo esser uno sport pericoloso se alla base ci sta
- un certificato medico di idoneità alla pratica di questa disciplina
- e se si ha un minimo di preparazione

Questi due requisiti difettano nella mia tanto amata maratona di New York. Lo avete visto, l'adoro questa gara, ma constato di non non amare l'organizzazione che vi sta dietro.
E' triste, nel vero anniversario della mia prima maratona (era il 4 nov l'anno scorso che stavo correndo, a quest'ora ero nel Queen) riscontrare questa realtà ovvia: la maratona di New York è un business. Ma business di quelli assurdi però..
Non so se quest'anno sia cambiato qualcosa, correggetemi se sbaglio, ma io l'anno scorso vi ho partecipato e NESSUNO MI HA CHIESTO UN CERTIFICATO MEDICO.
Io l'avevo per conto mio, ma per loro, gli organizzatori, questo è un pezzo di carta trascurabile. Così ecco che si iscrive chiunque, che pur di dire vi ho partecipato è disposta a fare carte false, a costo magari di correre contro la propria salute. Il 98 per cento dei partenti arriva dicevano alla tv l'altro giorno.. ma in che condizioni? Sono tutti in grado di correre una maratona?
Badate, non sto accusando chi vuole correrla camminarla in 7 ore, ma chi, conscio di non aver una preparazione non approccia la gara nel modo giusto e ha la pretesa quel giorno di correre 42km, sorvolando sul fatto di non aver svolto un allenamento. LA MARATONA NON SI CORRE SENZA UNA PREPARAZIONE!
Questi discorsi generali esulano dal fatto che magari si scopra che i due podisti fossero in regola, sia sotto il punto di vista della salute che della preparazione, l'imponderabile esiste sempre. Rimangono tuttavia gravi le responsabilità di chi organizza un evento del genere senza svolgere gli adeguati controlli! Ah, in questo calderone una spintarella per immischiarla la darei anche a Terramia, che pure lei, all'epoca della mia partecipazione, mica mi aveva chiesto se fossi in possesso di un certificato medico per la corsa.. al vicino di casa (residenza estiva) Baldiserotto, presidente del tour operator italiano appena mi capita a tiro qualche domandina gliela faccio..

24 commenti:

innolandpuntoit ha detto...

Bellissimo post ... dico davvero :)

Sono felice di dare "idee" da scrivere anche se questa volta preferivo non farlo :(

Il certificato medico secondo me ha senso di esistere e verificato AD OGNI COMPETIZIONE sportiva specialmente se non si è in possesso di una tessera che ha validità in quel paese.

Ciò non toglie che una maratona o qualsiasi distanza DEVE essere preparata bene e senza fare ca**ate!

(il fatto che il post sia bello ti giustifica il ritardo oltre i due minuti e peccato che non mi sia arrivato il link nel commento)

eli ha detto...

si hai ragione, è bello quello che dici..ma mi chiedo perchè non sia saltato fuori un anno fa ma solo ora.
è un anno che sai che non ti hanno chiesto il certificato..

Mathias ha detto...

@eli: Qui nel mio blog l'ho vissuta sotto il lato emotivo questa gara.. e fino all'altro ieri se vedi 3 post sotto ho dato spazio a questo. Comunque già tempo addietro, non ricordo se su runningforum o su qualche blog amico avevo fatto notare questa cosa, ma così incidentalmente! Certo, se le si fanno notare nel blog queste mancanze hanno più forza! Un commento si perde, un post rimane..meglio tardi che mai! Dovremmo esser in tanti a riportar la notizia
@Andrea: in che senso non ti è arrivato il link? Il post l'ho scritto dopo il tuo commento di là

Fatdaddy ha detto...

Mi sorprende questa mancanza di richiesta di un certificato medico da parte degli americani, solitamente molto attenti in queste cose, protettivi a volte al limite del ridicolo.
Che sia un business lo si sa, la NY Marathon è sulla bocca di tutti, anche di chi non sa neanche quanto sia lunga una maratona...poi capita che su 40.000 partecipanti ci sia anche chi arriva convinto di poter fare del suo fisico quello che vuole.
Sta alla coscienza nostra tutelarci: la prima cosa che ho fatto io è stato il certificato medico sportivo, mica perchè richiesto dalle varie gare, ma per tutela mia personale...


OT: sei sicuro di aver aggiornato il blogroll con il link NUOVO? Non saprei cosa suggerirti...

eli ha detto...

se permetti provvedo subito!

R. Davide ha detto...

Non sò che dire, pensavo che dare una risposta fosse più semplice..però direi che la cosa importante sarebbe dare l'esempio.. quindi è sbagliato far partecipare chi non è in perfetta salute o non l'ha mai verificata. La corsa è salutare se il fisico non ha problemi di un certo tipo. In ogni caso ognuno è responsabile di ciò che fà..chiunque è libero di farsi male come vuole: c'è chi fuma, c'è chi ha problemi alimentari, ecc e quindi può decidere anche di fare sforzi pazzeschi in condizioni già pericolose. Purtroppo dal mio punto di vista non và assolutamente a favore dell'evento. Bisognerebbe indagare sul motivo che spinge su questa mancanza.

eli ha detto...

mi sono permessa, spero non ti dispiaccia..

http://crazynovember.wordpress.com/2008/11/04/2-morti-alla-maratona-di-nytroppo-business/

franchino ha detto...

Situazione delicata...
Mi permetto di dire la mia, forse un pò controccorrente. Secondo me c'è un concorso di colpa. L'organizzazione della NYM non richiede il certificato (a proposito com'è la legislazione in materia là?) però anche il concorrente dovrebbe avere quelle due righe di testa da tutelarsi facendo una visita medico-sportiva. Non credo sia un discorso di business, NY se ne avesse la possibilità logistica riuscirebbe a farne il doppio di iscritti data la notorietà. Inoltre se ho ben capito molti podisti sono infiltrati, nel senso che corrono senza essere regolarmente iscritti.
In ogni caso mi spiace per i due atleti che sono mancati, a parziale consolazione il fatto che è successo mentre facevano una cosa che sicuramente piaceva loro.

Gianluca Rigon ha detto...

Vado un pò controcorrente......
Mi risulta, ma contradditemi pure, che per partecipare alla maratona di NY viene fatta firmare ai partecipanti una liberatoria in cui si solleva l'organizzazione da ogni responsabilità. Viene quindi delegato al partecipante l'onere di effettuare o meno un'adeguata visita medico sportiva. E' una mentalità tipicamente americana molto liberale (discutibile quanto si vuole)ma molto diffusa nei paesi anglosassoni. E vogliamo poi parlare dell'efficacia delle visite medico-sportive che si fanno in Italia ? Certo ce ne sono di molto buone ma ce ne sono anche molto di veramente mediocri (senza analisi del sangue, urine, ecc.). Sta quindi a NOI essere responsabili e scegliere un medico/struttura che ci garantisca determinati standard. Avere il certificato, per alcuni, non per tutti, è solo ipocrisia. Sto facendo l'avvocato del diavolo, me ne rendo conto, però gridare allo scandalo quando ci scappa il morto è uno sport tutto italiano....
Non vogliatemene......
Ciao !

Gianluca Rigon ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gianluca Rigon ha detto...

Nel frattempo ha scritto anche Franchino, esprimendo le mie stesse sensazioni.....meno male, altrimenti mi davate addosso !

Lucky73 ha detto...

A parte di discorso della visita medica, non conosco la legislazione americana e non posso dare giudizi; posso però dire che: forse la maratona potrebbe essere considerata l'estremo del podismo, senza esagerare, ma effettivamente lo è! Le visite mediche difficilmente, secondo me, possono evitare certi decessi. Quella che faccio io è un semplice elettrocardiogramma a riposo e dopo sforzo, visita spirometrica e visita generale.....poi posso fare quello che voglio dalla 5k alla 100k.....
Diciamo che c'è tanta gente in giro che osa un pò troppo, che partecipa a gare senza preparazione e che rischia spesso e volentieri la proprio salute.
Se poi vediamo episodi precedenti: calciatori anche di serie A super controllati, super visitati e morti sul campo per collassi o altro.....

Danirunner ha detto...

E se la maratona di New York venisse considerata alla stregua di una semplice non competitiva! d'altronde 40000 alla partenza lo fanno anche pensare o sono tutti agonisti? del resto anche da noi e anche nelle maratone se ti iscrivi alla non copetitiva non devi esibire il certificato. Ed è solo nel tuo buon senso essere previdente.

uscuru ha detto...

allora , non sono del campo, dico la mia!
i controlli ke facciamo, sono quelli "base",si... sentono come gira il motore,al minimo, sotto sforzo...
il controllo + accurato dipende dalla nostra voglia di "volesse bene"
se tu non hai problemi, di solito non vai a fondo della questione.
e' prevenzione quella ke si fa' in +.
succede anke a ki si e' controllato accuratamente( da come so' io alla romaostia quest'anno e' successo), perke' i controlli non prevedono il futuro.
in poke parole, se te "kiama " allora ,non possiamo farci niente, cio' non toglie il fatto ke tu non debba fare almeno questo controllo "base".

Massimo ha detto...

IL certificato medico di idoneita' agonistico-sportiva e' il minimo che ci chiedono per partecipare alle gare,questo e' un documento di base x mettere uno sbarramento a chi ha delle patologie evidenti a livello cardiaco;pero' solo con esami extra, a volte riescono a trovare delle disfunzioni che alla lunga possono rivelarsi importanti.
Pero' entriamo nel campo delle convenienze...
Niente certificati = + possibili infuartuati con costi elevati per la sanita' pubblica.
certificati = meno infuartuati + soldi per le categorie
Aumento della rigorosita' dei controlli= - podisti=- scarpe ecc...
Semplifico,ma il concetto mi sembra evidente

Mathias ha detto...

Amici, ben venga che ci sia qualcuno che espone punti di vista leggermente diversi. Non mi piacciono i plebisciti..
Prendo posizione su un paio di concetti espressi.
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Lo sport degli italiani è gridare allo scandalo dopo il morto.

Sarà vero,anzi forse gianlu ci ha preso, ma almeno personalmente non mi sento coinvolto dallo stereotipo. La ragione sta nella serie di post che vanno sotto l'etichetta "polemica podistica".Voi che mi seguite da tanto avete visto quanto io ciclicamente sbraiti contro le mancanze ed i disservizi, basti solo segnalare i post in cui ho lamentato la mancanza di acqua alle gare, che avrebbero potuto portare al morto. Sul fatto specifico che non avessi sollevato la particolarità del certificato avevo già risposto ad eli nel 3°commento, l'avevo fatto, ma non in un post..la morte è stata purtroppo l'occasione per riportarmi alla mente quel pensiero e farne un post.
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E' la politica dei paesi anglosassoni, far firmare le liberatorie dice sempre gianlu e franchino riconosce un concorso di colpa tra l'organizzazione ed il corridore stesso che dovrebbe tutelarsi.

In questo aspetto secondo me siamo meglio noi, che non lasciamo alcun onere al corridore, ma solo doveri.
Quando si ha a che fare con un sogno, la persona che vuole correre una maratona è disposta talvolta a fare carte false, a sottacere o a sopravvalutare il proprio stato di salute. "Son sempre stato bene, perchè dovrei aver problemi"..io firmo che sono sano e robusto e vado.
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La visita medica in italia è spesso fatta con leggerezza.

Una volta che il corridore ha deciso di tener da conto la propria salute puiò incappare in un medico non bravo, ci sta purtroppo. Io ho la fortuna ad esempio di aver un ottimo medico sportivo, che si fa affiancare dal cardiologo negli approfondimenti. Non lascia niente al caso. Per una particolarità del mio ecg ad esempio mi ha fatto fare l'olter (spero di non aver sbagliato il nome, mi han messo un elettrocardiogramma per 24h durante le quali han voluto che corressi), poi se ci sono casi particolari rilascia certificati a scadenza trimestrale o semestrale..insomma mi sembra faccia il suo lavoro in modo corretto. Dovremmo segnalare i medici sportivi ok.. questo ad alghero ad esempio si chiama Dott.Solinas e ha lo studio in via rossini

GIAN CARLO ha detto...

Ricordate che la a NY va anche tanta gente che non è allenata.
In Italia mediamente ad una 42km partecipano 10 max 20 % di persone poco allenate a Ny siamo oltre il 50% e la colpa non è dell'organizzazione è del mito.
Poi su 40000 persone è oggettivamente + facile che accada qualcosa.
Comunque alla Roma Ostia di 2 anni fa un mio amico che aveva fatto anche il passatore, oltre 40 maratone era infermiere e si visitava con assoluta regolarità ci ha lasciato sulla salita al terzo km.
No la corsa non è uno sport estremo, ma è l'unico sport dove masse di persone si cimentano contemporaneamente.... e spesso anche persone(io lo posso dire) che hanno un'età in cui le velleità agonistiche andrebbero ammorbidite.
Per i paramentri che ho in questo momento dovrei(potrei) fare una 42km in 3h e 08.
Beh continuo a dichiarare 3h e 15 e se al 35esimo qualcosa mi suona male mi ritiro(l'ho fatto 8 volte) perchè siamo tutti indistruttibili fino a "prova contraria".

Mic ha detto...

Parto dal presupposto che il certificato medico è indispensabile per praticare sport e andrebbe sempre richiesto alle manifestazioni sportive. Ma qui il discorso è più complicato: infatti ci scappa il morto in diversi sport, anche molto differenti tra loro, e soprattutto persino a livello professionistico, dove i controlli devono per forza essere più accurati e frequenti. Quindi il certificato medico resta un requisito indispensabile, ma non sufficiente a garantire la sicurezza, perchè c'è sempre quel che di "imponderabile" di cui parlava Math.

Francarun ha detto...

Il certificato medico non è che non lo chiedono solo in America ma nel resto del mondo, anche a Berlino non lo hanno chiesto, e nemmeno a Barcellona ne a Londra, solo in Italia e in Francia lo chiedono.
E poi la visita a cui ci sottopongono non è veritiera perchè detto da un cardiologo , la visita che fanno nelle usl per l'attività agonistica servono a ben poco, bisognerebbe fare accertamenti molto più approfonditi.
E poi diciamoci la verità quanto ci costa una visita scarsa come quella che ci fanno fare ? 85 euro, non sono poche.

poi mi ricordo 2 anni fa alla Roma Ostia mi sono ritrovata con unmorto davanti ai miei occhi, era una mezza maratona, eppure li chiedono il certificato ma quel povero podista è morto, quindi non è solo l'america....è il destino !

eli ha detto...

non ho letto tutti i commenti comunque mi pare siano incentrati sul discorso certificato..
premesso che io non ho mai fatto una visita per fare sport a livello agonistico però ho un fratello che corre e qualcosina so
la visita fatta a lui consisteva nel correre su un grande tappeto partendo dalla velocità di 8km/h per poi aumentare la velocità ogni 3 minuti, ad ogni aumento della velocità facevano un piccolo èprelievo di sangue..ovviamente controllo cardiaco con trasmettitore..e attaccato al soffitto con una piccola imbragatura

adesso voglio dire..credo che una visita così abbia una certa validità.
non so fino a che punto ma di certo cel ha.
questo perchè mi è parso di capire che ci sia una critica sui certificati e per rispondere a quello

ma tornando al punto di partenza il discorso era incentrato su altro da come ho capito io!
la maratona di NY è un mezzo per fare soldi!
e NON puoi permettere che chiunque corra solo per soldi ma che ci possa rimettere la vita!
ok è il caso estremo, anche se fai una visita l'imprevuisto ci può essere, ma forse il discorso che si sovrebbe fare è sulla RIDUZIONE del RISCHIO!

Rocha ha detto...

Post molto interessante, hai scritto cose sensate che mi sento di condividere appieno. Non voglio fare la (solita per me) figura dell'antiamericano a tutti costi ma purtroppo negli Usa il business viene prima di tutto, vita umana compresa. Da questo punto di vista la nostra bistrattata Italia, con tutti i suoi difetti, ha tanto da insegnare ...

Max ha detto...

Per quel che ne so io, là non è necessario un certificato medico, basta un'autocertificazione (che è quello che poi ci ha fatto firmare Terramia....anch'io l'anno scorso c'ero).
Da un certo punto di vista, a mio avviso (e forse qui mi insulterete), una persona può decidere in maniera consapevole cosa fare e cosa non fare. Magari Josè consapevole dei rischi ed ha corso lo stesso, ma la colpa non è dell'organizzazione. Le regole sono chiare, siamo noi che diciamo di star bene e decidiamo di correre. Ognuno si assume la responsabilità della propria salute....e poi chi dice che un certificato medico o una visita medica sportiva riesca a prevedere queste cose? A partire dalla NYC marathon 2007 fino al 15 giugno 2008, ho corso 4 maratone e 2 gare da 50km, ero in possesso del certificato medico sportivo, ho sempre curato l'alimentazione, non fumo e non mi drogo, però a fine giugno mi si è chiusa un'arteria (per cause ancora ignote) e potevo rimanerci secco se, anzichè trovarmi a riposo, stessi svolgendo qualsiasi altra attività.
La medicina non è perfetta!
Spero solo che Josè abbia coronato il suo sogno e fino a quel momento abbia vissuto nel modo in cui sognava di vivere !

PS: la maratona di NY un business? Cosa non lo è nella mentalità americana ed occidentale in genere?

Anonimo ha detto...

Tenere sotto controllo il proprio fisico fa parte dei doveri verso se stessi, poi c'è l'imponderabile, quanti podisti muoiono nelle gare, pur regolarmente certificati? C'è stato un caso anche alla maratona di Alghero se ben ricordi.
Ciao, Filippo

insane ha detto...

Ciao Mathias,leggo solo ora con ritardo il tuo commento e per quanto capisca il senso delle tue parole rimango del parere che ad una maratona puoi partecipare solo se maggiorenne e,in quanto tale,dovresti avere il senso di responsabilità di capire che la tua vita viene prima di tutto.

ciao
p.s. anch'io condivido la tua passione per la NYcity marathon..