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mercoledì 29 ottobre 2008

Morire in carcere..perchè? Carcere e suicidio

Morire in carcere è più facile di quello che si pensi. In italia capitano delle vicende allucinanti..questa è quasi da istigazione al suicidio!
Faccio un cross post per diffondere ciò che si deve sapere sul web, riprendo l'argomento sollevato da Ele e propongo anche qui una tematica molto seria e triste.
Una madre disperata per la morte del figlio, suicida in carcere. Io non mi dilungherò, perchè ci vuole tempo se volete leggere il racconto, scritto da chi quella sofferenza l'ha vissuta sulla pelle:
Un Angelo chiamato Niki
Io noto soltanto la mancanza di umanità che è dentro il nostro sistema giudiziario. Non entro nl merito delle ipotesi di reato per cui questo ragazzo è stato accusato, aveva tutto il diritto di difendersi e di dimostrare la sua innocenza.
Manca comunicazione tra gli operatori del diritto e gli utenti, i cittadini. Se uno ha la sventura di finire nelle maglie della giustizia, quella penale poi, avrebbe tutto il diritto ad essere informato di che cosa gli stia capitando. Non so se questo ragazzo si sia sentito abbandonato. Servirebbe anche un supporto psicologico in questi casi, anzichè essere lasciati a se stessi. L'avvocato bravo dovrebbe cercare di spiegare le fasi procedurali, le dinamiche. Spesso non avviene..o avviene in modo superficiale. Chi è tutti i giorni nel mondo della giustizia, senza far di tutta l'erba un fascio, da molte cose per scontate o ovvie (talvolta capita anche a me..), ma non deve essere così quando ci si rapporta col cliente!!..
Per non parlare infine, sempre relativamente alla mancanza di umanità in questa vicenda, del comportamento inqualificabile tenuto dalla polizia penitenziaria che ha portato via il ragazzo, negandogli lo sguardo con la madre (un agente gli ha girato la testa dall'altra parte!!) o della direzione del carcere che ha dato alla donna la notizia del suicidio al telefono!!

5 commenti:

Ele ha detto...

Grazie amore..soprattutto perchè tu sei più esperto in questioni giudiziare,ma in particolar modo perchè è giusto far sapere che NON VANNO BENE TANTE COSE..ANZI TROPPE!

Pimpe ha detto...

.. purtroppo avete ragione da vendere :(

Anonimo ha detto...

sono sensibile a questi temi, conosco troppo bene l'ambiente poliziesco. troppe persone vengono "suicidate", troppi tutori dell"ordine" si trasformano in semidei onnipotenti sicuri dell'impunità, troppi di loro usano la violenza per divertirsi. c'è gente che gli manca un dito perchè i tutori dell'ordine glielo hanno tranciato in un cassetto per costringerlo a confessare, magari cose non commesse (provate a immedesimarvi!). e soprattutto c'è troppa gente che è contenta che succedano queste cose, che invoca più repressione e più sangue, soprattutto ultimamente, rincoglioniti dal bombardamento mediatico dell'inesistente "emergenza sicurezza" pompato da certe parti politiche. brutto paese sta diventando l'italia. er califfo.

R. Davide ha detto...

Credo che se si potesse fare..bisognerebbe trasferire la magnanimità con cui trattano certi colpevoli sicuri di grossi fatti in intelligenza ed elasticità mentale nell'analizzare altre situazioni dubbie e molto complicate. Credo ci debba essere un grosso controllo su chi fà lavori con elevato contenuto psicologico e deve avere molte doti professionali tra cui passione e pazienza e conoscenze dell'ambito in cui opera veramente notevoli. Di solito manca esperienza, alle volte umanità ed intelligenza. A volte si bada solo a trovare qualcuno su cui esprimere le proprie frustrazioni o vedere solo i propri interessi..una tra le tante culture distorte che bisognerebbe aggiustare iniziando dai piccoli.

Michele ha detto...

Difficile un commento: manca totalmente l'idea di carcere come cuscinetto tra la persona che commette un reato e il rientro alla "normalità" l'onda poi di insicurezza che aleggia sui media non fa altro che amplificare l'idea di aver bisogno del pugno duro.