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mercoledì 22 ottobre 2008

Bambini e Atletica leggera: lo sport che non c'è

Le ansie da prestazione ogni tanto oscurano e tirano un velo sugli aspetti più belli che la corsa può fornire. L'altra sera, ammalato e reduce da San Gavino, come negli ultimi post avevo fornito considerazioni fredde e razionali sulla mia performance.
Chi mi conosce però sa che il mio approccio con il running è molto più profondo e che la mia anima precisina si attorciglia come l'edera a quella emotiva, in grado di cogliere gli attimi, i piccoli gesti che sfuggono. Il gusto poi è riviverli al rallentatore..
I bambini, questo ieri sera nella trasmissione televisiva di approfondimento dedicata a noi, amatori dell'Alghero marathon ospiti di una tv locale, era la più grande mancanza che un mio compagno di squadra evidenziava. Non li curiamo, corriamo per passione, ma poi non sappiamo trasmetterla alle nuove generazioni. La nostra società ha fatto una scelta è vero, per seguire i bambini servirebbe tempo, ma diciamo che i settori giovanili, se vogliamo far un discorso più generale, sono poco considerati ovunque. Patrimoni sprecati, che poi scoprono l'atletica a 40 anni..
Ma durante le gare loro ci sono, c'erano anche a San Gavino, e qui mi rituffo nella mia gara, sudato e affannato mi trovavo al primo giro, che condividevamo con i non competitivi ed un bambino correva con me.. ragazzino mi correggo, avrà avuto 13anni non di più ed affannato come me cercava di tenere il mio ritmo. Abbiamo fatto insieme ben 3km, gli ultimi della sua gara (di 7km). E' stato inevitabile mettermici a parlare ed incoraggiarlo, scattava in avanti, poi quasi vinto accennava qualche passo di camminata.. "ma ci sarà l'acqua?" mi domandava ed io lì, quasi tutore, a rincuorarlo che dietro quella curva ci sarebbe stata sicuramente, perchè eravamo quasi al 5°km. Non volevo staccarlo, e lui voleva rimanere con me. Quando siamo ripassati in paese abbiamo anche trovato i suoi amici seduti sul marciapiedi "ritiratiii" gli urlavano, con la perfidia che accompagna i giovanissimi.. Ed io a loro ad alta voce "provateci voi a far quello che fa lui" IL mio amico di corsa, alchè, quasi a giustificarsi mi diceva "è che non mi alleno molto".. Non serve alcuna giustificazione amico mio, il fatto che tu sia qui è già una vittoria, sei una perla in mezzo al mare dell'indifferenza per questo sport. Non che gli abbia detto così, ma un fregatene ed uno sguardo d'intesa sono stati più che sufficienti. La storia poi racconta che lui si sia involato verso il traguardo, salutandomi e staccandomi di quei 100metri che l'han dato in pasto alla gloria, quella che ammanta ogni conclusione di gara.
E in questi anni non è il solo episodio che mi sia capitato di cogliere, i bambini sono curiosi, anche quelli che non corrono, come quello che durante un lungo allenamento di 24km mi seguì con la biciclettina su una strada di campagna, fino a dove papà gli consentiva di andare, stupendosi che stessi arrivando dalla città 12km lontana e che stessi andando così "veloce"..
Spero veramente che un giorno si sappia coltivare a dovere questi fiori. Chissà, io so che il mio amico compagno di squadra Giuseppe sta prendendo un patentino da allenatore giovanile..sarebbe ora di far qualcosa affinchè non siano solo fiori di un giorno, che nascano e sboccino solo in occasione della manifestazione amatoriale, come semplice contorno.
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I bambini hanno diritto di scelta, ma le opzioni sportive gliele dobbiamo fornire noi! Oltre il calcio ed il basket inseriamo tra queste l'atletica leggera!!

10 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

In un paese dove si taglia nella spesa della scuola elementare direi che non c'è di che stupirsi.
Parafrasando il film dei fratelli Cohen...questo non è un paese per giovani

R. Davide ha detto...

Che bello questo racconto, grazie di averlo condiviso con noi! è proprio un peccato.. purtroppo gli sport più umili e difficili vengono un pò snobbati..ci vorrebbe un vero cambio di cultura su tanti fronti..

Fatdaddy ha detto...

Viviamo nel paleolitico.
E stiamo regredendo.
Math, tu hai una sensibilità fuori dal comune, lo sai? (E so anche che preferiresti che a dirtelo fosse una "bela butela", ma tocca accontentarti di un daddy e per giunta fat!)

franchino ha detto...

Mi ricordo quando inizia a correre io, nel 1990, che quasi tutte le società podistiche avevano il settore giovanile. Alla domenica partenze separate pulcini (esordienti), ragazzi, cadetti ed allievi. Sempre numerosissimi. Adesso durante i riscaldamenti pre gara vedo che partono tutti insieme tanti pochi sono... sommandoli tutti non si fa la cifra di quando partivo nei cadetti o allievi. E' un vero peccato. Essendo fuori dal giro mi chiedevo, ma i Giochi della Gioventù, gli Studenteschi esistono ancora? Quelli sì che erano trampolino di lancio per futuri atleti... mi ricordo ancora quando andavo a fare queste gare per la scuola che sugli spalti c'erano ad osservare gli allenatori/responsabili delle squadre amatoriali per cercare di avvicinare allo sport qualcuno promettente, come dal resto successe a me.

Anonimo ha detto...

bel post, mathias! il califfo sa essere anche poetico. mi innamorai dell'atletica a 11 anni vedendo le maestose falcate dell"uomo chiamato cavallo", alberto juantorena. l'anno dopo a cinecittà, dove abitavo, cominciarono con la "conosciamoci correndo": migliaia di ragazzini! nei traguardi intermedi della roma-ostia degli anni 80-85 OGNI SCUOLA ROMANA mandava 200-300 ragazzini! i prof di ed.fisica ci mandavano in massa ai cross dei giochio della gioventù, ci portavano in pista e apprendevamo tutto, partenze dai blocchi, velocità, lungo, alto, ostacoli. giù per strada noi bambini organizzavamo gare di sprint, il temibile "giro dell'isolato" di 800m, il salto delle siepi del marciapiede. e oggi? cellulare, playstation, computer. avendo vissuto questa perfida evoluzione, sono PESSIMISTA. la tecnologia avanza, il cervello non lascia spazio al corpo e l'atletica, che è la RESISTENZA DELL'UOMO ANTICO, soccombe... luciano er califfo.

mathias ha detto...

Gli ultimi vostri commenti danno conto della degenerazione in atto, rapidissima, perchè non è che han commentato dei matusa.
Bisogna distinguere l'adulto dal bambino.
L'adulto può scegliere. Se è obeso e fuma, peggio per lui, saranno sue decisioni e ne pagherà le conseguenze se non vuol cambiare stile di vita.
Il bambino invece non può scegliere, DEVE FAR SPORT.
Ed invece l'impigrimento del corpo che sta determinando questa nostra Società coinvolge anche i piccoli, li stiamo predisponendo a non aver diritto di scelta, futuri culi flaccidi.
L'atletica è uno sport sano, da praticare mi piace anche più del calcio. Mi ricordo quando mio fratello giocava a calcio da piccolo: ogni finesettimana alle partite erano baruffe in campo e sugli spalti tra i genitori supporter! Era stato anche questo il motivo del suo abbandono..che schifo quell'ambiente esasperato!
Spero che come Giuseppe, l'amico di squadra, ci siano tanti che vogliano seguir la sua iniziativa, un patentino per allenare è gia qualcosa, una squadra alle spalle come la nostra lo potrebbe aiutar a lanciare il "settore giovanile dell'alghero marathon", chi lo sa se sto sognando..

Anonimo ha detto...

eh, mathias, l'ambiente del calcio è lo schifo assoluto, il regno dell'irrazionalità. ho fatto il preparatore atletico in squadre di serie d. litigavo sempre con i tecnici che avevano sempre tutti il cervello dominato da convinzioni e cerimoniali assurdi e deleteri. un giorno il più forte della squadra osa entrare nello spogliatoio con una lattina di aranciata, peccato mortaleeee! per punizione la domenica non lo fa giocare... la squadra perde. per non parlare delle gelosie e dei narcisismi... luciano er califfo.

Furio ha detto...

Caro Math, parlo da papà; ho una parente che fa la professoressa alle scuole superiori..
I genitori spesso si lamentano con i professori se un figlio viene rimproverato o prende un brutto voto...si lamentano del professore non del figlio.
Questa è una società rincoglionita, perdonami il termine; vengono acclamati i furbi, quelli che riescono ad ottenere le cose con il minimo sforzo..ed è questo che trasmettiamo ai nostri figli; l'apparire, la posizione sociale ed i soldi son quel che contano.
La corsa è fatica e sudore..queste cose non fanno parte del mondo dorato del palinsesto televisivo.
Figlio=calciatore
Figlia=velina
Non mi stupisco che gli "amici" di quel ragazzo, lo prendessero per il "naso"; solo chi corre capisce chi corre..altrimenti correremmo tutti.
Pensa Math, saremmo quasi 7 miliardi di runner che corrono...altro che raduno blogtrotters; la fine del mondo allora sarebbe nel 2050, quando secondo previsioni ci saranno su sto povero pianeta più di 9,2 miliardi di persone; mi chiedo solo: Quante tra queste correranno? ..e dove?

Paolo ha detto...

Io ho iniziato a correre 6 mesi fa dopo aver seguito i miei bimbi (6 e 4 anni) per una gara di quasi 1 km e scoprire che avevo il fiatone più io di loro!
Qui in provincia di Brescia c'è un bellissimo "campionato" amatoriale in cui corrono moltissimi pulcini e ragazzini prima degli adulti: www.hinterland-gardesano.it

Mathias ha detto...

@Paolo:che bello son i figli qui che hanno contagiato i padri..del resto per non farseli sfuggire bisogna corrergli dietro :-)