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domenica 4 ottobre 2009

Gianfranco che spavento ci hai fatto prendere..

Ero fuori e l'ho saputo da Mary.. il nostro amico Gianfranco, indomito runner ha avuto un "tete a tete" con un auto.
Una pista ciclabile unica, che da Alghero vada a Capo Caccia questo ci vorrebbe!


Incidente questa mattina, intorno alle 8, proprio all´uscita di Fertilia. Lo sfortunato runner è stato trasportato al Pronto Soccorso dal 118
Corridore investito finisce all´ospedale
ALGHERO - Incidente questa mattina (venerdì) intorno alle 8, proprio all'uscita di Fertilia, nell'incrocio che conduce sulla strada per Santa Maria la Palma o Porto Conte. Una Citroen C4 di colore blu, guidata da un giovane residente a Fertilia, ha preso in pieno un corridore che faceva jogging, Gianfranco Pilo, proprio mentre attraversava la strada, per immettersi sulla pista ciclabile.

Il malcapitato è stato colpito su un fianco e ha riportato alcune contusioni sul corpo e un trauma cranico. Sul posto è immediatamente giunto il 118 che ha applicato sul collo del malcapitato podista un collare e lo ha trasportato al Pronto Soccorso dell'ospedale Civile per accertamenti.

Difficile capire a chi attribuire le responsabilità maggiori. Il conducente dell'utilitaria, pare abbia spuntato quando il segnale luminoso del semaforo dava il verde. Fatto sta che alla base dell'incidente c'è una buona dose di sfortuna, in quel momento, infatti, la strada era totalmente libera, e per pura fatalità i due non si sono resi conto del pericolo.

martedì 2 giugno 2009

Tre eroine al Passatore + Passatore senza allenamento(Come si spiega sotto il punto di vista fisiologico la gara di Jackie?)

C'è qualcosa di epico nelle loro imprese. Sono eroine silenziose, come la notte che nasconde le gesta che compiono. L'altro giorno sulle strade di Toscana tre mie amiche sono entrate nella leggenda. Hanno conquistato il Passatore, definita la 100km più bella. Hanno brutalizzato il Passatore direi. La facilità della loro corsa sembra render quasi banale correre per una decina d'ore. Lo puoi fare anche tu Math.. una fresca Mary al telefono all'1 di notte. Sarebbe partita per un'altra cento subito. Insieme alla sua gemella di corsa. Non so come definire Teresa, accanto a lei dall'inizio alla fine.
Che trepidazione ricevere telefonate e messaggi dagli amici sul percorso, vedere i passaggi sul sito della sdam. Teresa &Mary non crollano. Vanno.. 10h24 minuti fianco a fianco penso ti leghino per la vita. Si crea una sorta di filo, che non si spezzerà negli anni e renderà indelebile il ricordo l'un dell'altra. Vorrei sapere che ne pensano loro.
Un brividino poi  mi corre sulla pelle. Sono stato l'arteficie di queste amicizie. Ho unito due mondi.  Quelli che scrivono su internet li conoscevo solo io. Mai avrei pensato ad esempio che un'Antonella mia amica di alghero ( che i miei post se li faceva stampare tanto non usava il pc) finisse in macchina con il romanaccio Ugo..a far da supporters senza confini.
Solo chi è là può raccontar nel dettaglio la loro prestazione, sempre molto regolare, ferrea nel rispettare i 5minuti di corsa 1minuto di camminata. Spero arricchiscano questo post di sensazioni.
Serve ben più di una spiegazione per capire invece il fenomeno Jackie. Per chi non lo sapesse è la moglie di Ugo e..9h40 le son bastati. E' una super atleta già l'anno scorso fece 9h42. Tutto nella norma? NO.. Jackie dopo la fatica dell'anno scorso ha smesso di pensare alla lunga distanza e il suo rapporto con gli allenamenti tabellati e lunghi si è interrotto da molto tempo (forse a Marzo l'ultimo lungo). Non doveva correre Jackie. Doveva  far un 35km e poi ritirarsi. Ma mi sentivo bene e son andata.. così al telefono ieri notte poco dopo il traguardo mi diceva. Capita per la maratona spesso..che fai sei lì a 6 km dal traguardo e non la finisci? Ma pensare di tirare avanti altri 65km invece no..è contro ogni logica, degli uomini razionali. Non di quelli che vivon di emozioni. Capisco Jackie ed io vedo nella sua corsa non due gambe, ma 4 o 6 gambe. Ci son motivazioni profondissime che l'hanno spinta in avanti, lo so. Non ha corso solo per sè.
Poi subentra di nuovo il razioniale..ha sete di sapere.
Sotto il punto di vista fisiologico.. chiamo in causa Ugo.. come la spieghi questa performance di tua moglie? Sui libri in letteratura ci dicon che il corpo sa replicare quello a cui è abituato negli ultimi due mesi. Poi si deallena. Vorrei capirlo. 1h di allenamento qui 1h di allenamento lì(lo sò perchè me lo diceva, lo vedevo..si era staccata dagli allenamenti intensi)..come possono prepararci ad una fatica così immane? Se Teresa e Mary me le spiego, perchè sono il frutto di un bellissimo lavoro, logico..che dalla fatica degli allenamenti le ha portate al traguardo ( Lo stesso allenamento che, in forma ridotta, sta avendo questo bell'effetto su di me) Jackie invece solleva domande le cui risposte sembrano smontare certi principi. Lei si era allenata per il Passatore dell'anno scorso. Possibile che il corpo abbia una memoria così lunga, più lunga di quella che ci hanno sempre detto? Che sia stato in grado di richiamare quell'"antica fatica"?...
ps: Io non so se sbaglio, ma credo che questa performance abbia stupito anche Ugo, magari se lo immaginava.. ma non penso avrebbe fatto andar così allo sbaraglio Jackie senza prepararle un piano di avvicinamento al Passatore, avesse saputo doveva correr una 100km. Qualche domanda in queste ore credo se la stia ponendo anche lui. Se ha le risposte le dia anche a noi :-)

Aggiornamento: Incollo qui il commento messo sotto per darne risalto
@post telefonata di Ugo:Per far capire un attimo, che sennò poi chi legge percepisce discorsi fumosi. Jackie è frutto di 6/7anni di allenamenti alla Ugo. Ha un potenziale ancora inespresso sotto le 2h55 in maratona(ma le deve andare di esprimerlo, in questo momento sembra di no e si diverte così). Da Novembre, non da marzo non fa lunghi, però.. non ha mai abbandonato la qualità. Il motore che ha costruito in questi anni non lo ha mai fatto spegnere in questi mesi. Le sue uscite hanno sempre previsto lavori allegri, che tenessero alta la cilindrata. Salite, corse di 40minuti che racchiudessero però mezz'ora di qualità ecc ecc. Così si è preservata e..con la struttura costruita negli anni prima, a detta di Ugo avrebbe potuto correre sin agli 85km. I 15 rimanenti se li è rischiati lei.
Se ne ricava un principio generale della filosofia di allenamento di Ugo(pensiero mio, che mira alla sintesi). Il potenziamento, come lo targo io, sembra non aver mai fine. Permane, a piccole dosi durante tutta la vita podistica. Il motore una volta acceso, in questo modo continua ad alimentarsi.
Mia domanda "Ma non avesse fatto quella qualità in questi mesi, avrebbe finito la gara?" Lui" No probabilmente si sarebbe ritirata molto prima, al 65°km"
Questo scambio di battute mi ha dato la quadratura del cerchio.
I piccoli eccessi..(inseriti in un contesto di corsa lenta direi che non manca mai, riscaldamento e defaticamento sono OBBLIGATORI)..ci danno risultati straordinari. Tengono il sistema VIVO.

Molte strade posson portar allo stesso risultato, quella di Ugo passa per frustate al sistema neuroligico. 
Eccedete amici, con moderazione, ma eccedete.. potrebbe esser un motto  :-)

mercoledì 25 marzo 2009

Un blog in prestito: Mary tra Maratona di Roma e Passatore..tra Ugo ed i blogtrotters


Oggi il blog lo presto..a Mary. Chi di voi era a Roma l'ha forse conosciuta alla cena del Sabato sera..
Chi è? 
E' la mia amica di corsa di Alghero, che si è affidata da qualche mese agli allenamenti di Ugo, lettore e commentatore dei nostri blog, esponente di spicco della Running evolution, la simpatica squadra podistica romana. La meta della mia amica? Il Passatore. La sua tappa intermedia? La Maratona di Roma dell'altro giorno, chiusa in 3h25'

L'avevo provocata così 2 post fà..
[..] aggiunta per Ugo: mi sono accorto solo ora che avevi chiesto un mio parere su Mary e sul lavoro da lei fatto. Non so nello specifico  chi si aspettasse un suo cedimento o avesse messo in dubbio la bontà della sua preparazione, di certo quando lei si è affidata a te quanto meno una forte curiosità si è destata in molti qui ad Alghero, me compreso.  Hai scardinato il suo modo di correre e secondo me gli stai regalando una corsa molto più godibile. Al dilà del risultato, del miglioramento di ritmoe dei riscontri cronometrici che sta continuamente avendo(-20' in maratona perdonami un sti cazzi!!), il lascito di questa esperienza le permetterà di godersi ancora meglio le semplici corse quotidiane..diciamo che ne nasce un'atleta più consapevole dei suoi mezzi. Vorrei tanto sapere il tuo parere ed anche il suo..un giudizio su questi primi 3 mesi e mezzo di corse con te, prima che il suo pensiero sia inquinato dalla fatica degli allenamenti cui la sottopporrai nei prossimi mesi :-) )[..]

Ora ecco le sue parole

Credimi Mathias.. nemmeno gli allenamenti di Ugo riuscirebbero ad inquinare i miei pensieri e le mie emozioni.. sono strutturata bene..! E non solo fisicamente ;-) .... e tu sai benissimo tutto questo....  
La mia avventura è iniziata circa tre mesi fa, quando, dopo alcuni anni di ripensamenti, decido di prendere seriamente in considerazione di affrontare il tanto temuto "Passatore"... la motivazione di questa mia ardua decisione, fa parte di un mio percorso personale; decisione, oltre a tutto, molto sentita e meditata. Ero consapevole che tutto questo avrebbe scatenato perplessità e stupore.
In effetti, viene da chiedersi: "Ma che senso ha correre 100 km?esporsi con la salute fisica e poi, per cosa?" Qualcuno ha anche insinuato che sarebbe stato un modo come un altro per stare in prima linea... Sorrido.
Tuttavia, condividere il mio pensiero con chi avesse potuto capire, era fondamentale per ricorrere, all’incoraggiamento esterno che potesse sostenere la mia consapevolezza della fatica, dei sacrifici e delle rinunce che la preparazione della gara, avrebbe comportato. Nell'ambito della corsa, conosco solo una persona capace veramente di guardare "oltre" avendo una spiccata sensibilità da rendere condivisibile qualsiasi emozione delle diverse situazioni della vita... Mathias Grandi. o meglio.. il GRANDE Mathias!
Mi parla di Ugo e della possibilità dell’essere allenata da lui considerando che all'attivo ha ben sei gare del Passatore. ...detto fatto.
Allenare una persona a distanza non è per niente facile e questo è stato il primo ostacolo.
Oltre a tempi, alla dinamica di corsa e a tutto ciò che serve per organizzare un programma a distanza e soprattutto, giusto e corrispondente alla mie caratteristiche fisiche , Ugo ha voluto capire se ero anche strutturata caratterialmente.. ossia... la domanda che si è posto prima di ogni altra cosa:c'è una testa  per affrontare tutto ciò che comporta una preparazione di tale portata?!"
Ugo è una persona che lavora dalla mattina alla sera, e perdere tempo di certo non è il suo sport preferito... è la corsa, il suo sport preferito! Lui si è presentato come un tale "cattivo" ed io come una persona "tosta"... entrambi non ci siamo smentiti per nulla....!!! Credetemi... con Ugo anche per preparare una maratona ci vuole determinazione e tanta buona volontà.!! Vuoi risultati'? Non tralasciare niente dal programma e credi in quello che fai...
Lavoro sempre per tutto quello c'è da fare e non mi risparmio niente, anzi... capita spesso che faccio più del dovuto..! Non è facile organizzarsi con allenamento il lavoro, casa e famiglia, rinunciando, spesso, a del tempo tutto per me, e tra questo, anche la possibilità di fare qualche commento ai post dei vari blog (Mathias ci teneva tanto che facessi almeno questo...)
Dei miei mezzi sono sempre stata consapevole, ma è anche vero che  non ho mai avuto delle vere e proprie ambizioni agonistiche, piuttosto ho sempre corso per il semplice piacere di farlo. Forse è vero, Ugo ha scardinato il mio modo di correre, sto scoprendo cose di me impensabile prima ..!! 
Hai ragione Mathias.. la mia corsa è molto più godibile...
La mia prima maratona l'ho corsa a Roma quattro anni fa, mi è rimasta nel cuore.!!
Ma quella di quest’anno, l'ho vissuta da vera protagonista.. che emozione ragazzi...!!!!
Ugo ha contribuito molto a tutto questo, facendo in modo che questa gara la sentissi mia.
Mi ha sempre ripetuto che sarebbe stato il mio momento, sembrando quasi, più emozionato di me... tutto è stato enormemente bello.. dal ritiro del pettorale il sabato all'expo,dalla cena con tutti i blogtrotters... e poi la gara... L'ho corsa con il mio caro amico Stefano Benatti.Molti di voi lo conosceranno.. è il Patron della "Traslaval", l'affascinante gara a tappe sulle dolomiti... con noi alla partenza sarebbe dovuto esserci anche Ugo, ma in mezzo a quella calca ci siamo persi. Alla partenza ero stranamente troppo tranquilla, ma il fatto che mi ha meravigliato è che ho tenuto un passo costante a circa 4' 48 per oltre 28 km parlando e scherzando. Stefano che è un podista di quelli bravi (abbondantemente sotto le tre ore...)ed un precisissimo pecer di gara, mi diceva: "E' incredibile come sei migliorata dalla maratona di Firenze..!!!!" e continuava " Cara Mary sei bravissima!! ", io ero euforica.. padrona delle mie forze.. una sensazione incredibile..!! Mi sentivo spettatrice di me stessa, ed anche dopo il 35^ km, dove il percorso è notevolmente più ostico e dove c'è stato un evitabile rallentamento, ero tranquillissima, sapevo benissimo che anche i pochi secondi che avrei perso per tutto il resto della gara, non avrebbero compromesso il tempo che mi ero prefissata... insomma avevo tutto sotto controllo e mi ripetevo: "Sì, Mary questa è la tua gara!"
Ogni passo, le gambe e la lotta interiore contro la fatica immane, sapevo che mi avrebbero condotto verso  la fine e che io avrei esultato trionfante!
Al traguardo d’arrivo l’orgoglio di aver sostenuto la gara con un tempo sorprendente, ha cancellato i sintomi postumi della fatica e il mio primo pensiero oltre a quello di abbracciare con gratitudine il meraviglioso Stefano Benatti, la cui professionalità ha fatto si che mi sostenesse psicologicamente, è andato al ritiro bagagli per raggiungere il cellulare e rendere partecipe i miei affetti più cari di questa grande emozione.
Mancava solo una persona con la quale condividere il mio trionfo e anche il suo: Ugo. Sapevo di ritrovarlo in seguito e di rendergli tanta soddisfazione.
E così è stato. Devo ringraziarlo in modo particolare perché in tutti i momenti, prima e dopo, in cui costantemente ha saputo infondermi fiducia e incitazione esaltando le mie potenzialità che gli hanno dato ragione in questo momento indimenticabile.
La soddisfazione e la gioia di quest’ avventura oltre a quella di aver disputato una splendida maratona, sono state la condivisione in seguito con i blogtrotters di questo evento.
I pranzi e le  cene successive mi hanno fatto conoscere delle persone meravigliose,facendomi respirare in una atmosfera sportiva,il sapore dell’unione e della complicità di una vera squadra.
In particolare tengo a risaltare la conoscenza di Giampiero,la cui simpatica  personalità scoperta anche in uno solo confronto su  argomenti inerenti al mondo della corsa,ha messo in luce una profondità e sensibilità che hanno reso ancora più piacevoli i momenti trascorsi insieme.
Aggiungo che in una situazione di grandi emozioni che una maratona di Roma è capace di riservare, essere sostenuta da persone sbalorditive che si sono rivelate grandi conferme oltre la gara, hanno reso questo passo della mia vita davvero senza confronti e che forse, con le sole parole non è possibile descrivere il dono di tanta bellezza che solo il mio cuore può raccontare.   

sabato 27 dicembre 2008

Compagni di classe, compagni di Maratona: Francesca

Storie, piccole grandi storie di podismo che ci circondano. La vita a volte ti fa perder di vista le persone, vecchi compagni di scuola che seguono le proprie vie.. poi ecco che ci si ritrova a tavola una sera di festa per ricordare i tempi che furono e rispolverare una passione comune e bruciante. Io che Francesca, amica di liceo di Alghero, corresse lo sapevo già..mi aveva stupito però scoprirla all'arrivo della Firenze Marathon(3h53). Avevo visto con emozione il suo arrivo ed il pianto liberatorio. Dicevo, avevo quasi stupore perchè non pensavo potesse fare il salto di qualità che le mancava: gareggiare. Tra la fine del liceo e durante gli anni universitari lei correva distanze quasi inconcepibili per me..ricordo una volta in compagnia di Andrea , amico di bici, che la incontrammo sulla pista ciclabile, "di ritorno da un giro di 16km". Dentro di me pensavo.. "ma come fa questa?" accompagnando l'esclamazione ad un retropensiero circa la sua non completa integrita mentale :-) Non correvo allora e misuravo il mondo dei podisti con il metro rappresentato dalle mie allora capacità in questo sport: 6km. Se io arrivavo stremato a terminare quella distanza, chi ne faceva più di tre volte tanto doveva non esser normale. Chiedo l'assoluzione perchè penso sia errore comune il valutare le prestazioni sportive di qualcun'altro usando le nostre personali performance. Se c'è una cosa che ho imparato in questi pochi anni di corsa è il rispetto per l'impresa, l'accettazione che i limiti del corpo umano sono ben oltre di dove ci siamo spinti noi. (Breve divagazione, poi ritorno a Francesca. E' il caso di chi ora prepara una 100km, la mia amica Mary ad esempio, fatica a spiegare il perchè di questa "pazzia", ma io no, non ho bisogno di scavar a fondo dentro questa sua decisione. Non dico le persone sedentarie, ma i maratoneti dovrebbero quantomeno capirla..l'esempio fulgido di chi già è approdato alla distanza dovrebbe confortare circa la fattibilità dell'impresa per il corpo umano. Diverse poi possono esser le motivazioni soggettive che ci spingono, quelle son insindacabili.)
Dicevo Francesca, con lei ci eravam persi di vista, le primavere sono passate, io mi son innamorato della corsa e sapete sin dove son arrivato, ho attraversato gli oceani, ho corso migliaia di km. Quando ripensavo a lei, ora che l'avevo scavalcata, me la son sempre ricordata così, ferma su quelle distanze, una jogger evoluta, che correva per benessere. L'averla scoperta per caso su Tds a Firenze, e seguita, mi ha dato una grande emozione: compagni di classe maratoneti!
Ieri a tavola avrei voluto parlar di questo apertamente, ma eravam circondati anche da altri amici e quindi avevo quasi il timore di rubar loro la scena con i soliti argomenti podistici, quindi mi tenevo a freno di chiedere, indagare, viver l'emozione della sua prima maratona. Però lo vedevo che quando, quasi fugacemente, si finiva sull'argomento le brillavano gli occhi e parlava il mio linguaggio, quello che crea silenzio e forse incomprensione in chi ascolta. Sicuramente avremo modo di riparlarne meglio, magari di far anche qualche corsa insieme..ha il mio passo, anzi è un filino più veloce! In corsa, nel nostro habitat, parlar di corsa viene molto meglio :-)

sabato 26 luglio 2008

Storie:Giuseppe l'impavido. Scalata di prova a Villanova

Giuseppe, la sintesi del perchè a noi runners ci manca qualche rotella. E' anche lui mio compagno di squadra, un ragazzo d'oro che sta per lasciare la categoria dei TM, così vi ho fatto anche capire l'età. Sposato, due figli, uno natogli giusto una decina di giorni fa(ancora Auguri!!), un uomo felice con tante passioni, come l'altra per la pesca subacquea che lo porta a immergersi all'alba quando ci si dedica. Tornando all'affermazione del primo periodo, bè non saprei definirla diversamente la decisione di oggi, dopo un paio di mesi di inattività, di seguirci nell'avventura di testare il percorso della gara del 17 di Agosto. Zero allenamento e quindi..perchè non distruggersi di salita, quasi 18km soffrendo, penando, ma intanto con il gusto intatto e genuino di esser presente.Ci piace la fatica, troviamo nel gesto fisico l'attività di redenzione dai nostri patimenti..e lui è degno esponente di questa filosofia. Come quella volta che di botto decise di seguir il gruppo nel lunghissimo in preparazione della maratona, 35km, lui che non è maratoneta ancora e che arrivò con la lingua penzoloni. Ama la sfida, come quella alla velocità( va molto molto forte), ma sa mettersi in discussione, senza pensarci su, nelle uscite in cui non ha ancora la preparazione!
Oggi quindi è sullo sfondo la mia buona prestazione (ho chiuso quella famosa salita in 35'03, contro 36'31" e 35'57" delle due volte precedenti, più di 20"/km di miglioramento!..le ripetute 5x800metri in salita di cui non vi ho dato conto si fan sentire) e il mio plauso va a Giuseppe, che mi fa sempre morir dal ridere quando racconta gli aneddoti sulla sua procare cognata, modella e diavolo tentatore della sua incolumità psichica. Storie di runners. Storie da Alghero Marathon..
ps: Oggi era presente un altro personaggio cui bisognerebbe dar risalto e che, come Giuseppe, è stato a dir poco stoico:Pierpaolo, ma questa è un'altra storia...

lunedì 14 luglio 2008

Storie: Gianfranco, lo spirito leggero dell'Alghero Marathon

Volevo dedicare un post ad un mio compagno di squadra. Se lo merita veramente.
Correre in una società ti arricchisce e permette di scoprire storie belle, di sudore e passione, intessute non da campioni, ma da persone comuni. Quelle che ci abitano a fianco sul pianerottolo per intenderci, che però, qui sta il bello, un giorno si sono scoperte eccezionali e grazie al contagio del virus biricchino della corsa hanno iniziato a correre, correre e correre..
Questa è la storia di Gianfranco. Non sono suo vicino di casa, anche se abitiamo nello stesso isolato, ma parlando di lui certo la mia prima curiosità si sposterebbe sui vicini di casa.. "e perchè?" mi chiederete voi! Perchè loro potrebbero testimoniare la trasformazione di questo giovanotto di 54 anni. Fino a qualche tempo fa la sua bilancia di casa piangeva quando lo vedeva, pesava 120kg!Non certo un adone..
Poi un giorno il desiderio di cambiare vita, la dieta tenace e lungo questo suo percorso un innamoramento. Stia tranquilla la moglie, nessuna ragazza, ma una passione chiamata running. Ha iniziato a correre tutti i giorni e non si è più fermato. Noi lo abbiamo conosciuto quando già la sua silhuoette era più gentile, entrando in Società aveva già perso 25kg!!Il gruppo si è arricchito di un barzellettiere nato, mi ricordo il ritorno da Nuoro ad Alghero in pullman, condito da un'ora consecutiva di sue barzellette raccontate al microfono..non lo fermava più nessuno! La sua dote umoristica stempera qualsiasi situazione, anche l'altra sera alla riunione per decidere l'avvio della sede sociale. C'era stato qualche battibecco qua e là, ad un certo punto prende la parola lui, silenzio, si pensa ad un intervento serio dato il clima: suggerisce per l'avvio della sede di invitare 4 ragazze dai facili costumi.. risata generale.
E' un uomo la cui delicatezza e leggerezza di spirito sono in controtendenza con la stazza che fino ad ora si è portato dietro. E'un grande..
Ovviamente Gianfranco, come noi , condivide la conquista delle gare..La prima foto che vedete qui è di due settimane fa, quando è riuscito a chiudere la sua prima mezza maratona, nella notturna e afosissima Roma: 2h21..e forse già qualche chilo in meno..
Continua così Gianfra, il prossimo post te lo dedico agli 80kg!!

ps: Spero che se qualcuno distrattamente abbia letto questo post e si trovi nelle stesse condizioni, sia spronato ad imitare Gianfranco. Non c'è niente di impossibile, basta solo un pò di volontà..