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mercoledì 21 aprile 2010

Il grottesco nella mostra "Goya e il suo tempo". Il filo conduttore di certi miei innamoramenti pittorici

L'occasione di una mostra a Palazzo Reale "Goya e il suo tempo" è stato il momento per apprezzar delle opere che mi han veramente colpito.
Premetto che di Goya c'era ben poco e c'erano autori che erano lontani, artisticamente parlando e anche cronologicamente, allo spagnolo (cioè, se si deve far riferimento "al tempo di Goya" perchè mettere Mirò che è pittore che ha prodotto nel secolo 1900).
Comunque la sezione del grottesco per me vale l'intero biglietto. Ci son quadri ed incisioni di autori che non conoscevo (tutti ispirati da Goya? non so..) che mi hanno lasciato quel piacevole senso di inquietudine.
Se sapessi dipingere o incidere io disegnerei molto probabilmente queste cose. E' una forma di espressione quasi onirica. Mi affascina e se guardo indietro, nell'etichetta sull'arte, mi scopro quasi inconsapevolmente a recensire certe tipologie di quadro..
ps: si provi a veder i miei precedenti "innamoramenti" pittorici (giacché avevo messo alcune immagini), c'è quasi un filo conduttore..!!
Max Klinger- Ansia

Rops- Satana che semina zizzania.



Altro Klinger (non presente alla mostra però)

mercoledì 4 novembre 2009

Antonio Berte Canto notturno di un pastore errante dell'Asia

Il mio amore per la pittura "notturna" mi ha portato a Googlare un attimo. Cercavo un Coccorante, che mi era piaciuto molto visto all'Accademia di Brera, invece mi son imbatutto in un autore morto da poco Antonio Bertè
Tra le opere questa ispirata al Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" di Leopardi.

Quasi inquietante quanto affascinante questo dipinto.
Per una rivisitazione della poesia, al quale è ispirato il quadro, qui una interpretazione di Foà.

e dopo questo tutti fuori ad interrogar la Luna..

giovedì 23 aprile 2009

quadro che mi piace + annuncio gara Sassari Osilo

Sempre dal D'orsay. C'è sempre qualcuno che sa leggere i tuoi stati d'animo. Io son il cane che ulula al mare ruggente

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Ah ne approfitto per annunciare che domenica parteciperò ad una garetta in salita, la Sassari Osilo di 12,9km. Il dislivello è di oltre 350 metri. Sarà un buon allenamento.. devo ancora vedere come interpretarla.. La salita sta nella parte iniziale uscendo da Sassari e poi nel finale, 3km( ma non vorrei sbagliare Davide supportami tu) per risalire il collinotto sopra il quale svetta Osilo, lì è a tornanti. In mezzo credo strada vallonata

venerdì 10 aprile 2009

Maratona di Parigi: Un sogno realizzato..

Il racconto era già pronto, ma nel rispetto del lutto nazionale non l'ho pubblicato ne ho commentato a chi mi chiedeva fossi rientrato. Ora spero che la vita possa riprendere come prima. Ddel terremoto ho letto e visto su internet, i telegiornali invece mi danno fastidio con il loro sciacallaggio mediatico. Non dimentichiamo

Aggiornamento lunedì: ho trovato uno dei quadri che mi ha ispirato.E' del 1867 di un pittore presumo francese Louis Orphee. Ce n'è anche un'altro ma lo posterò più avanti per riempire i buchi del blog

Maratona di Parigi: Un sogno realizzato
Amo i paesaggi notturni e boschivi, forse perchè ho un animo solitario, chi lo sà? Mi immagino rapito in corse al chiar di Luna, a combattere contro le mie paure. Mi soffermo sulle sensazioni di piacevole fatica che proverei nel trovarmi sfinito e adagiato sul letto del bosco, mentre guardo la luce fioca che filtra tra i rami. Il viso bordato di sudore e lacrime, ora che sovviene il ricordo ed avanza un sonno ricco di sogni. Quali emozioni è in grado di suscitare un quadro di un artista sconosciuto visto nel grande museo d'Orsay. Di Parigi e altre sciocchezze, di ciò germoglia il mio riposo nel sottobosco..
Volo indietro di qualche giorno e rifletto sul fatto che ho fatto uno stacco quasi completo dalla corsa pensata. L'ansia del correre, dei tempi e della prestazione, sono stati completamente assorbiti dalla grande città nel quale mi son fuso con la mia Ele. Solo ora mi interrogo e ritorno a quei momenti di battaglia, là per le strade parigine.
Che non tragga in inganno, ho corso e l'ho vissuta molto intensamente la gara. Ritiro pettorale, pasta party, rituali consolidati. Quel leggero senso di adrenalina che ti pervade. Emozioni sempre uguali. Certo la pasta scotta e senza sale dei francesi richiede una buona dose di fantasia per essere mangiata, ma anche quella è stata un' emozione. La mattina poi la cronica stitichezza del premaratona che si trasforma in "urgenza" fisiologica. Lì ti rendi conto che che i bagni sono pochini, uno in griglia per migliaia e migliaia di podisti. Il panico per fortuna gioca anche a favore. Non il mio, che ancora un pò sotto controllo lo riesco a tenere, ma quello degli altri. La partenza repentina fa scappare tutti. Io ne approfitto e rimanendo in fila con quei pochi rimasti lì alla toilette, accetto di partire nelle retrovie, pur di iniziare a correre "liberato" da un peso. Entro nell'immonda cabina blu e ne esco all'attacco.. Dieci minuti di camminata, perchè anche i guerrieri si riscaldano, ed ecco che l'Arco di Trionfo inizia ad allontanarsi dietro di me, a passo di corsa. Sono sugli Champs Elyseé, c'è gran tifo, la musica suona..che bello correre sulle strade del mondo.Si corre verso Place de la Concorde con l'obelisco che svetta. Che overdose di sensazioni. Di corsa nella storia qui ci avrei trovato nel 1792 la testa di Maria antonietta d'Asburgo rotolante e ghigliottinata. Più di 200 anni dopo 40mila teste invece combattono una battaglia personale con le loro gambe, appena iniziata.
Che enorme fiumana di umanità varia..Ecco il Louvre, so che c'è Ele all'interno a perdersi tra opere d'arte, le mando un bacio virtuale.. Zig-zago per superare gruppi di podisti, ma so che non dovrei per non stancarmi. Darvi il resoconto dei miei intermedi avrebbe poco senso. Il garmin segnerà 43,2km di spostamenti. Oltretutto il superare non mi permette di avere un'andatura regolarissima, come niente mi trovo a viaggiare sotto i 5, ma con altrettanta facilità segno dei momenti sopra i 6. Di sicuro e reale, di questo posso dar conto, è il semaforo rosso. Cosa? Si..durante i primi km all'improvviso lo stop, poco prima della Bastiglia. Incredulo penso ad un treno che deve passare..cosa? han fermato la maratona? No, è semplicemente una strettoia. Il sovra elevato numero di esseri scalpitanti copre l'intera sede stradale ed in quel punto ci si ferma, si attende, si cammina..attimi in cui le energie nervose e mentali si bruciano a velocità tripla. Si riparte, ma la frittata è fatta. Ora vedo quel km, il 3°, essersene andato in 7'. Sudo freddo, dentro sono già in lotta, vedo le bandiere sarde della Bastiglia, saluto urlante. Non sto bene. Sono solo i primi km, ma un malessere mi pervade. Non riesco a dargli forma quando ecco che la mia vescica inizia a gonfiarsi come un palloncino. Penso che stiamo correndo verso l'estrimità est della città, in direzione del Castello di Vincennes. Là troverò forse un angolo.. Attanagliato da questi pensieri passo ai 5 km in 28'54" (passo di 5'46), cinquina sporcata dalla strettoia. Le strade sono belle, la gente al lato incita. Trovo il coraggio di fermarmi, anche se ancora non siamo proprio fuori la città. Una pausa lunga e liberatoria. Mi frego un'altra cinquina però: 30'44 (passo di 6'08). Sono sotto di 2 goal in terra francese. Sbando celebralmente, penso ai miei obiettivi e per un attimo vengo preso dallo sconforto. Pochi km, il tempo di riprendermi, di vedere quanto sia in fondo più forte rispetto al passato, di constatare in che contesto stupendo sto correndo. Il castello di Vincennes mi aiuta in questo senso. Ma guarda che reggia, quanti Sovrani vi hanno soggiornato. Cavolo se è bello. Chiudo attorno ai 13 km le paranoie mentali e mi lascio andare. Come mare increspato da un venticello fresco e teso mi faccio più minaccioso ed inizio a correre. Certo anche la terza cinquina si chiude un pò così, 29'06 (passo 5'49) ma accetto che questo sia l'andazzo. Il garmin mi conferma che l'andatura è quella dei miei allenamenti. La differenza poi coi passaggi reali la fanno le serpentine che continuo a fare, vere e proprie diagonali da bordo a bordo. Del resto vi sono obbligato. Se trovo cinquanta persone che vanno a 7'/km non posso accodarmici, devo superare..scusi, excuse me, pardon. Corriamo nel verde del parco del Castello, poi giriamo per tornare a Parigi (si spera). La mezza arriva in un batter d'occhio, fino ad ora non ho guardato il tempo totale. Lo faccio per la prima volta. 2h3'. (6,1 km al passo di 5'43) Mi torna l'entusiasmo. Posso abbattere di una buona mezz'ora il mio personale se reggo. Non mi sono stancato più di tanto, le pulsazioni sono normali e non tachicardiche come le precedenti maratone, andiamo.. Il ritorno alla Bastiglia aiuta. Le bandiere sarde lì piazzate e la gente di Alghero mi danno una botta di adrenalina. "Mathiaas" . L'high score di sport tracks mi segnala tratti di follia a 4'30/km, brevi sgroppate per rispondere con dei popopopoo ai "vai Italia, vai materazzi" urlato da alcuni francesi a bordo strada. I 25km (a passo 5'39 l'intermedio) e la Senna. I ponti ed i sottopassi. Inizia un'altra gara. Mi calmo. Che gara schizzofrenica, 13km di sofferenza e 12km di gioia incontenibile. Ma il sottopasso smorza l'entusiamo. Si entra in una bolla di umidità e di caldo impressionante. Mi sembra di non andare avanti. La gente inizia ad urlare, un grosso urlo che accompagna la discesa e la risalita. Sudo, ho un primo segno di stanchezza. Nella risalita dal sottopasso faccio i passi piccolini e mi tengo il più defilato possibile. Corro vicino a bottiglie di birra. No non è l'inciviltà di qualche ubriacone..è gente vestita da bottiglia di birra che fa la maratona. Ah se ne potessi bere una..certo la birra non è facile da reperire, ma se volete del vino qui sul percorso a Parigi trovate dei rifornimenti "particolari". Vinello che scanso gentilmente. I 30 km con la Torre Eiffel lì, bella..a riempirmi gli occhi. L'intermedio è buono considerando i 4 sottopassi (29'03 a passo 5'48). Mi involo verso la parte ovest della città, là dove si decideranno le sorti della Maratona, il parco di Bois de Boulogne.La differenza tra me e gli altri è netta. Sono in sorpasso perenne. Viene fuori l'abitudine a stare sulle gambe. I 35km sono nel parco(intermedio di 28'51 a passo 5'46). Rivivo percorsi che ho già corso. Mi "vedo" a Fertilia, devo solo tornare a casa. Ascolto il mio corpo, alla ricerca di una crisi che non c'è. Si forse una piccola flessione, ma quel mal di gambe che ti strappa i muscoli e ti fa arrivare crampi lancinanti, a me tanto famigliare nelle mie precedenti maratone, è solo un ricordo.
E' da un pezzo che non guardo più l'orologio ma che perseguo il traguardo, come dice il mio amico Massimiliano, anche lui da qualche parte là nel mezzo. Penso anche a Pierpaolo, altro amico di corsa alla sua prima maratona, con un solo disperato lunghissimo di 28km (la settimana prima!). Dove sarà(finirà a 4h37)..
Siamo in fondo tutti persi nel mare di sofferenza gratuita che ci infliggiamo. Un percorso di espiazione forse , dal quale troviamo la forza di riemergere alla fine più vivi che mai. Dal porto delle nebbie sono uscito anche io. Erano i 40 o 41 km non sò..mi sono reso conto che tutto stava per finire ed un pò mi sono commosso. Ancora cavolo, ancora voglio provare queste sensazioni la mia mente continuava a ripetere ..un brivido verticale dalla punta dei piedi ai capelli, che mi ha spinto in avanti. L'arco di Trionfo e le gambe impazzite. I fotografi, l'urlo..la fine 4h07'06". Un negative splite simbolico. La seconda parte più veloce di 24" rispetto alla prima. 29' di personale. Pensieri impazziti.. mentre il sogno svaniva ed Eleonora mi riportava alla realtà. "Amore andiamo, non restare di fronte a quel quadro". Un ultimo sguardo a quella stella nel cielo dipinto. Intimamente lo so, è la mia terza maratona e qualcuno nell'ottocento l'aveva già dipinta. Io, boschivo e solitario, le ho solo dato forma.

giovedì 12 febbraio 2009

Move in art Sassari.Pittura giovane in sardegna. Ci sarà anche Ele

Il gusto di un aperitivo unito al piacere di esser immersi in mezzo ad un pò di arte giovane. Se doveste capitare a Sassari in questo mese vi invito ad andare al Giardino degli Aranci (via coppino 2/a-4 vicino alla facoltà di giurisprudenza) locale dove è in corso, a partir da oggi 12 febbraio, una collettiva di pittura organizzata dall'associazione Move in Art
All'esposizione parteciperà anche la mia Ele, con 3 nuovi suoi lavori. Per chi volesse vederli vada sul suo sito, qui. La foto e la trasposizione a pc dei quadri non rendono purtroppo, ma danno l'idea. Sono orgoglioso di lei. Riempie quel vuoto artistico che alberga in me. Mi piace l'arte in tutte le sue forme, ma non sono in grado di produrla.
E' agli esordi e, come artista, sta iniziando a muoversi nel difficile mondo delle esposizioni. Non è facile neanche nel suo campo mettersi in mostra, quelle volte che ne ha l'occasione però mi presto volentieri a far da cassa di risonanza.
Stasera saremo all'inaugurazione :-)

domenica 14 settembre 2008

Di tutto1post.Temporale,estemporanea di Ele e Chiara Vigo tessitrice e maestro di Bisso:artigiana poco umile

Ciao amici, grazie ancora per i moltissimi e preziosi consigli sulle scarpe. Ora nei prossimi giorni(sono un pò pigro, non dico ci vado domani), mi avvicinerò ai negozi sportivi ed inizierò a filrtare con queste scarpe. Vi saprò dire..
A chi mi chiedeva notizie sui danni causati dal temporale (degenerato in uragano) su Alghero, rimando alla visione del primissimo servizio del tg dell'emittente del mio pianerottolo. Eh si..Alghero Tv ha lo studio nella porta di fronte a me..se mi metto ad origliare potrei ascoltare il tg in anteprima! Ecco il link al notiziario di sabato 13..
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Ieri sono stato ad accompagnare la mia Ele ad una estemporanea di pittura e artigianato ad Ozieri. Che bello, è la prima volta che la vedo dipingere dal vivo ed era la sua prima volta attorniata dal pubblico. Superato l'imbarazzo iniziale, un pò da parte mia(che mi sentivo a volte di troppo), un pò da parte sua per timidezza, la giornata è scivolata via..potevo notare i curiosi che si appiccicavano ai suoi quadri(quelli già fatti in passato ed esposti) come carta moschicida e a quello che sta componendo adesso. Mi sentivo orgoglioso, la guardavo in silenzio mentre faceva cose stranissime per me(si faceva portare il caffè dal sottoscritto e.. non lo beveva ma lo usava per dipingere!!)
Io son assolutamente una nullità in campo artistico, non so tener in mano una matita, al massimo sono in grado di disegnare una casa, con sfondo una montagna a triangolo e il sole..cose da bambini dell'asilo. E' per questo che rimango ancora più ammirato quando la vedo all'opera!
Ogni tanto mi allontanavo, per lasciarla in pasto al pubblico e gironzolavo tra gli stand, quanto cose ho visto..l'artigianato sardo ha una potenzialità incredibile, al di là delle solite cose che si possono vedere sono rimasto sbalordito dalla lavorazione del ginepro e dell'olivastro che faceva un signore. Le radici, piegate dalle bizzaria della natura venivano sfruttare per creare oggetti ornamentali e anche funzionali..ad es porta tv.. oppure mi viene in mente il tipo che scolpiva il sughero per farne riproduzioni di monumenti famosi.
Poi..poi c'era Chiara Vigo, ma qui bisogna aprire una parentesi.
Chi è Chiara Vigo?
E' forse l'unica tessitrice al mondo di bisso marino. Una specie di pelame che cresce sulle nacchere, che lei stessa va a pescare in un solo determinato periodo dell'anno immergendosi sott'acqua.. lo pulisce con lo spazzolino, ne ricava filamenti, che intesse direttamente a mano con le unghie.. E' un'arte millenaria che si sta perdendo.
Fermi, a mathias è piaciuta Chiara Vigo?
Finchè fa quello che fa', nulla da dire.. anche il Papa(Giovanni Paolo II) si era fatto fare dei ricami da lei, ma signori..sarebbe meglio spegnere l'audio. Questa donna non mi piace per nulla, a sentirla parlare sembra di esser di fronte a una profeta.. Lei è l'unica depositaria di quest'arte e fa discorsi del tipo che gli artigiani e gli artisti non dovrebbero farsi pagare per quello che producono.
Ma come..che c'è di male io mi chiedo a veder riconosciuto lo sforzo del proprio lavoro. Io non so lei come campi, se si nutra di Bisso o se veramente per quello che fa non viene retribuita, ma anche se fosse..rimani nel tuo campo e limitati alla TUA esperienza. Non puoi, di fronte ad una platea di artigiani, lì magari anche con la speranza di vendere qualcosa, fare discorsi di questo tipo. A me ha dato sinceramente fastidio ascoltar la sua conferenza, in cui rimarcava le sue conoscenze importanti. Ha dato un filo di bisso alla moglie di Mandela, che ora le lega..o per dire, nel video di mio fratello, che era andato a Sant'Antioco ed era capitato nel suo laboratorio, sentirla dire (mentre tesseva di fronte a loro) "eh eh ecco le mani magiche di zia Chiara"..cioè si loda da sola!!!
Si definisce umile, ma nei fatti si comporta come una star, la due giorni di artigianato in atto ad Ozieri vede lei protagonista e sullo sfondo tutti gli altri.
Io non so se in giro ci sia qualcun'altro che la pensi come me riguardo a questa tipa. Penso ci siano tanti artigiani, depositari di arti che stanno scomparendo, che adottino un profilo un filino più basso..