Il racconto era già pronto, ma nel rispetto del lutto nazionale non l'ho pubblicato ne ho commentato a chi mi chiedeva fossi rientrato. Ora spero che la vita possa riprendere come prima. Ddel terremoto ho letto e visto su internet, i telegiornali invece mi danno fastidio con il loro sciacallaggio mediatico. Non dimentichiamo
Aggiornamento lunedì: ho trovato uno dei quadri che mi ha ispirato.E' del 1867 di un pittore presumo francese Louis Orphee. Ce n'è anche un'altro ma lo posterò più avanti per riempire i buchi del blog
Maratona di Parigi: Un sogno realizzato
Amo i paesaggi notturni e boschivi, forse perchè ho un animo solitario, chi lo sà? Mi immagino rapito in corse al chiar di Luna, a combattere contro le mie paure. Mi soffermo sulle sensazioni di piacevole fatica che proverei nel trovarmi sfinito e adagiato sul letto del bosco, mentre guardo la luce fioca che filtra tra i rami. Il viso bordato di sudore e lacrime, ora che sovviene il ricordo ed avanza un sonno ricco di sogni. Quali emozioni è in grado di suscitare un quadro di un artista sconosciuto visto nel grande museo d'Orsay. Di Parigi e altre sciocchezze, di ciò germoglia il mio riposo nel sottobosco..
Volo indietro di qualche giorno e rifletto sul fatto che ho fatto uno stacco quasi completo dalla corsa pensata. L'ansia del correre, dei tempi e della prestazione, sono stati completamente assorbiti dalla grande città nel quale mi son fuso con la mia Ele. Solo ora mi interrogo e ritorno a quei momenti di battaglia, là per le strade parigine.
Che non tragga in inganno, ho corso e l'ho vissuta molto intensamente la gara. Ritiro pettorale, pasta party, rituali consolidati. Quel leggero senso di adrenalina che ti pervade. Emozioni sempre uguali. Certo la pasta scotta e senza sale dei francesi richiede una buona dose di fantasia per essere mangiata, ma anche quella è stata un' emozione. La mattina poi la cronica stitichezza del premaratona che si trasforma in "urgenza" fisiologica. Lì ti rendi conto che che i bagni sono pochini, uno in griglia per migliaia e migliaia di podisti. Il panico per fortuna gioca anche a favore. Non il mio, che ancora un pò sotto controllo lo riesco a tenere, ma quello degli altri. La partenza repentina fa scappare tutti. Io ne approfitto e rimanendo in fila con quei pochi rimasti lì alla toilette, accetto di partire nelle retrovie, pur di iniziare a correre "liberato" da un peso. Entro nell'immonda cabina blu e ne esco all'attacco.. Dieci minuti di camminata, perchè anche i guerrieri si riscaldano, ed ecco che l'Arco di Trionfo inizia ad allontanarsi dietro di me, a passo di corsa. Sono sugli Champs Elyseé, c'è gran tifo, la musica suona..che bello correre sulle strade del mondo.Si corre verso Place de la Concorde con l'obelisco che svetta. Che overdose di sensazioni. Di corsa nella storia qui ci avrei trovato nel 1792 la testa di Maria antonietta d'Asburgo rotolante e ghigliottinata. Più di 200 anni dopo 40mila teste invece combattono una battaglia personale con le loro gambe, appena iniziata.
Che enorme fiumana di umanità varia..Ecco il Louvre, so che c'è Ele all'interno a perdersi tra opere d'arte, le mando un bacio virtuale.. Zig-zago per superare gruppi di podisti, ma so che non dovrei per non stancarmi. Darvi il resoconto dei miei intermedi avrebbe poco senso. Il garmin segnerà 43,2km di spostamenti. Oltretutto il superare non mi permette di avere un'andatura regolarissima, come niente mi trovo a viaggiare sotto i 5, ma con altrettanta facilità segno dei momenti sopra i 6. Di sicuro e reale, di questo posso dar conto, è il semaforo rosso. Cosa? Si..durante i primi km all'improvviso lo stop, poco prima della Bastiglia. Incredulo penso ad un treno che deve passare..cosa? han fermato la maratona? No, è semplicemente una strettoia. Il sovra elevato numero di esseri scalpitanti copre l'intera sede stradale ed in quel punto ci si ferma, si attende, si cammina..attimi in cui le energie nervose e mentali si bruciano a velocità tripla. Si riparte, ma la frittata è fatta. Ora vedo quel km, il 3°, essersene andato in 7'. Sudo freddo, dentro sono già in lotta, vedo le bandiere sarde della Bastiglia, saluto urlante. Non sto bene. Sono solo i primi km, ma un malessere mi pervade. Non riesco a dargli forma quando ecco che la mia vescica inizia a gonfiarsi come un palloncino. Penso che stiamo correndo verso l'estrimità est della città, in direzione del Castello di Vincennes. Là troverò forse un angolo.. Attanagliato da questi pensieri passo ai 5 km in 28'54" (passo di 5'46), cinquina sporcata dalla strettoia. Le strade sono belle, la gente al lato incita. Trovo il coraggio di fermarmi, anche se ancora non siamo proprio fuori la città. Una pausa lunga e liberatoria. Mi frego un'altra cinquina però: 30'44 (passo di 6'08). Sono sotto di 2 goal in terra francese. Sbando celebralmente, penso ai miei obiettivi e per un attimo vengo preso dallo sconforto. Pochi km, il tempo di riprendermi, di vedere quanto sia in fondo più forte rispetto al passato, di constatare in che contesto stupendo sto correndo. Il castello di Vincennes mi aiuta in questo senso. Ma guarda che reggia, quanti Sovrani vi hanno soggiornato. Cavolo se è bello. Chiudo attorno ai 13 km le paranoie mentali e mi lascio andare. Come mare increspato da un venticello fresco e teso mi faccio più minaccioso ed inizio a correre. Certo anche la terza cinquina si chiude un pò così, 29'06 (passo 5'49) ma accetto che questo sia l'andazzo. Il garmin mi conferma che l'andatura è quella dei miei allenamenti. La differenza poi coi passaggi reali la fanno le serpentine che continuo a fare, vere e proprie diagonali da bordo a bordo. Del resto vi sono obbligato. Se trovo cinquanta persone che vanno a 7'/km non posso accodarmici, devo superare..scusi, excuse me, pardon. Corriamo nel verde del parco del Castello, poi giriamo per tornare a Parigi (si spera). La mezza arriva in un batter d'occhio, fino ad ora non ho guardato il tempo totale. Lo faccio per la prima volta. 2h3'. (6,1 km al passo di 5'43) Mi torna l'entusiasmo. Posso abbattere di una buona mezz'ora il mio personale se reggo. Non mi sono stancato più di tanto, le pulsazioni sono normali e non tachicardiche come le precedenti maratone, andiamo.. Il ritorno alla Bastiglia aiuta. Le bandiere sarde lì piazzate e la gente di Alghero mi danno una botta di adrenalina. "Mathiaas" . L'high score di sport tracks mi segnala tratti di follia a 4'30/km, brevi sgroppate per rispondere con dei popopopoo ai "vai Italia, vai materazzi" urlato da alcuni francesi a bordo strada. I 25km (a passo 5'39 l'intermedio) e la Senna. I ponti ed i sottopassi. Inizia un'altra gara. Mi calmo. Che gara schizzofrenica, 13km di sofferenza e 12km di gioia incontenibile. Ma il sottopasso smorza l'entusiamo. Si entra in una bolla di umidità e di caldo impressionante. Mi sembra di non andare avanti. La gente inizia ad urlare, un grosso urlo che accompagna la discesa e la risalita. Sudo, ho un primo segno di stanchezza. Nella risalita dal sottopasso faccio i passi piccolini e mi tengo il più defilato possibile. Corro vicino a bottiglie di birra. No non è l'inciviltà di qualche ubriacone..è gente vestita da bottiglia di birra che fa la maratona. Ah se ne potessi bere una..certo la birra non è facile da reperire, ma se volete del vino qui sul percorso a Parigi trovate dei rifornimenti "particolari". Vinello che scanso gentilmente. I 30 km con la Torre Eiffel lì, bella..a riempirmi gli occhi. L'intermedio è buono considerando i 4 sottopassi (29'03 a passo 5'48). Mi involo verso la parte ovest della città, là dove si decideranno le sorti della Maratona, il parco di Bois de Boulogne.La differenza tra me e gli altri è netta. Sono in sorpasso perenne. Viene fuori l'abitudine a stare sulle gambe. I 35km sono nel parco(intermedio di 28'51 a passo 5'46). Rivivo percorsi che ho già corso. Mi "vedo" a Fertilia, devo solo tornare a casa. Ascolto il mio corpo, alla ricerca di una crisi che non c'è. Si forse una piccola flessione, ma quel mal di gambe che ti strappa i muscoli e ti fa arrivare crampi lancinanti, a me tanto famigliare nelle mie precedenti maratone, è solo un ricordo.
E' da un pezzo che non guardo più l'orologio ma che perseguo il traguardo, come dice il mio amico Massimiliano, anche lui da qualche parte là nel mezzo. Penso anche a Pierpaolo, altro amico di corsa alla sua prima maratona, con un solo disperato lunghissimo di 28km (la settimana prima!). Dove sarà(finirà a 4h37)..
Siamo in fondo tutti persi nel mare di sofferenza gratuita che ci infliggiamo. Un percorso di espiazione forse , dal quale troviamo la forza di riemergere alla fine più vivi che mai. Dal porto delle nebbie sono uscito anche io. Erano i 40 o 41 km non sò..mi sono reso conto che tutto stava per finire ed un pò mi sono commosso. Ancora cavolo, ancora voglio provare queste sensazioni la mia mente continuava a ripetere ..un brivido verticale dalla punta dei piedi ai capelli, che mi ha spinto in avanti. L'arco di Trionfo e le gambe impazzite. I fotografi, l'urlo..la fine 4h07'06". Un negative splite simbolico. La seconda parte più veloce di 24" rispetto alla prima. 29' di personale. Pensieri impazziti.. mentre il sogno svaniva ed Eleonora mi riportava alla realtà. "Amore andiamo, non restare di fronte a quel quadro". Un ultimo sguardo a quella stella nel cielo dipinto. Intimamente lo so, è la mia terza maratona e qualcuno nell'ottocento l'aveva già dipinta. Io, boschivo e solitario, le ho solo dato forma.