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giovedì 20 agosto 2009

Ugo Sansonetti..un esempio da imitare. 3°anno di corsa

Il corpo
è stato costruito per non essere dietro
una scrivania ma per correre, arrampicarsi,
muoversi, fare degli scatti.
E dunque?
"Facendo sport il risultato è che tutte le
funzioni del corpo, incluso quelle cerebrali,
stanno meglio. E dunque devo
mantenere il corpo in esercizio
. Devo
farlo essere efficiente. Non posso permettermi
il lusso di non mantenerlo al
meglio!

Ugo Sansonetti classe 1919
Così dice uno dei nostri più longevi atleti in un'intervista che ho letto qui (scorrete il pdf a pagina 30). La lettura del pezzo la consiglio a tutti. E' un uomo dalla vita straordinaria ed esemplare. A chi ancora sorride, pensando che cosa possa mai fare un 90enne, consiglio altresì di guardare questa finale dei 100 metri. Ugo (detto Matusalesto) è in seconda corsia .

Ragazzi..avete visto vola in 17"82.. un 90enne che scatta a 2'58"/km!!
E' il più bell'esempio che si possa dare.. Illuminante a 360° per chi si sfiducia per il calo delle proprie prestazioni e molla, altresì per chi non ha mai iniziato a fare sport e vive passivamente il proprio invecchiamento.
Nello scoccare del mio terzo anno podistico (era qualche giorno dopo ferragosto del 2006) io appoggio la filosofia e le parole di Ugo.
L'invecchiamento è ineluttabile, è un processo naturale a cui tutti siamo soggetti. Ma la qualità dello stesso rientra in una buona percentuale nella nostra sfera di dominio. La natura ci regala un corpo efficiente(certo non performante per tutti allo stesso modo) sta a noi mantenerlo tale.
L'atletica è sbocciata come una passione quasi casuale, ma aver scoperto quali benefici essa dona al corpo e alla psiche, bè me la fa diventare un pretesto per stare in forma ed influenzare positivamente i miei anni avvenire.
Parlo di atletica, perchè non corro più soltanto. Salto, balzo faccio esercizi di equilibrio. Mi metto alla prova e scopro che ogni movimento migliora con la ripetizione del gesto.
Io forse potrei essere agli occhi dei più un fissato, uno che eccede. Un pensiero mai condiviso, però ogni tanto mi viene.. mi sembra quasi che quando parlo/scrivo non riesco più di tanto a fare presa, perchè.. faccio troppo!E' buffo..il mio "tanto" spaventa. "Si ma con tutto quello che fai tu.." più volte ho ricevuto questa osservazione in vari contesti quando, magari perchè stimolato, mi son soffermato a decantare i benefici del movimento!
Non serve correre a livello agonistico/amatoriale per stare in forma. Serve solo un minimo di volontà e costanza e di amore per la propria persona, per dedicarsi a qualcosa che faccia stare bene (per me è questo sport, ma per altri potrebbe non esserlo).
Non ho di certo intenti apostolici per carità.. rimango a badare al mio orticello..

..e guardandolo son contento. Ho dato criterio al tutto. Mi ricordo l'anno 2007 il primo vero e pieno, quello della maratona di New York mi distruggevo di km(lì le settimane da 80/90km!) e ammassavo idee balzane che mi venivano in mente. Non rispettavo recuperi, provavo allenamenti di velocità, cui facevo seguitare subito lunghissimi. Certo il ricordo rende tutto più dolce, però così son andato più volte vicino ad infortuni ed affaticamenti. Bello e irresponsabile potrei definirlo.
Il 2008 è stato l'anno del gruppo, della scoperta degli amici di corsa. E di un primo abbozzo di qualche allenamento più sensato. Se nel 2007 avevo voglia di andare lontano, in questo mi è venuto la voglia di andare più veloce. Nasce l'agonista in me. Mi son messo a seguire in modo più coscienzioso alcune tabelline, anche se non tutte adatte!
Questo 2009 sta vedendo sbocciare ancora l'agonista, che ora segue un allenamento personalizzato. Ho avuto la fortuna di conoscere Ugo(non Sansonetti eh!, è l'amico romano), che è diventato il mio "impersonal trainer". Mi diverto tanto. Il gruppo, che seguita a fare gli stessi percorsi, l'ho un pò abbandonato, perchè per fare certi allenamenti non posso seguir i compagni di squadra. Non ho però abbandonato la corsa in compagnia. Spesso ho coinvolto gli amici in miei allenamenti od ho risposto affermativamente al coinvolgimento, da parte loro, in qualche giro. Mi sto facendo tanti amici alle gare e sto iniziando a frequentare la pista, un ambiente divertente perchè permette di ridere e scherzare mentre ciascuno fa la propria corsa.
La chiudo qui dai.. obiettivi? Uno si..un giorno vorrei battere qualche record del mondo dei master 90! Ugo (Sansonetti) sei avvisato.. :-P

lunedì 24 novembre 2008

Auguri mio blog!!


Oggi compie gli anni il mio piccolo spazio personale!
Era un anno fa quando lo aprivo.  Oltre 35mila visite e quasi 68mila pagine sfogliate, sono numeri che mi fanno impressione. Buona parte le devo a voi amici, che quotidianamente mi venite a trovare! Poi ci sono anche gli anonimi utenti di google che capitano qui per caso (un pò meno da quando ho cambiato il nome al blog e ho avuto problemi con l'indicizzazione) alla ricerca di notizie. Ringrazio anche loro, sperando di catturarne sempre di più l' attenzione e farli avvicinare a questa bella disciplina che è la corsa. Come dicevo nella "mappa del blog" io più che consigli tecnici fornisco dosi di passione, questo mi riesce bene e sarà la mission anche per il futuro. 
Lo spazio certo ha ospitato anche divagazioni su altri argomenti, anche se soprattutto gli amici di vecchia data mi fanno notare che parlo prevalemente dello stesso argomento, mi scuso con loro. La scelta di farlo diventar spazio abbastanza tematico è stata dettata anche dalla "domanda", quindi cavalco l'onda. Mi piace troppo scriver di corsa e seppur delirante chi mi vuol bene mi accetti così, almeno fino a che non diventerò una  penna autoritaria in qualche rivista di settore ih ih  :-)

domenica 26 ottobre 2008

Maratona di New York un anno dopo

Dedicato a tutti quelli che hanno un sogno nel cuore ed in particolare a quelli che stanno inseguendo il loro sogno americano: correre la maratona di New York. Ho ancora marchiati col fuoco i ricordi di un anno fa e dell'impatto emotivo che quella gara, quella città, ebbero su di me.

L'anniversario di quella data scatta tra poco, ma gli amici che stanno andando a correrla sono già in partenza, per questo volevo render loro omaggio già da adesso, perchè leggano le mie righe.
Ho un coacervo di sensazioni interiori che fatico a rendere con la tastiera. Mi viene da sospirare, alzo lo sguardo e guardo il quadro che c'è qui in camera mia, questo
Inferno e ritorno. E' il viaggio di ogni maratoneta, quello dentro se stessi e dentro la fatica che scava l'anima, ma non la vince. Alla fine risorgiamo sempre. In questi istanti sulle strade di Venezia, di Istambul ci sono amici che stanno conducendo la loro battaglia sportiva, il pensiero va anche a loro.
Ripropongo qui il mio racconto ed il video celebrativo di quella gara. Torniamo indietro di un anno e lasciamo la parola al Mathias del 2007.
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La mia New York

E' difficile da raccontare con le parole quello che ho vissuto. New York in sè, e la sua maratona in particolare, rappresentano qualcosa di sconvolgente, che ti rimane marchiato nell'anima! La città ti avvolge con le sue milioni di braccia lungo le strade. Abbraccia i top runners, eleganti e potenti nel loro gesto, e anche quelli come noi, i Mathias le Aline, i Daniele e i Nicola, che corrono confusi insieme a tanti altri nomi, nella mischia, in fondo. Ciascuno di noi corridori ha una storia da raccontare, appena celata dalla faccia sorridente delle prime miglia, o dalle smorfie delle ultime e loro, i newyorkesi, questo lo capiscono..incitano tutti allo stesso modo, sanno che dietro ai runners c'è una ragione profonda che li spinge a macinare miglia su miglia, e anche se non la conoscono, la rispettano!Chi l'avrebbe detto, per quanto mi riguarda,se corro con la memoria al mio passato, di potermi ritrovare su quella linea di partenza..Ricordo ora tutto quasi con dolcezza: scherzi del destino, reagire ad un vaccino quello dell'antipolio all'età di 5 mesi, una poliomelite spastica alla parte destra del corpo..e qualche inconveniente, un piede equino ad esempio, allungato solo a 4 anni grazie ad un accurato tagliuzzamento del tendine d'Achille, tutt'ora la non completa rotazione del piede destro..io correre? ma se a scuola per questo dannato problema, durante la fase dello sviluppo, l'ora di educazione fisica la vedevo dalla panchina...eppure..sono lì, cavolo, sul ponte di Verrazzano..io uguale agli altri, la mia storia una tra le tante. Elicotteri in cielo ci ricordano che siamo in diretta su decine di emittenti, mancano pochi minuti al via e io lì vicino ai pace maker delle 4h15m/4h30m. Ho appena salutato con un abbraccio mia sorella che partirà più indietro. Con lei ho condiviso tutta quest'avventura, comprese le ore che non passavano mai dell'alba, accampati sui prati, sdraiati a trovare le energie, a mangiare, a fare le file per i bagni.. e l'adrenalina che sale sale..Poi piano piano la gente inizia a camminare, davanti il cannone ha dato il via, ma qui in fondo ci vorrà ancora molto tempo..minuti interminabili, in cui sei alzato in punta di piedi a vedere se là in lontananza le migliaia di persone che ti precedono, stanno iniziando a correre..Quando imbocco il ponte e inizio ad accennare i primi passi di corsa è già passato un quarto d'ora circa.. ci son dentro, è iniziata la mia maratona di New York..faccio in tempo a fare un km e sulla discesa del Verrazzano, l'ennesimo bisogno fisiologico mi si presenta in tutta la sua urgenza..siamo ancora sul ponte, molti runners con ugual problema si spostano a lato e fanno pit stop..li imito, ma lo stato emotivo mi gioca un brutto scherzo e passa più di un minuto prima che mi reinfili definitivamente nella corrente dei corridori..E' bello correre insieme agli altri, è la prima volta per me e guardo quasi con stupore i miei compagni di avventura, chissà loro come si sentono, poi finisce il ponte e New York ci mangia:l'impatto con Brooklyn è caldissimo!..il nome sulla maglietta mi rende protagonista, mi chiamano, storpiano il mio nome "Mathaas"..Io corro sul lato della strada e do il cinque a decine di persone.Mi sento quasi un eroe per qualche istante, durante le frazioni di secondo in cui io e i supporters incrociamo gli sguardi..Passano i km che neanche me ne accorgo, ho un ritmo lento,freno a mano tirato, oggi importa solo arrivare e assaporare ogni istante di questo sogno..l'orologio lo guardo pochissimo, tanto ci pensa il microchip attaccato alla scarpa a notificare a fidanzata, parenti e amici, come sto andando... dopo una quarantina di minuti una mano sulla spalla, è l'amico Daniele, contento del suo ginocchio che ancora regge..si sta divertendo anche lui..e poi poco più avanti Nicola..con il quale ci faremo compagnia, a momenti alterni, per almeno 22 km.."Aizzare" il pubblico stanca, così ogni tanto mi rintano in mezzo al gruppo, devo durare a lungo e sarebbe un peccato afflosciarsi prima del tempo.. Sfilano decine di complessini, suonano musica che ti galvanizza e ti spinge in avanti come una molla. Personaggi improbabili, vestiti in modo stravagande, mi superano..ho visto superman passarmi baldanzoso, l'ho risuperato qualche km dopo mentre andava al passo!...sarà incappato in un rifornimento alla criptonite :-)I rifornimenti..drammatici momenti per me..bere da un bicchiere di carta in corsa è operazione tutt'altro che semplice, la prima sorsata anzichè in bocca finisce automaticamente in faccia, sono tutto appicicaticcio di gatorade..inevitabilmente freno per riuscire a bere qualcosa ed è in questi istanti che Nicola mi raggiunge o allunga..lui ha una macchina fotografica di quelle usa e getta, ogni tanto mi fa scattare in avanti e girarmi a fargli foto..saranno uscite chissà come.. parlando con il mio compagno di sofferenze passiamo il Polansky Bridge..la mezza maratona, con la quale ci immettiamo nel Queens..chiaccherare distrae dalla sofferenza, anche se ogni tanto Super Bond (soppranome di Nicola) fa delle uscite angoscianti.."mancano ancora 20 km oh"... :-)Il percorso fino a quel momento è stato solo apparentemente piatto..in realtà queste strade americane sono tutte un sinuoso sali e scendi..ci sono dei tratti in cui la strada sale in modo continuo, come nei pressi del quartiere ebraico..che strani a proposito i tipi con la barba lunga..a loro non è che fregasse molto della maratona e infatti in questo tratto ho notato un brusco calo di pubblico..Dopo il Polansky bridge è tutta un'attesa..so che sta per arrivare il ponte maledetto, lo spartiacque tra la maratona spensierata e quella di fatica, il Queensborought bridge..lo vedo da lontano..la strada ha un andamento per cui si possono notare le teste dei corridori davanti che stanno iniziando la salita del ponte.. siamo attorno al 26° km.. passi dall'incitamento al silenzio, solo il rumore dei passi dei corridori..La prima parte del ponte è al buio, dentro la galleria..c'è chi urla, chi intona l'inno americano..poi si esce dalla galleria e alla nostra sinistra Manhattan e il suo skyline..ma non fai in tempo a godere di questo panorama, che potenti raffiche di vento gelido ti prendono trasversalmente, capisci qui tutta la durezza del ponte, e non sei neanche alla cima..c'è chi inizia a camminare..io mi sento ancora bene e chiedo permesso, supero pace makers scoppiati (ma non dovevano tenere un certo passo? ce ne fosse uno che ha tenuto il ritmo che aveva indicato sulla maglietta!!)..sulla discesa cartelli simpatici dell'organizzazione ci ricordano che "Ora viene la parte più facile"...ironizzano!Scesi dal ponte è il delirio, lo scenario cambia..la strada si allarga, siamo sulla First avenue, in piena Manhattan ( dal nome indiano isola delle colline :( ) e le persone ai lati delle strade si sono moltiplicate a dismisura, è tifo da stadio allo stato puro, un attimo di commozione, condito dalla voglia di accellerare, aumento leggermente..è qui su questa lunga strada che porta al Bronx che qualche km dopo, attorno al 30° perdo di vista Nicola..ora sono solo..sale e scende la First avenue..in modo molto più accentuato..le gambe inizio a sentirle...sono dure, ma vado.. Sto sul lato destro della strada, supero centinaia di persone che camminano, sono in perenne corsia di sorpasso.. il Bronx al 32°km ci da il benvenuto..lo si raggiunge con l'ennesimo ponte, quanto li odio i ponti..case colorate di viola, musica di rocky..non manca molto, le signorine del gatorade scandiscono le miglia alla fine.. si rientra in Manhattan ad Harlem, ho freddo e un pò di fame..già qualche km prima avevo accettato delle banane dal pubblico..accetto anche degli spicchi di arancia, che succhio avidamente..si scende verso central Park..35°km, scene di disperazione ai lati della strada..una runner è stesa sul marciapiede e si contorce piangendo..è circondata dai medici..capisco tutto il suo dramma, manca così poco all'arrivo e una crisi fortissima la sta costrigendo al ritiro..penso a mia sorella, chissà dove sarà in questo momento..spero che a lei vada tutto bene!Cala la luce, la vista degli alberi di central park attenua la sofferenza delle mie gambe che stanno diventando blocchetti..ma supero continuo a superare persone, non mi ferma più nessuno..sono alla resa dei conti,ho rotto ogni argine..Sono quel ragazzo seduto sulla panchina durante le ore di ginnastica, che ora si sta prendendo la rivincita..fate largo, ho corso meno di voi..ho tanta strada da recuperarvi, lo faccio così, a mio modo..Una carica interiore più forte di qualsiasi sofferenza mi spinge in avanti, la sofferenza in fondo come scrivono qui sui cartelli è temporanea..quello che rimarrà per sempre sarà l'impresa che sto per compiere!.. Le gambe non le sento più..supero i miei limiti, i 36 km dell'allenamento..i 37 e così via..e in un soffio sono sopra i 40, mi trovo in un equilibrio fragilissimo, se accellerassi di solo qualche secondo mi partirebbero i crampi, mi sento un vaso di cristallo, ma Columbus circle è là, lo vedo..è là che si svolta dentro il parco e da lì mancano poche centinaia di metri.. mi viene da piangere ma non ho lacrime, sono tutte scivolate via col sudore, ma mi commuovo eccome se lo faccio..lo vedo il traguardo, in un istante penso alla mia vita, a quanto in fondo sono fortunato se sono qui..alzo le braccia al cielo, mi porto le mani al volto, immortalato in fotografie che rimarranno per sempre.
Un pensiero va alle persone che amo, che erano dall'altra parte dell'oceano a tifare per me, a loro dedico que
sta gara 4h37min33sec Mathias, 27 anni, maratoneta.

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Leggi anche:

Quella volta ad Heldenplatz: maratona di Vienna 27 aprile 2008: 4h36'25

venerdì 22 agosto 2008

Corro da due anni..

Un pò in ritardo, era qualche giorno dopo ferragosto, ma volevo festeggiare anche quest'anno il mio compleanno podistico, il secondo. Bè, com'è che mi sono affacciato alla corsa l'avevo raccontato l'anno scorso sul vecchio blog. Scivolano i giorni, le settimane e i mesi, la passione rimane intatta. E' bello esser riusciti ad accendere il fuoco. Non si smette più ragazzi, questo è il messaggio che vorrei filtrasse e che potessero leggere quelli che stanno iniziando a correre. Provate a diventare runner con la testa. Innanzitutto analizzate che cosa abbiamo io e i miei amici che scrivono qui su internet più di voi. Siamo persone normali, abbiamo solo fatto una scoperta: passata la sofferenza iniziale si entra in uno stato di benessere che non ci fa più tornare indietro. Varcata la soglia poi starà a voi decidere che fare di questo dono, se correre per stare bene o provare a migliorarvi (per poi ritornare a correre per stare bene).
Non so quantificarvi il periodo in cui correre per me è stata una sofferenza. Nel post a cui vi ho rimandato, l'anno scorso parlavo di pizzicorio alle gambe, di fiato pesante..queste sensazioni si sono protratte per un mese, sono andato però oltre le tre settimane che di media negli anni passati dedicavo ai tentativi di corsa. Mi avvilivo, mi facevo sopraffarre da questi disagi e puntualmente smettevo dicendomi "tanto non son portato". Cancellate questa affermazione dal vostro frasario e fidatevi, oltre quella fatica bestiale che vi sembra di provare, poco oltre c'è il sereno..non fermatevi, non esagerate, non correte tutti i giorni che sennò vi prende la noia (capitolo da approfondire)..fate piccoli passi da formica aumentando di poco la durata delle vostre corse.. e apritevi un blog se potete. Entrate nel nostro circuito, quello dei blogtrotter, vi accompagneremmo nei vostri progressi..

ps: ieri intanto ultimo giro con Frate tack, gli ho fatto fare quel bel trail di 17 km che si dipana tra il Lago di Baratz, la Pineta di Porto ferro e la cala del porticciolo. Sono tornato a casa con le scarpe totalmente marron, per non parlar dei calzini. Ci siamo divertiti di brutto, son contento di avergli fatto vedere una zona che non conosceva..


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martedì 4 dicembre 2007

Un mese fa..

L'amico Daniele ha raccolto in un libro il racconto della sua avventura, io invece, a distanza di un mese da quel mitico giorno, non potevo esimermi dal creare, come già facevo nel precedente blog, un video celebrativo..
Lo dedico, oltre ai miei cari:
- a tutti quelli che, come me, ci hanno creduto e hanno realizzato il loro sogno;
- a quelli che non ce l'hanno fatta e sono stramazzati tra il Queensborought e Central Park;
- anche ai non corridori che magari un giorno, imbattendosi in queste poche righe trasudanti di entusiasmo, venissero contagiati dalla voglia di provare, non dico a fare una maratona, ma ad indossare un paio di scarpe da ginnastica e uscire a correre..non c'è nulla di impossibile, anche io son partito da 0 (magari vi invoglierò in successivi post)!!

venerdì 23 novembre 2007

Stagioni


Apro un nuovo blog amici! Finita l'esperienza e avventura New Yorkese, che ho condiviso insieme a mio sorella, ecco un nuovo spazio, questa volta personale, in cui continuerò a tediarvi dei miei racconti. Forse, ma non lo prometto, scriverò anche di cose non attinenti allo sport con più libertà....
La foto old stile segna la fine di un periodo memorabile, la trovate anche nell'ultimo post del vecchio blog, quasi a voler simboleggiare la continuità tra quello e questo.. Inizia qui una nuova stagione..