Dopo un anno ritorno a provare la salita che definii dalla fatica nera, quella della Villanova mare. Il pretesto è di farla provare all'amico Lino, qui in vancanza, per renderlo conscio delle insidie che lo attenderebbero Domenica prossima, caso mai volesse iscriversi alla gara podistica Alghero Villanova.
Presto detto assoldo anche gli indomiti Peppino e Pierpaolo ed una macchina è bella e che organizzata.
C'è aria di prove generali per me. Decido di salire con lo zaino idrico a mezzo carico(1l) per simulare l'assetto da gara. Le gambe son fresche, ma immobili da 4 giorni di riposo precauzionale(per la costola). La notte galoppa e ci corre incontro. C'è poco tempo. Dal momento in cui iniziamo a correre, attorno alle 20, sarà una sfida con il buio per arrivare in cima.
Lino è un ottimo runner, uno spirito positivo, che sa come affrontare la salita. Imparerò qualcosa da lui, come vi dirò.
Ci portiamo sotto l'ascesa che non son passati neanche poche centinaia di metri dalla macchina. Io parto, come ero solito fare lo scorso anno, per misurare il tempo. Lino al mio fianco..Peppino e Pierpaolo accorti dietro al loro passo. Questa ascesa di 5,2km 10% di pendenza mi aveva visto migliorare ben 4 volte negli allenamenti all'alba targati 2008. Ero arrivato a salirla sin a portarmi a 34'40". Poi in gara crollai ad oltre 38' (ma c'eran anche 35° in un caldissimo pomeriggio)!
Oggi..bè io l'ho presa con il piglio di quel mio record. E' facile farsi prendere dall'entusiasmo quando corri con a fianco runner vacanzieri e più forti di te. Un km che forse, per le condizioni di ieri, non potevo permettermi in 6'. Inizio ad ansimare, Lino piano piano se ne và. 5..10..30metri. Cerco di tenerlo a vista. Da dietro sento che arrivan anche i due saggi Peppino e Pierpaolo. Già crisi, porca paletta. Sborone io.. La pendenza mi affossa. Lino intanto davanti..slalomeggia! Cosa?! Lo guardo curioso, piccoli e brevi slalom, come stesse scansando dei birilli posti in linea retta. O bella..fa più strada così penso dentro di me. In realtà quello che sto vedendo è l'insegnamento dell'alpinista. L'uomo della montagna (vien dalle parti di Sondrio, è nato vicino al Mortirolo!) mi regala un'accortezza che d'ora in poi potrei fare mia. Quel brevissimo slalomeggiare gli smorza la pendenza e gli consente di salire ad un passo più veloce di quello che le sue gambe potrebbero permettersi se procedesse diritto. Accortezza da skyrunner, riproposta in scala minore (le pendenze qui son nettamente inferiori ai sentieri alpini, ma la tecnica funziona sempre!).
Io intanto faccio a gara con il sole per vedere chi muore prima. 7'32" il secondo km. Soffro, devo recuperare la sparata iniziale ancora. Sarà solo nel 3°(6'36") che, complice un brevissimo pianoro che porta sotto il tratto più terribile, respiro un pò.
Il sole cala e mi trovo ad affrontare l'orrido tornante che da in bocca ad un rettilineo di 1300 metri che taglia in diagonale la montagna. La pendenza è elavatissima qui. Segno un 7'56" nel 4°km. Son cotto, ma manca poco. Se non avessi maturato solamente con il senno del poi il suggerimento di Lino, lo metterei in pratica. Mi ostino invece a far meno strada possibile e la pago. La pendenza rimane ancora molto forte nei primi 700 metri che portano al 5°km. L'andatura è simile se non peggio, sto planando verso gli 8'xx. Fortuna la strada si placa quasi improvvisa e prima che il garmin bippi riesco ad allungare e ad "aggiustare" il parziale (7'17"). Oramai in piano alla macchina manca un nulla, due centinaia di metri, durante i quali mi propongo in sprint sino al quadrivio, la fine del mio rilevamento Stop. 36'07". Morto. Trovo Lino sorridente. Farfuglio qualcosa. Peppino mitico tira fuori una birra dal frigo. Li per lì non ci bado neanche e non lo ringrazio neppure per la trovata che è strepitosa(grazie Peppì!!). Se ci fosse Lucky penserebbe che è una consuetudine che noi reintegriamo con un bicchiere di birra lo sforzo! Brindiamo all'allenamento e strappiamo a Lino la partecipazione alla gara. Son contento di aver regalato un altro fantastico tramonto ad un amico turista. Lui per ringraziare mi "obbliga"agli allunghi che dovevo fare e che avrei saltato..
Queste uscite di gruppo danno una soddisfazione che ti rimane attaccata addosso e affossano medie, tempi e km. La gioia di una conquista collettiva, come può esser un salitone del genere si eleva soprattutto. La gara sarà dura, ma venderemo cara la pelle sicuro. :-)



